Nuovo colpo di mano di Berlusconi: siamo di fronte ad una vera emergenza democratica?

Non erano passate che poche ore da quando la sua maggioranza aveva approvato alla Camera una Riforma che stravolgerà la Costituzione italiana, che Silvio Berlusconi annunciava già una nuova rivoluzione. Il Cavaliere è infatti ieri tornato a parlare di legge elettorale, spiegando che il centrodestra varerà a breve “una riforma in senso migliorativo rispetto al passato” [Redazione centomovimenti.com].


“C'è un tavolo di maggioranza – ha spiegato – che sta lavorando ad uno scopo finale: una sicura governabilità per il Paese”. L'annuncio è stato accolto con indignazione dalle opposizioni, in particolare dal verde Paolo Cento, per il quale “siamo di fronte ad una vera emergenza democratica”.

“Berlusconi, dopo il colpo di mano sulle riforme, sta preparando un nuovo blitz sulla legge elettorale, per salvaguardare i propri interessi e la propria permanenza al potere – ha tuonato l'esponente del partito ambientalista – la legge elettorale può essere modificata solo con ampio consenso e non certo nella parte finale di una legislatura e a seconda dei sondaggi”. Secondo Cento “è evidente che Berlusconi e i suoi sodali di centrodestra non intendono mollare il potere”.

BONDI CONFESSA: “LA DESTRA VUOLE FARSI UNA LEGGE ELETTORALE SU MISURA”

“Serve una legge elettorale che aiuti la prospettiva politica della casa dei moderati”. Questa dichiarazione, che il coordinatore nazionale di Forza Italia Sandro Bondi ha rilasciato al quotidiano torinese La Stampa, non poteva certo passare inosservata. Di fronte a questa vera e propria confessione, che conferma i timori espressi in passato delle opposizioni, il centrosinistra è ovviamente insorto.

“Forza Italia sta preparando una sorta di golpe, un colpo di mano sulla Par Condicio e sulla legge elettorale al fine, come afferma lo stesso Bondi, di cercare un sistema che favorisca la destra – ha tuonato il comunista italiano Pino Sgobio – sarebbe meglio per tutti, invece, che lasciassero decidere agli elettori con le elezioni anticipate”. Un altro affondo è poi arrivato dal diessino Vannino Chiti, per il quale “non ci sono leggi elettorali possibili che potranno evitare alla destra una sconfitta”.

“Si mettano l'animo in pace – ha aggiunto – è l'azione fallimentare di governo e sono le loro divisioni, non le leggi elettorali, che determinano la caduta di fiducia degli italiani nei loro confronti”. L'esponente della Quercia ha inoltre voluto lanciare l'ennesimo appello alla maggioranza.

“Non si cambiano le regole del gioco quando la partita è ormai praticamente in corso, né si cambia la legge elettorale a colpi di maggioranza – ha dichiarato – invitiamo la destra a non aprire un nuovo terreno di scontro frontale. C'è ne sono già tanti e l'Italia non ne ha davvero bisogno”.


CAMBIARE LEGGE ELETTORALE? PER IL CENTROSINISTRA SIAMO AL REGIME

“Cercare di cambiare le regole del gioco quando la partita è alla fine è da regimi del terzo mondo”. Con queste parole Willer Bordon ha commentato l'ultimo progetto annunciato da Berlusconi, quello di cambiare la legge elettorale. L'esponente della Margherita non è stato l'unico a gridare allo scandalo, un po' tutte le opposizioni hanno espresso in queste ore il loro disappunto per quella che è stata definita come la mossa disperata di una “maggioranza che sa ormai di essere diventata minoranza nel Paese”.

“Il centrodestra con la riforma federalista vuole stravolgere l'equilibrio tra i poteri dello Stato e sottomettere il parlamento al dominio del premier – ha chiarito il verde Paolo Cento – poi pretende di imporre una legge elettorale per mantenere il potere senza il consenso della maggioranza degli italiani”. Secondo il parlamentare “il dibattito sulla legge elettorale deve essere respinto”, perché “il proporzionale che vuole la destra è solo un cavallo di troia per operazioni truffa che vanno contrastate con decisione”.

Sulla stessa lunghezza d'onda anche il presidente della Quercia Massimo D'Alema, che ha giudicato “aberrante” la decisione di cambiare le regole del gioco alla vigilia delle elezioni politiche. “Il ritorno al sistema elettorale proporzionale, unito al premierato forte, è una miscela che indurrebbe un gravissimo passo indietro per il nostro Paese – ha affermato ai microfoni di Radio 24 – ci porterebbe a una situazione sudamericana tipo anni '60”.

BERLUSCONI: “NUOVA LEGGE SULLA PAR CONDICIO”. OPPOSIZIONI IN ALLARME

“Chiedo semplicemente di eliminare una legge liberticida”. L'autore di questa affermazione è il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, la “legge liberticida” in questione è quella sulla Par Condicio, l'unica norma capace di arginare la potenza mediatica del Cavaliere. La violenza con la quale Berlusconi si scaglia contro l'attuale normativa è direttamente proporzionale alla crisi della sua coalizione. Dopo ogni sconfitta elettorale, infatti, il premier torna alla carica con foga sempre maggiore. Il progetto del capo del Governo è semplice: bisogna permettere ai partiti di mandare in onda tutti gli spot elettorali a pagamento che vogliono. Via tutte le restrizioni e tutti i limiti: pubblicità politica anche fino al giorno prima della consultazione. Per quel che concerne gli spazi televisivi gratuiti, invece, questi saranno ripartiti tra le diverse forze politiche in base ai voti presi nelle precedenti elezioni.

Le dichiarazioni del primo ministro, che Vespa ha raccolto nel suo ultimo libro “Storia d'Italia da Mussolini a Berlusconi”, hanno messo nuovamente in allarme il centrosinistra. Le opposizioni temono infatti che il Cavaliere possa cercare di evitare una sconfitta sicura cambiando le regole del gioco alla vigilia delle politiche 2006, in particolare con la nuova legge elettorale e con la nuova normativa della Par Condicio.

“àˆ sempre più evidente che il partito azienda intende impugnare il manganello mediatico per regolare i conti non solo con le opposizioni, ma anche con le altre forze politiche della maggioranza – ha affermato il diessino Giuseppe Giulietti – Forza Italia, il partito del presidente del consiglio editore, intende tornare alla carica per abrogare ogni forma di Par Condicio e introdurre lo spot libero a pagamento nel corso delle campagne elettorali”.

Secondo l'esponente della Quercia “questo disegno è un vero e proprio oltraggio costituzionale ed istituzionale”.”Ci auguriamo – ha concluso – che i garanti delle regole vogliano battere un colpo”.

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