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Anche noi vogliamo ricordare il MURO, ma non quello passato su cui si sono gettati i cavernicoli della Stampa di regime e non. Noi vi vogliamo mostrare il muro di Gaza, quello che si vede dalla Luna, non lo sputacchio di Berlino.
Gaza e la dottrina del ‘muro di ferro’
Link: http://www.medarabnews.com/2009/01/14/gaza-e-la-dottrina-del-%E2%80%9Cmuro-di-ferro%E2%80%9D/
12/01/2009
‘I palestinesi devono capire nel profondo della loro coscienza che sono un popolo sconfitto’. Cosi diceva Moshe Yaalon, capo di stato maggiore dell’esercito israeliano, nel 2002. In questo modo egli faceva proprie le affermazioni di Vladimir Jabotinsky, uno dei padri del sionismo negli anni ’20 del secolo scorso, il quale invento’ la teoria del ‘muro di ferro’ che pose le basi della dottrina militare sionista nei decenni successivi. Secondo questa teoria, e’ possibile sconfiggere i palestinesi e gli arabi soltanto per mezzo di una forza militare schiacciante che costituisca un muro di ferro di fronte alla loro resistenza. Ogni volta che essi tentano di opporsi ad Israele questo muro li fara’ sanguinare. Solo dopo che saranno giunti al totale scoraggiamento a causa dei loro tentativi disperati ed infruttuosi, e del prezzo altissimo che avranno dovuto pagare, soltanto allora si arrenderanno.
Godendo dell’illimitato sostegno militare ed economico dell’Occidente per la creazione dello stato di Israele, questa teoria riusci a raggiungere molti dei suoi obiettivi, il piu’ importante dei quali fu la risoluzione a vantaggio di Israele del conflitto con i paesi arabi. Senonche’ questo non riusci a annientare la volonta’ dell’elemento piu’ importante all’interno del conflitto: i palestinesi. Ehud Barak, attuale ministro della difesa israeliano, lo sa bene, addirittura lo ‘comprende’. Si ricorda infatti una sua famosa dichiarazione del marzo 1998 in cui disse di comprendere il desiderio dei giovani palestinesi di entrare a far parte delle organizzazioni della resistenza ‘estremista’, aggiungendo che, se egli fosse stato un giovane palestinese ed avesse vissuto nelle condizioni drammatiche in cui vivono i palestinesi non avrebbe scelto di fare l’insegnante in una scuola, ma di aderire a queste organizzazioni. E’ quello stesso Barak che ora porta avanti la teoria del ‘muro di ferro’ contro i palestinesi nella Striscia di Gaza, e che vuole farli sanguinare e soffrire fino a quando si convinceranno di essere un popolo sconfitto.
In questi giorni e’ bene ricordare alcuni degli elementi fondamentali che continuano a governare il pensiero strategico, politico, e militare israeliano. Sebbene gli arabi, complessivamente, abbiano accantonato l’opzione militare, ragion per cui Israele non ha piu’ bisogno di un ‘muro di ferro’, e sebbene i palestinesi abbiano accettato che venga restituito loro meno di un quarto della loro terra storica per crearvi un proprio stato, Israele continua a rafforzare il proprio muro di ferro ed a farlo avanzare verso sempre nuovi massacri. Questa e’ la sostanza della nuova guerra contro Gaza, il resto sono dettagli. Quello che vuole Israele e’ annientare la volonta’ dei palestinesi; e’ umiliarli e costringerli ad andare nudi alla resa. Israele non vuole una resa che permetta di conservare un minimo di dignita’, vuole una resa umiliante. Non vuole ‘Oslo’ ”’ pur con tutte le concessioni che Oslo comporto’ per i palestinesi, i quali vi andarono con un cappio al collo ”’ vuole molto piu’ di questo: una resa totale. Malgrado le concessioni di Madrid e di Oslo, ormai quasi vent’anni fa, il muro di ferro continua ad annientare ogni speranza di creare uno stato palestinese, in Cisgiordania prima ancora che a Gaza. L’ampiezza degli insediamenti ed il numero dei coloni si sono triplicati dalla data in cui la leadership palestinese firmo’ gli accordi di Oslo, i quali promettevano testualmente la nascita di uno stato palestinese. E il muro di ferro assunse un aspetto reale, non rimase soltanto una dottrina ideologica. Divenne un muro di cemento, un muro che rappresenta l’essenza del razzismo e dell’apartheid nel mondo di oggi.
