Berlusconi ha sempre avuto un debole per la Trinacria e lo si è visto palesemente in due recenti occasioni ovvero quando il suo medico personale Scapagnini, sindaco della città di Catania, dopo aver fatto un buco alle casse municipali che si aggira intorno ai 300milioni di euro ha chiesto l’aiuto del fido cavaliere, aiuto che immediatamente è giunto e che ha permesso di ripianare in un batter d’occhio la situazione che si era resa ormai intollerabile (Ludovico Polastri). Ma quest’operazione ne nasconde una ben più faraonica infatti in ballo ci sono 60 miliardi di euro da spalmare fino al 2015 e, dopo 15 anni di oblio, si ritorna a parlare di Cassa del Mezzogiorno ribattezzata per l’occasione Agenzia per il Sud perché, come osserva caustico Calderoli, “la Casmez evoca ricordi negativi”. C’è poi la creazione ad hoc di una Banca del Sud, da ricavare, secondo il DL 112 del 2008 che per primo l’aveva proposta “in una regione del mezzogiorno” e composta da un parco azioni in maggioranza privato. Certo meglio far amministrare questa banca direttamente alla mafia piuttosto che ad un leghista in quanto la banca leghista Credieuronord, la banca della lega nata il 21 febbraio 2000 con apposito atto notarile, ha praticamente ha impoverito migliaia di piccoli risparmiatori leghisti, che credevano ciecamente nella lega e che pertanto hanno affidato i loro sudati risparmi alla Credieuronord, perdendoli. I danneggiati, che appartengono ai ceti medio-bassi della società civile, hanno subito un doppio danno: uno di natura economica e l’altro, nella fiducia illimitata che nutrivano nei confronti degli esponenti della lega nord. Il crac ammontò a circa 10 milioni di euro. 3mila piccoli azionisti videro azzerati i loro risparmi.
Ma un buon leghista è soprattutto un ignorante e non deve pensare ma solo obbedire ed infatti la lega ha fatto il pieno di voti. Torniamo alla Sicilia. Non bisogna dimenticare che entro il 2009, a detta del ministro per le Infrastrutture Matteoli dovrà partire la realizzazione del famigerato ponte sullo stretto. “La stragrande maggioranza delle opere previste dal piano da 16,6 miliardi varato dal governo può partire entro il 2009, anche il Ponte sullo Stretto”, ha annunciato il ministro. “Se partiamo con 16,6 miliardi di opere ci saranno 140mila posti in più, sennò 65mila posti saranno a rischio”. Vogliamo vedere se il clan Lombardo-Miccichè minaccia ancora la secessione?
Gira voce tra i professionisti della politica che la mossa del duo siculo altro non sia che uno scambio alla vecchia maniera: tu mi dai i soldi, io appoggio tutto quello che proponi o, meglio ancora, “dimentico” cose che so ma che non posso dire. C’è infatti ancora in ballo la storia dello stalliere mafioso Vittorio Mangano, condannato per mafia e omicidio, dopo che i pentiti Salvatore Cucuzza e Totò Cancemi testimoniarono contro di lui. Mangano era anche legato da un rapporto di amicizia a Marcello Dell’Utri storia ora sepolta sotto centinaia di fascicoli processuali che forse, grazie alla sua morte, non verranno più resuscitati. Deve essere andata così: quando in gioco ci sono soldi, non si fa mai niente per niente. Berlusconi, immerso fin sopra il suo parrucchino in problemi d’immagine e credibilità, si piega al volere dei due “compari” siciliani superando anche le ritrosie di Tremonti, ormai ridotto a yes man.
Certo che il silenzio della lega su tutto ciò ha dell’incredibile. Perché tace Bossi? Perché tacciono i suoi giannizzeri? Se lo chiedessi in uno dei circoli culturali della bassa padania mi risponderebbero così: me frega negot di chei che dise i oter, per me il Bossi l’è me padrù. Già il padrù(1) come ai tempi dei servi della gleba.
Dimenticavo, dovete abituarvi a padroneggiare non l’inglese, che non è una lingua utile per il lavoro o per le relazioni internazionali, ma il dialetto, il nuovo esperanto padano.
(1) Padrone, espressione bresciana e non padrun (che non so di che etimologia sia) come un lettore mi ha corretto in un post. Che tristezza, andrà a finire che i leghisti non si capiscono neppure tra loro…
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