Rifiuti, il 30% è illegale…e la multa è solo di 5 euro!!

Una materia che puzza non solo in senso figurato. Rifiuti, immondizie, scarti, scorie: tonnellate di avanzi più o meno tossici vengono espulsi quotidianamente da metropoli e industrie alimentando business stellari (132 miliardi di euro il giro d”affari fuorilegge) delle mafie organizzate, ai danni di ambiente e paesaggi. «Lo sapete cosa rischia chi deturpa le bellezze naturali? Diecimila lire di ammenda», tuona il capo della Direzione nazionale antimafia (Dna) Pier Luigi Vigna riferendosi agli sporcaccioni della porta accanto. Il magistrato parla al convegno sul traffico illecito di rifiuti organizzato dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulle ecomafie.


Una materia che puzza non solo in senso figurato. Rifiuti, immondizie, scarti, scorie: tonnellate di avanzi più o meno tossici vengono espulsi quotidianamente da metropoli e industrie alimentando business stellari (132 miliardi di euro il giro d”affari fuorilegge) delle mafie organizzate, ai danni di ambiente e paesaggi, rovinando. inquinando, violentando una delle terre più rinomate per le sue attrattive naturali e artistiche, l”Italia. Quest” anno il livello di illegalità . su 10351 controlli effettuati, ha raggiunto il 29.02 per cento, l”anno scorso fu del 2,9. «Lo sapete cosa rischia chi deturpa le bellezze naturali? Diecimila lire di ammenda», tuona il capo della Direzione nazionale antimafia (Dna) Pier Luigi Vigna riferendosi agli sporcaccioni della porta accanto. Il magistrato parla al convegno sul traffico illecito di rifiuti organizzato dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulle ecomafie. «In molte attività illegali come il traffico di armi e droga, la tratta di esseri umani, lo smaltimento di rifiuti â€â€� dice â€â€� la distinzione tra vittima carnefice scompare. La criminalità diventa con- sensuale, uno chiede, l”altro offre». Il confine tra lecito e illecito. tra certezza delle regole e malaffare viene varcato, spesso, da imprenditori senza scrupoli. «il giudice Felice Casson sta indagando racconta Michele Vianello, vice presidente della Commissione- sull”accordo segreto tra multinazionali americane per occultare i dati relativi alla tossicità del Cvm, un composto altamente cancerogeno. Una decisione che ha condannato a morte migliaia di persone tra cui molti operai di Marghera e Ferrara. Che differenza c”é tra tale comportamento e quello della camorra?».
Nella discussione, coordinata dal direttore del Messaggero Paolo Garnbescia. a Guido Morini, rappresentante degli industriali, tocca difendcre la categoria potenzialmente nel mirino. «Siamo indietro nella gestione dei rifiuti, cè conccorrenz sleale e la normativa è incerta, complessa, difficile da applicare. I controllori interpretano a modo loro le regole sullo smaltimento. Alla Confindustria aderiscono centomila imprese e tutte producono residui, nell”ultimo anno tremila si sono messe in regola con la certificazione sulle emissioni. Prima erano 700. A nord esistono i termova1orizatori, a Sud no». Tutti li vogliono, nessuno li ospita: si teme che i bruciatori di pattume, da cui si ricava anche un po” di energia sprigionino veleni. «In Emilia Romagna â€â€� ricorda Vigna che ha istituito presso la Dna una task-force per combattere l”eco-mafia â€â€� i termovalorizzatori sono 13 e il livello di diossina pari a zero. In Campania zero termovalorizzatori e diossina rilevata in più parti». Materiale da discarica sembra essere la fiducia dei cittadini nei confronti delle amministrazioni. «I soggetti che decidono sulla pericolosità di un impianto â€â€� osserva Vianello -sono ritenuti poco attendibili dalle popolazioni, troppo vicini al potere politico. Negli Stati Uniti, invece, la valutazione di impatto ambientale é affidata ad agenzie pubbliche indipendenti da qualsiasi autorità . Per correre ai ripari la Commissione sulle ecomafie sta mettendo a punto una legge che verrà sottoposta alle Camere. «E” necessario introdurre nel nostro codice â€â€� assicura Paolo Russo, presidente dell”organismo parlamentare â€â€� il reato di delitto ambientale, per stare al passo con l” Europa e rispettare la Costituzione che prevede la protezione dell”ambiente. Lo smaltimento di rifiuti, di scorie industriali altamente tossiche, è un problema internazionale, molti paesi del Terzo Mondo sono diventate le pattumiere del pianeta». Il giro di vite penale è ritenuto, dagli esperti in materia, necessario ma non sufficiente. «Servono prevenzione e monitoraggio» dice Anna Finocchiaro, membro della Commissione Giustizia della Camera. «Gli irnprenditori adotteranno comportamenti virtuosi quando gli converrà . Ci vogliono agevolazioni fiscali per chi si mette in regola, alleanze tra imprese, enti locali, popolazioni. Ci vuole un cambiamento culturale, una rinascita etica».

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