La Tobin Tax è irrealistica

«Nel 2003, il Portogallo ha ottenuto dall”Ue aiuti economici tre volte più dell”intero continente africano: non ditemi che questo è serio». «E” difficile parlare di politica economica democratica se 50 multinazionali controllano, come oggi avviene, la metà del prodotto lordo mondiale». «Oggi esistono due tassazioni e due sfere di intervento: locale e nazionale. Ci vuole una terza sfera: una tassazione mondiale per gli interventi di stabilizzazione mondiale.La Tobin tax è irrealistica, ma si possono proporre altre soluzioni innovative». Sono solo alcune delle osservazioni fatte al Consiglio dell”Internazionale socialista che si è riunito a Johannesburg nei giorni scorsi.


Il Consiglio dell”Internazionale socialista si è riunito a Johannesburg, ospite del presidente sudafricano Mbeki, per discutere di Africa, sottosviluppo e, naturalmente, dei temi più attuali. Erano presenti partiti di oltre 80 paesi (talvolta più di uno per ciascuno) e spesso con più di un delegato. Per dare una idea di quel che bolle nel pentolone socialista gettiamo piccoli flash qua e là , cogliendo frammenti dagli interventi dei capi delegazione.
Antonio Gutierrez, presidente dell”Internazionale socialista. «Tolleranza, tolleranza e poi ancora tolleranza. Integrazione, integrazione e poi ancora integrazione. Queste sono le nostre ricette». «Nel 2003, il Portogallo ha ottenuto dall”Ue aiuti economici tre volte più dell”intero continente africano: non ditemi che questo è serio».
Paul Rasmussen, presidente del partito socialista europeo. «L”Europa è oggi del 10 per cento più ricca degli Stati Uniti: lo si ricordi».
«Non pensiamo che la vittoria di Bush impedisca qualuque iniziativa globale.
Abbiamo già lavorato in condizioni difficili. Bush può anche essere un estremista conservatore, ma non è un cieco». «E” difficile parlare di politica economica democratica se 50 multinazionali controllano, come oggi avviene, la metà del prodotto lordo mondiale».
Joachim Chissano, presidente del Mozambico. «Non c”è pace senza democrazia, non c”è democrazia senza pace. Ma non c”è né pace, né democrazia senza sviluppo economico».
Jeltje van Nieuwenhoven (Partito socialista olandese). «Ma aboliamo una volta per tutte i sussidi all”agricoltura europea!».
Horacio Serpa Uribe (Partito liberale di Colombia). «In Sud America, il 10 per cento più ricco della popolazione consuma il 70 per cento dei beni, il 20 per cento più povero lo 0,7 per cento».
Rolando Araya (Costarica). «L”arcivescovo nero Desmond Tutu, a proposito del Sud Africa, diceva: gli olandesi, quando sono arrivati, avevano la Bibbia e noi la terra, adesso loro hanno la terra e noi la Bibbia». «Le ricette dell”Occidente non necessariamente funzionano nel terzo mondo. Gli uomini infatti sono come le automobili, alcuni vanno a benzina, altri a gasolio».
Bernard Soulage (Partito socialista francese). «Oggi esistono due tassazioni e due sfere di intervento: locale e nazionale. Ci vuole una terza sfera: una tassazione mondiale per gli interventi di stabilizzazione mondiale.La Tobin tax è irrealistica, ma si possono proporre altre soluzioni innovative».
Bar-Axel Sahlberg (Lega internazionale dei socialisti religiosi). «Per contrastare i fondamentalisti co me Bush e Buttiglione, sono più efficaci gli argomenti non dei laici, ma dei religiosi come noi».
George Foulkes (Labour party biitannico). «Anche il mio partito ha fatto il tifo per Kerry». «Gli Stati Uniti non approvano il trattato di Kyoto sull”ambiente perché con il 4 per cento della popolazione mondiale producono il 25 per cento dell”inquinamento».
Immaculata Rodriguez-Pinero (Partito socialista spagnolo). «Il 50 per cento dei nostri ministri sono donne». «Zapatero dice sempre: non siamo per la guerra tra le civilizzazioni, ma per l”alleanza tra le civilizzazioni».
Nalin Pekgul (Partito socialista svedese). «Sono arrivata a 13 anni in Svezia come esule politico. Adesso ne ho 28 e sono deputata al Parlamento. Sono svedese e curda».
Deniz Baykal (Partito popolare turco). «In Iraq sono stati uccisi 60 camionisti turchi». «Ringraziamo i socialisti europei per L”appoggio al nostro ingresso nell”Ue». «Sulla pace tra Israele e Palestina possiamo dire la nostra, perché siamo l”unico paese di religione islamica ad aver riconosciuto lo Stato di Israele sm dalla sua fondazione».
Abbas Zaki (Palestina, Al Fatah). «Il problema più grave che Israele rifiuta la premessa della road map, ovvero il cessate il fuoco, perché lo subordina al disarmo di tutte le formazioni palestinesi».
Colette Avidal (Partito laburista israeliano). «Abbiamo ottenuto un successo ideologico con la decisione del ritiro da Gaza, perché Sharon è stato l”architetto degli insediamenti ebraici e ha dovuto ammettere implicitamente il proprio errore».
Vilan Avshalom (Yachad Party di Israele). «1170 per cento degli elettori è favorevole alla soluzione dei due Stati, uno israeliano e uno palestinese».
Marina Sereni (Ds). «Non basta dire dei no, dobbiamo anche dire dei sì. Se siamo contro la guerra preventiva, dobbiamo riuscire a costruire la politica preventiva».
Come premio per il diligente cronista, infine, una frase del mio intervento. «11 padre fondatore del socialismo italiano, Filippo Turati, nel 1929, scriveva:
abbiamo bisogno degli Stati Uniti d”Europa, altrimenti diventeremo una colonia della nostra colonia di un tempo, gli Stati Uniti d”America. Se Turati nel 1929 già indicava gli Stati Uniti d”Europa, noi potremmo tentare di avere altrettanta vision e cominciare a indicare gli Stati Uniti del mondo. Forse, non ci vorranno 70 anni (come per il sogno di Turati) perché il nostro sogno cominci ad essere realizzato».
A Johannesburg, per la prima volta, vi hanno messo una tenda provvisoria, come osservatori, cinque rappresentanti del partito comunista cinese.

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