GENOVA 26 MESI DOPO: ferite non pregresse e brandelli di verita’

Spesso cio' che e' giusto e' solo una questione di opinione. Avevano spiegato, ai giornalisti li' fuori che, erano entrati (nella scuola Diaz), in base all'articolo 41, senza mandato di perquisizione perchè avevano avuto la segnalazione che la' dentro ci fossero armi! Poi, più tardi, per giustificare i ragazzi trasportati fuori dall'edificio con le barelle, avevano spiegato, un'altra volta ai giornalisti, che si trattava di ferite pregresse, non fresche.
(di Elisabetta Caravati)


Un agente accoltellato e due molotov, bastano per dare un senso ai calci (tanti calci) ed alle botte (troppe botte, inferte soprattutto sulle teste e sulle braccia di chi aveva assunto una posizione di difesa!); e sono sufficienti anche per giustificare il bilancio finale: 61 feriti, 93 fermi (dei quali 68 non convalidati).

Prove che si scopriranno false; ferite che tarderanno a rimarginarsi; ed
oggi, a distanza di 26 mesi, qualche brandello di verita' incomincia a
venire a galla! Uno dei sette pubblici ministeri che venerdi' 12 settembre ha messo la sua firma sotto gli avvisi che chiudono l'inchiesta sulle violenze della polizia nella notte fra il 21 e il 22 luglio alla scuola Diaz, ha affermato: “La Diaz e' ancora una ferita aperta. Purtroppo non e' certo una ferita pregressa.”

Nell'inferno di Bolzaneto transitarono almeno 500 persone; picchiate, insultate e umiliate. Oggi poliziotti, carabinieri, agenti di polizia penitenziaria e medici sono accusati di aver violato il codice e i diritti
umani.

Settantatre persone sono accusate di abusi, lesioni e calunnia. La difesa ha 20 giorni di tempo per chiedere interrogatori o nuovi accertamenti. Pisanu, non ha alcun dubbio sul fatto che la polizia italiana sia sana!

I ragazzi della Diaz e quelli di Bolzaneto hanno visto un'altra polizia! Loro hanno il diritto di capire chi e' stato il regista di quel film dell'orrore, di cui sono stati protagonisti involontari. Chiedevano un mondo migliore per tutti; sono stati massacrati di botte! Qualcuno dovra' spiegare loro il perche'. Ci sono tanti altri perche' da spiegare! Il piu' grande resta sempre quello legato alla morte di un ragazzo di 21 anni…

Vorremmo tutti poter credere che la polizia sia davvero sana; vorremmo tutti sperare che i ragazzi della Diaz e quelli di Bolzaneto potranno togliere, finalmente, le bende a quelle ferite; vorremmo tutti augurarci che mai piu' in una qualsiasi piazza ad un ragazzo venga sparato un colpo in faccia.

Nessuna verita' dunque deve essere archiviata; nessuno deve restare
impunito per cio' che ha fatto o per cio' che ha permesso ad altri di fare
nel nome dello Stato.

elisabetta caravati

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