Facciamo seguito all'articolo segnalato nella precedente notizia “Il marketing non è equo. Licenziata da una bottega del mondo” (vedi https://www.criticamente.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=1229) per pubblicare la replica fornita dalla Coop. La Tortuga di Padova.
Ecco la posizione di La Tortuga rispetto all'articolo apparso su Il Mattino il 31/10/04.
Risposta Tortuga su “Caso Garon”
Riteniamo doveroso intervenire, e fornire le dovute precisazioni, rispetto a quanto apparso sul Mattino di Padova del 31 ottobre 2004 a firma di Ernesto Milanesi, su una vicenda che vede coinvolta La Tortuga, cooperativa di commercio equo e solidale con sede a Padova e con vent'anni di storia e di impegno alle spalle.
Lo riteniamo indispensabile non soltanto per desiderio di corretta informazione, perché quanto scritto non corrisponde a verità e danneggia la nostra immagine, ma anche per amore di dibattito serio sulla realtà del commercio equo e dell'impresa sociale; dunque per un motivo ben più ampio e niente affatto circoscritto al presunto “licenziamento”, a detta diquell'articolo, “subito” da una nostra ex collaboratrice.
La signora Teresa Garon, innanzitutto, non è stata licenziata per la semplice ragione che non era stata assunta. Tra La Tortuga e Teresa Garon era in corso un contratto di collaborazione a progetto, di durata quindi temporanea, scadente il 31 dicembre 2004. Per tale data la nostra cooperativa ha dato la disdetta del contratto a Teresa Garon, intendendo risolto il rapporto di collaborazione, ma pagandole comunque l'intero compenso concordato, compreso quindi il periodo tuttora in corso e fino al 31 dicembre 2004, esonerandola però dalla prestazione. Inoltre a Teresa Garon non era stato chiesto di svolgere orario ordinario o straordinario, bensì un monte ore a scelta della stessa; il suo era un orario concordato.
Non è corretto dunque quanto da Lei sostenuto e riferito al giornalista che i corsi di marketing – peraltro solo abbozzati ma non ancora iniziati – venissero svolti oltre l'orario di lavoro ordinario: tali corsi erano previsti come parte integrante del suo monte ore di collaborazione ed erano elemento essenziale del progetto concordato, per il quale Le è stata chiesta e compensata la collaborazione. Ora, se Teresa Garon contesta e ha contestato l'apprendimento e l'applicazione di strategie di marketing e si è rifiutata, come ha dichiarato, di partecipare ad un corso di formazione interno sulla materia, è Lei che si è messa nelle condizioni di non condividere né di portare a termine il progetto di collaborazione. Di fronte ai suoi ripetuti rifiuti di condividere le strategie ed il percorso stesso di formazione, a La Tortuga non è rimasto che prendere atto delmancato raggiungimento del risultato prefissato nel progetto di collaborazione e quindi di risolvere il rapporto con la disdetta comunicatale.
Siamo convinti che siano sufficienti queste brevi precisazioni per far capire ai lettori quanto inesatto, e ingiustamente diffamatorio, fosse il contenuto di quell'articolo. Ci saremmo peraltro aspettati, come nella maggior parte dei casi accade, di essere almeno interpellati per poter dare una equilibrata spiegazione dei fatti: l'<<altra voce>> della vicenda, checi ha visto invece coinvolti in un pezzo giornalistico erroneo sia nel racconto dei fatti che rispetto a cosa significhi essere impresa sociale.
Impresa sociale infatti non è volontariato, anche se per alcune attività della nostra bottega possiamo contare sull'impegno gratuito e prezioso di numerose persone. Come più volte messo in risalto dallo stesso Mattino, La Tortuga è un'impresa cooperativa che svolge attività di commercio e i beni commerciati sono prodotti provenienti da realtà profondamente disagiate, prevalentemente di piccoli produttori, contadini ed artigiani del Sud del Mondo. A questi produttori, la cui unica altra alternativa sarebbe di vendere i propri prodotti a monopolisti e multinazionali che pagano loro un prezzo talmente basso da non garantire nemmeno il riacquisto di sementi e materie prime, costringendoli ad indebitarsi, la nostra cooperativa>corrisponde un prezzo di acquisto equo, secondo criteri ben precisi, che riconoscono al produttore sia il pieno rientro del costo di produzione sostenuto, sia un ulteriore margine di guadagno da investire in progetti sociali autogestiti. In tal modo la Tortuga, come ogni altra organizzazione del commercio equo- solidale, garantisce al produttore quel reddito minimo che gli consente di potersi dichiarare libero e percettore di tutti i diritti fondamentali dell'uomo e della persona, e ne previenel'indebitamento garantendo il pagamento anticipato (circa il 50%) dei prodotti, per consentire l'acquisto delle materie prime da trasformare.
Tale maggior costo di produzione riconosciuto al produttore non consente però a La Tortuga un ricarico d'impresa secondo criteri di mero profitto, altrimenti il prezzo finale proposto al consumatore italiano diverrebbe inaccessibile. La Tortuga- come ogni altra Bottega del commercio equo e solidale- sceglie quindi deliberatamente di comprimere i propri margini diprofitto, determinando un prezzo giusto che consente di coprire appena i costi di importazione e i corrispettivi del personale. Proprio per questo appare decisivo elaborare tecniche di vendita di marketing specifiche che permettano di vendere tutti o la maggior parte dei prodotti importati, riducendo al minimo le giacenze di merci in magazzino, in modo daraggiungere la piena autosostenibilità economica. Solo così possiamo promuovere concretamente il commercio equo e solidale e dimostrare che si può concepire e praticare un'economia “diversa”.
In La Tortuga investiamo dunque molto nella formazione perché crediamo che sia opportuno professionalizzare chi lavora con noi, sia da un punto di vista etico- motivazionale che delle competenze: ci è chiesto dai nostri soci, dagli stessi operatori ma anche dai nostri clienti che si aspettano, e giustamente pretendono, informazioni chiare e trasparenti sui prodotti.Come trasparente è tutto il nostro relazionarci con loro, anche attraverso la scelta del bilancio sociale, che rendiamo disponibile a chiunque voglia consultarlo sul nostro sito www.latortuga.net.
Non solo, ma dal successo dell'impresa economica- che passa anche attraverso l'incremento delle vendite- è possibile chiedere ai piccoli produttori del Sud del mondo di aumentare la produzione, innescando un circolo virtuoso che porta alla creazione di nuovi posti di lavoro e al miglioramento delle loro condizioni di vita. E qui sta un aspetto importante che ci preme porre in evidenza: sono proprio questi piccoli produttori, conosciuti durante i numerosi incontri organizzati da La Tortuga a Padova, che ci chiedono di far conoscere e di vendere i loro prodotti, e di venderne sempre di più, coinvolgendo e sensibilizzando il maggior numero di consumatori italiani.
Questa è la vera sfida del commercio equo e solidale, che noi di La Tortuga affrontiamo ogni giorno, a piccoli passi, con il massimo di impegno e di competenza!!
Le porte sono sempre aperte per amor di verità e trasparenza, anche e soprattutto ai veri cronisti.
Il C.d.A. – La Tortuga
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