Un nuovo spettro si aggira per l’eurozona: l’Unione bancaria

Raggiunto nella notte ed a porte chiuse all’Ecofin l’accordo per la gestione ‘ordinata’ dei fallimenti bancari. Una maratona che, ufficialmente, doveva mettere in sicurezza un settore delicatissimo, per evitare di far pagare ai contribuenti i default delle banche. Siamo di fronte all’ ennesimo favore fatto alle banche a discapito dei popoli europei. Siamo all’inizio di un lungo cammino che portera’ all’unione bancaria, quello che la Bce e molti governi definiscono come il primo passo verso la vera unita’ europea sul piano economico. L’unione bancaria viene salutata da tutti loro, come una grande conquista, in realta’ non e’ altro che il primo passo verso il secondo furto legalizzato piu’ grande della storia, dopo quello della sovranita’ monetaria, che non viene fatto attraverso le armi tradizionali, come una qualsiasi rapina standard, ma attraverso la finanza.
La servilissima stampa nazionale riporta le dichiarazioni festanti del ministro dell’economia Saccomanni, il quale parla di grande vittoria dell’Italia sul tema dell’unione Bancaria. ‘L’accordo raggiunto, permettera’ di evitare che vi sia un’altra Lehman Brothers a Roma‘. Come sempre capita da un bel po’ di tempo a questa parte, non c’e’ proprio niente da festeggiare per noi, molto per i banchieri, chiaramente.
Da Asmussen a Draghi la motivazione ufficiale per la creazione di questo meccanismo sarebbe quella di non coinvolgere i governi e i contribuenti nel processo di fallimento delle banche. In caso di fallimento di una banca, o anche solo in caso di gravi difficolta’ attraversate, si prevede che a pagare siano gli azionisti della banca in primo luogo e successivamente gli obbligazionisti. Esiste pero’ anche un terzo passaggio, quello che si puo’ facilmente chiamare ‘modello Cipro’, e cioe’ che a pagare siano anche i correntisti. I conti correnti fino a 100 mila euro dovrebbero essere assicurati e quindi esclusi dal provvedimento, ma anche in questo caso e’ meglio non fidarsi. Infatti se si guardano i dati sulle sofferenze bancarie, si evince come la possibilita’ di non toccare quei conti correnti sia irrealistica. Di certo ci si prepara a legalizzare il furto del denaro presente sui conti correnti. Non sarebbe la prima volta visti i casi di Cipro, con prelievi forzosi fino al 30%, e il mini prelievo del sette per mille dai conti correnti, made in Italy. Questa procedura si chiama bail-in e dovrebbe entrare in vigore dal 1 gennaio del 2016 anche se in molti premono per anticipare i tempi, per un motivo ben preciso: gli enormi passivi di bilancio delle banche, dovuti a speculazioni e ad investimenti andati a male, nonche’ all’enorme quantita’ di titoli di stato in pancia, per cui i rischi di crollo sono piu’ che concreti, alla faccia della solidita’ delle banche europee sbandierata in giro dai burocrati. Per questo motivo e’ quanto mai necessario trovare una copertura, nel caso si verifichi qualche incidente prima di quella data, e a pagare saranno i risparmiatori. Dopo aver dissanguato lavoratori dipendenti, artigiani, piccoli imprenditori, pensionati e creato la prima d’allora sconosciuta categoria degli esodati, i banchieri sono pronti a succhiare i risparmi di quei pochi fortunati che ancora li hanno, sopravvissuti alla tassazione draconiana. Ce lo chiede l’Europa’

(Tratto da: http://www.ariannaeditrice.it)

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