Epigrafe per una famiglia che non c"è più

Intervento di Anna Lauria sul caso del ragionerie della provincia di Lecco che ha ucciso la famiglia.


Che cosa pensare di un uomo di 55 anni, che si sveglia una mattina di gennaio, prende la pistola e uccide.

Uccide nel sonno il figlio di 19 anni, il figlio di 26 anni.

Esce dalla stanza del misfatto, in corridoio incontra la moglie che non sa ancora e mai saprà , che cerca disperatamente di difendersi, e la uccide.

Ancora qualche minuto e la tragedia si conclude. Avvicina la pistola al suo corpo, questa volta per l”ultima volta, e spara.

Un”epigrafe per una tragedia incomprensibile.

Un”epigrafe per comprendere, per conoscere, per sapere che ciò che è accaduto all”altro, mai e poi mai accadrà a noi.

Un”epigrafe per salutare comunque, con un gesto di umano affetto, una famiglia che non c”è più.

Una famiglia come tante, che viveva la propria esistenza nello scorrere del tempo.

Abbiamo bisogno, noi, adesso, lettori di cronache di quotidiani misfatti, di una spiegazione per capire e far tacere le nostre paure, di pensare che siamo diversi da quell”uomo, invaso dalla follia in una fredda mattina di gennaio.

Qual è la verità ?

La verità non la conosceremo mai, anche se tante sono le ipotesi che ognuno può partorire: uno scompenso della personalità dovuto al diabete e alla cura dimagrante; una depressione non conosciuta e non ascoltata; la perdita del lavoro e quindi delle sicurezze; l”improvvisa follia che si affaccia dopo essere stata a lungo compensata dai legami sociali, lavorativi. E ancora che cosa spinge un padre ad uccidere i suoi figli, in un gesto di umana sofferenza, forse il bisogno di proteggerli da un mondo, vissuto e percepito in quel momento, attraverso una visione apocalittica di distruzione che si affaccia  nella propria casa, e che proviene dall”esterno.

L”elenco delle possibili spiegazioni potrebbe continuare ma nessuna di esse sarà mai sufficiente, perché nessuna di queste verità racconterà la verità di quei momenti, racchiusi ormai nel silenzio di quattro esistenze che si sono spente.

Un”epigrafe per una famiglia che non c”è più.

Forse semplicemente scoprire in noi il coraggio di riconoscere la sofferenza e il dolore che, a volte, incontriamo nel percorso della vita, e il coraggio di chiedere aiuto all”altro, accompagnato dalla forza di credere che, nello specchio delle relazioni sociali che ci appartengono, possiamo incontrare le risposte ai bisogni che abitano la nostra vita e dare spazio al fluire delle emozioni.
 
Anna Lauria
Psicologa – Psicoterapeuta

Be the first to comment on "Epigrafe per una famiglia che non c"è più"

Leave a comment