L’inarrestabile aumento della benzina

(Fonte: Inviatospeciale.com/)

Il carburante ormai costa piu’ del vino. Ma l’Italia come al solito si distingue.

L’escalation del prezzo della benzina sembra ormai inarrestabile, ma per motivi ignoti non interessa i media e tanto meno la politica.

Ogni giorno gli italiani avvicinandosi ad un distributore scoprono che il prezioso liquido e’ aumentato di qualche centesimo e subiscono impotenti il fenomeno.

Da ieri una nuova ondata di rialzi ha ulteriormente peggiorato la situazione. Nel dettaglio, Erg ha ritoccato di 0,5 la verde portandola a 1,423 euro/litro, mentre Esso di 0,9 centesimi fino a 1,423. Q8 ha mosso all’insu’ di 1 centesimo, salendo cosi a 1,431 euro/litro. Shell ha aumentato di 0,5 centesimi la benzina fino a 1,434 euro/litro. Total di 0,7 centesimi la verde fino a 1,425 euro/litro.

Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, il 3 giugno del 2008 con i soliti roboanti annunci del governo aveva annunciato la Robin tax, una misura ‘etica’ che tassava i pingui profitti dei petrolieri ”’ primi sospettati delle spinte speculative al rialzo dei prezzi del petrolio e dei carburanti ”’ per rigirarli ai meno abbienti finanziando la social card.

Secondo i demagoghi del centro destra doveva trattarsi di un esempio di earmarking: la destinazione esplicita dei proventi di una tassa a un obiettivo ben definito, con il proposito di ottenere un doppio vantaggio: un colpo alla speculazione e un sostegno ai redditi bassi.

Siccome l’Italia e’ un Paese dalla memoria corta nessuno si ricorda piu’ ne’ Robin tax e tanto meno nella sua card.

E siccome il Belpaese e’ un luogo nel quale le balle le raccontano tutti, anche il precedente governo Prodi ne aveva sparata una grossa. Nel 2006, l’allora ministro dello Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani (ora segretario del Pd), aveva ‘liberalizzato’ il mercato, consentendo la vendita della benzina anche nei supermercati per favorire la concorrenza e la diminuzione dei prezzi. Anche di questa misura nessuno si e’ accorto, perche’ non si e’ quasi vista traccia di pompe gestite dalla larga distribuzione.

Ma qual e’ la situazione nel resto del mondo.

E’ noto che negli Stati Uniti la benzina costa molto poco, anche se i cittadini di quel Paese si lamentano per gli aumenti.

Negli States non si compera un litro di ‘gasoline’, ma un gallone ovvero 3,78 litri. Le scelte a disposizione solo tre, a seconda del numero di ontani richiesto: Regular, Midgrade e Premium. Le ha auto nella maggior parte dei casi vanno benissimo anche con la Regular e la concorrenza tra le diverse compagnie e’ molto forte.

I prezzi vanno dai 2,59 a 2,85 dollari per la Regular e dai 2,99 fino ai 3,10 per la premium, ma a gallone appunto. Per litro, considerato il cambio in Euro significa che la verde costa da un minimo di 75 centesimi ad un massimo di 82.

I cittadini-risparmiatori colti da dubbio, comunque, possono consultare un sito internet dove vengono elencati i pressi di tutto il Paese, citta’ per citta’, aggiornato in tempo reale e per distributore, del quale viene indicata su una cartina anche la posizione.

Roba da ‘americani’ si potrebbe dire. Non e’ cosi, eguale situazione c’e’ in Francia, piu’ o meno.

Oltralpe da circa un anno oltre a due tipi di ‘verde’, la Sp95 e la Sp98, ci sono anche la E85, fino all’85 per cento di volume di alcol e la SP95-E10, una miscela contenente il 10 per cento di etanolo prodotto da barbabietola e frumento. Quest’ulitima benzina costa meno, e’ meno inquinante ed e’ compatibile con con la maggior parte dei veicoli.

Sul fronte dei prezzi, poi, la concorrenza tra compagnie petrolifere, indipendenti e larga distribuzione e’ feroce, cosi si trovano offerte estremamente vantaggiose.

Un litro di Sp95 puo’ costare da 1,250 dei supermarket ai 1,470 degli ‘ufficiali’ sulle autostrade. La E85, invece, va dai 0,764 ad 1,385 circa, con scarti del tutto impensabili in Italia.

Naturalmente anche il governo francese ha allestito un sito internet nel quale vengono monitorati tutti i distributori del Paese e che offre la ‘solita’ cartina per individuare le diverse pompe.

In Gran Bretagna la AA, l’Automobile club, invece fornisce informazioni mensili sui costi, per area geografica ed anche di confronto col resto del Mondo. Anche gli inglesi dispongono di una rete nei supermarket dai prezzi concorrenziali

Dalla tabella qui sotto, inglese, si notano le tariffe di gran parte del mondo. Per l’Europa si tenga conto che gli stipendi italiani sono di gran lunga inferiori a quelli di Germania o Austria, o Svizzera, ecc per cui, naturalmente il valore di acquisto cambia.


Il prezzo della benzina sul costo dei generi di prima necessita’, inoltre, in Italia e anche maggiore a causa del trasporto delle merci quasi totalmente su gomma.

La questione del carburante diventa ogni giorno di piu’ problema drammatico per i cittadini, anche a causa di un sistema di trasporto pubblico sempre piu’ inefficiente.

Eppure la politica non sembra interessarsi della questione e tanto meno i giornali o alla televisione informano gli italiani sulla situazione.

Ed il ritardo del nostro Paese si nota anche nella distanza che ci allontana da francesi ad americani, che dispongono di efficaci strumenti per informare i consumatori sulle diverse offerte praticate dai distributori.

Insomma, come sempre siamo tra gli ultimi della classe.

(Tratto da: http://www.inviatospeciale.com/)

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