Il Natale dei bimbi soldato

Natale, nasce il Bambino chà¢â‚¬â„¢è giàƒ nato. Il suo nome è Gesù. La grotta è quella di sempre, il Bambino vestito soltanto della sua innocenza sorride dalla mangiatoia, là¢â‚¬â„¢asino e il bue son diventati vecchi ma il loro dovere lo fanno. Dolcemente esangue è il volto della Madre vergine, Giuseppe è assorto nel suo stupore. Anche questà¢â‚¬â„¢anno sono arrivati a Betlemme i pastori guidati dalla Stella. La luce degli astri profuma dà¢â‚¬â„¢acetilene ma questa non è una fiera di paese e infatti i tre Magi (il quarto arriveràƒ alla fine della storia) porgono doni regali a un Bambino che giace sulla paglia e cresceràƒ senza giocattoli [di Igor Man, La Stampa].

La nascita di Gesù non ha più segreti ma conserva misteri. Allà¢â‚¬â„¢apparenza nulla è mutato peràƒÂ² il sorriso del Bambino è solamente un sorriso di cortesia. Profeta, Gesù legge nel presente il passato che annuncia il futuro: lui sa, lui vede. E sà¢â‚¬â„¢addolora. Il Bambino vede un esercito a noi invisibile; il figlio di Dio non ha bisogno di leggere là¢â‚¬â„¢ultimo rapporto dellà¢â‚¬â„¢Unicef. Gesù sa.

Ogni anno cinquanta milioni di bambini poveri come Cristo, bambini à‚«senza identitàƒ à‚», si aggiungono allà¢â‚¬â„¢incalcolabile esercito infantile ignorato dallà¢â‚¬â„¢anagrafe. Anche questà¢â‚¬â„¢ultima leva di invisibili fanciulli cresceràƒ male. Presto il loro cuore si faràƒ vecchio, anchà¢â‚¬â„¢essi, come Gesù, non avranno giocattoli, subiranno una privata via crucis: diventando mercenari o criminali. Uccideranno per non essere uccisi ovvero venduti nellà¢â‚¬â„¢immenso mercato multinazionale dei trapianti.

Il rapporto dellà¢â‚¬â„¢Unicef è agghiacciante ma non avrebbe sorpreso Giovanni Paolo II che paventava à‚«la distruzione della fanciullezzaà‚», come ebbe a dirmi quando volle dedicare un poà¢â‚¬â„¢ del suo tempo al vecchio cronista. La disperazione dei beurs, la gang di ragazzini diretta da un impubere rumeno (9 anni), à‚«sgominataà‚» a Roma, non sono soltanto un sintomo del malessere universale ma la faccia visibile dà¢â‚¬â„¢un mondo crudele. Il successore di Giovanni Paolo à‚«Santo subitoà‚», parla con preoccupazione del nostro tempo boreale. à‚«Le violenze interne – dice il Papa tedesco – rappresentano un à¢â‚¬â„¢à¢â‚¬â„¢messaggioà¢â‚¬â„¢à¢â‚¬â„¢, soprattutto da parte dei giovanià‚» che invocano à‚«una risposta allà¢â‚¬â„¢altezza di queste tensioni drammatiche della societàƒ à‚». La nascita del Bambino chà¢â‚¬â„¢è giàƒ nato ci dice tuttavia che la beata speranza misteriosamente resiste.

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