In Cisgiordania, dove non vi sono razzi di Hamas e non viene sparato neanche un colpo contro i soldati israeliani, e dove il potere e’ in mano ad una corrente palestinese che ha espresso il massimo della moderazione, l’occupazione spadroneggia come vuole: perenne umiliazione per i palestinesi, centinaia di posti di blocco, soprusi quotidiani, e continuo sabotaggio di tutto quello che il governo di Salam Fayyad cerca di fare. Ed Israele si riferisce a questo governo, quando dice che i palestinesi dovrebbero averne uno analogo a Gaza. I palestinesi in Cisgiordania si sono accordati con Israele per disarmare coloro che appartengono alla resistenza, in cambio della possibilita’ di vivere in pace. E non appena costoro hanno consegnato le armi ed il negoziatore palestinese ha firmato l’accordo, Israele ha cominciato a sterminarli uno ad uno, tradendo i combattenti della resistenza e umiliando la leadership palestinese. Questo accade in Cisgiordania, dove non ci sono ne’ razzi ne’ resistenza. E questo e’ quello che vuole Israele: un’occupazione tranquilla, senza clamori e senza lamentele. Il problema della Striscia di Gaza e’ che protesta contro l’occupazione israeliana, urla, strepita, facendo sentire al mondo che laggiu’ vi e’ una ignobile occupazione. La guerra di Israele vuole mettere a tacere anche questo strepito, vuole tappare la bocca a quelli che si lamentano. Devono accettare la realta’ dell’occupazione, l’assedio, l’umiliazione, devono soffrire la fame, in silenzio, e attendere il nulla!
E’ necessario ricordare queste verita’ fondamentali, perche’ molte voci nel mondo arabo attribuiscono ai palestinesi la responsabilita’ della guerra, pretendendo di assumere una posizione di fredda neutralita’ mentre la macchina di devastazione israeliana prosegue lo sterminio dei palestinesi nella Striscia di Gaza. Quando Israele da’ inizio ad una delle sue guerre, o ad una delle sue aggressioni, non vi e’ spazio per una posizione di pretesa neutralita’. Qui ci troviamo di fronte ad un brutale aggressore, e ad una parte barbaramente aggredita. Una posizione umanitaria non puo’ che opporsi alla brutalita’ israeliana, all’occupazione, ed al ‘muro di ferro’ israeliano che si vuole imporre ad ogni palestinese. Chi non vede la collera internazionale che invade le citta’ del mondo, in segno di protesta contro la guerra di sterminio che Israele ha scatenato contro i palestinesi di Gaza, di certo non vede nulla. Se i politici dell’Occidente continuano a non discostarsi da posizioni razziste quando la questione ha a che fare con l’appoggio alle vittime palestinesi o arabe, la coscienza della piazza occidentale si mobilita contro l’ingiustizia ed urla contro l’aggressore.
Il ‘muro di ferro’ vuole annientare e dissolvere i palestinesi, ed essi si oppongono a questo. Tutta la retorica israeliana sul fatto che la guerra e’ rivolta solo contro Hamas, e che Israele e’ pronto a questa o quella soluzione che faccia contenti i palestinesi e’ soltanto vuota retorica, senza alcun valore. La dimostrazione di cio’ e’, ancora una volta, quello che Israele fa in Cisgiordania!
Se la logica dell’opposizione all’aggressore, o la logica della solidarieta’ umana, non sono sufficienti a far riflettere coloro che pretendono di essere ‘neutrali’, si rendano conto, costoro, che anche la logica della politica e degli interessi li vede perdenti. Il fronte dei sostenitori della ‘neutralita” perdera’ politicamente, e finira’ per ritrovarsi su un terreno estremamente instabile. A nessuno viene chiesto di rompere l’assedio di Gaza armi in pugno. Questa e’ una logica che appartiene al passato. Tuttavia vi e’ ampio spazio per le iniziative politiche, e per l’assunzione di posizioni ferme che inibiscano l’aggressore. O forse diremo che anche questo e’ un sogno utopico, e che tutto cio’ che resta e’ tenersi in disparte?
Khaled Hroub e’ un ricercatore giordano palestinese; e’ direttore dell’Arab Media Project presso il Centro di studi mediorientali ed islamici dell’Universita’ di Cambridge; collabora con diversi giornali arabi, fra cui ‘Dar al-Hayat’ e ‘al-Ittihad’
Titolo originale:
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(Tratto da: http://www.stampalibera.com)
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