Dov'è finito il movimento per la pace? Dov'è è finita la voglia di lottare e dire no a una politica imperialista e che ci sta portando nell'abisso? Tutto cancellato in un attimo da televisioni che ci inondano di spiagge e concorsi, veline e calciatori. Da un'informazione sempre più serva del potere e in cui nessuno osa contraddire, indagare, denunciare i fatti o i misfatti di una classe politica corrotta, razzista, indegna di rappresentarci ma che trova terreno fertile nel disinteresse generale e nella tragica situazione economica [di Utopico – CaniSciolti]
L'escalation degli attentati terroristici a Londra è il segnale dell'estensione, su scala internazionale del conflitto in vari paesi del mondo, non ultimo l'Iraq, che l'amministrazione Bush ha condotto, in questi anni, con l'appoggio di Italia e Gran Bretagna, ma anche con il silenzio e la connivenza di paesi come la Russia, impegnata a risolvere il conflitto ceceno e le situazioni in ebollizione come in Uzbekistan. O la Cina che gioca, nei confronti dell'occidente, il doppio ruolo di nuovo mercato di multinazionali e interessi legati alle risorse energetiche e, dall'altra parte, un concorrente scomodo e pericoloso in tutti i campi da quello economico a quello militare.
Un conflitto che vede attivi conflitti come quello in Medio Oriente tra Israele e Palestina che viene costantemente cancellato dall'informazione di regime, oppure quello in Iraq dove non esiste un'informazione libera e le poche notizie che provengono sono quelle filtrate dalla censura militare o quelle, più reali, di una controinformazione che viene sempre più vessata e perseguita.
La paura sta invadendo una società , come quella occidentale. La paura del diverso, che già era connaturata a società cosidette democratiche, sta lasciando il posto all'intolleranza, al razzismo xenofobo, a misure militaresche che, di fatto, limitano e limiteranno le libertà personali, civili, e delle comunità .
Lo scontro si sta radicalizzando sul piano religioso, anche dopo l'elezione e i primi atti di un Papa Nero come Ratzinger. Una guerra di pseudo civiltà democratiche contro un fondamentalismo che ha comunque trovato, in questi anni, accoglienza, finanziamenti, strutture e coperture da parte dei regimi totalitari, come quello dell'Arabia Saudita, o come gli Stati Uniti dove una minoranza conservatrice ha stravolto gli equilibri della convivenza e del rispetto della diversità , sia essa culturale, religiosa, economica.
L'Italia, un paese ormai allo stremo delle risorse economiche, con una classe politica, di destra o di sinistra, inadeguata, sopravalutata, egoistica e miope, è uno dei teatri fra cui a breve, anche se ci auguriamo il contrario, assisteremo da vicino a quello che oggi vediamo negli schermi delle tv. Attentati, morti, feriti. E la paura, il terrore che si farà tangibile, quotidiano.
La presenza dei militari italiani a Nassiriya, a difendere gli interessi petroliferi dell'Eni, e non per ragioni umanitarie ci ha portato ad essere, grazie al governo del Nano Ridens, un paese militarizzato e obiettivo privilegiato di pseudo terroristi o presunti tali, in spregio alla Costituzione Italiana ma anche alla cultura, alla storia di questo paese.
Un domani quanto mai incerto si presenta davanti ai nostri occhi. Un domani che non può farci sentire sicuri, immuni, lontani dal centro del dolore, della morte, dei civili che pagano, sulla propria pelle, le scelte di governi o di compagnie petrolifere.
Non sappiamo se mentre scriviamo qualche fanatico, imbevuto di proclami e magari addestrato in Afghanistan con i soldi americani, stia prendendo un vagone della metro di Milano. Quello che sappiamo è che nessuno, oggi, può ignorare la situazione. Nessuno di noi, che viviamo fuori dai palazzi, siano essi della politica, del potere, può girare la testa dall'altra parte, o chiudere la porta di casa pensando di lasciare il mondo fuori.
Primo Levi, morto suicida e che aveva provato sulla propria pelle la barbarie dell'uomo sull'uomo nei lager nazisti, scriveva:”Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici: Considerate se questo è un uomo.”
Ecco, considerate questo. Se sono uomini quelli massacrati ogni giorno a Baghdad, a Jenin, in Afghanistan o in Cecenia o in un vagone della metropolitana di Londra. Se sono uomini che hanno gli stessi vostri e nostri diritti. Se hanno la libertà delle proprie azioni, se hanno il diritto di vivere, non di sopravvivere o morire per interessi di altri. Considerate se oggi, ora, ci sia bisogno di rialzare la testa e di dire no. Di riprenderci, fino a che sarà possibile, il domani.
Prima che sia troppo tardi.
Utopico – Cani Sciolti
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