Dopo la pubblicazione, da parte dell’Istat, del tasso di inflazione (sceso a luglio a +1,6%), non sono tardati i commenti delle associazioni dei Consumatori. Secondo Adiconsum si tratta di una rilevazione che non corrisponde alla reale percezione dei prezzi avvertita dai cittadini. Anche per Adusbef e Federconsumatori i dati contrastano con le difficoltà economiche affrontate dalle famiglie italiane. Codacons sottolinea che, nonostante il calo dell’inflazione, si registrano notevoli aumenti nel settore alimentare, specialmente per i prodotti freschi [HelpConsumatori.it].
Inflazione in calo? Secondo Adusbef e Federconsumatori i dati Istat contraddicono i disagi delle famiglie italiane, sempre più indebitate con mutui e credito al consumo. Quest’ultimo “è aumentato del 14%, – evidenziano le due associazioni – con rate sempre più grandi che non si riescono più ad onorare, nemmeno ricorrendo ai normali circuiti del credito, 450.000 mutuatari su 3,5 milioni,hanno già avuto procedure esecutive per l’eccessiva onerosità sopraggiunta dall’aumento dei tassi variabili,consigliati dalle banche al 91% dei richiedenti; l’aumento nelle grandi città del 150% degli sfratti, accompagnato dal più 220% delle richieste, molte di esse eseguite per morosità, disagi sociali indescrivibili,mentre la speculazione petrolifera (scarsamente rilevata dall’Istat) continua a mordere gli automobilisti,specie in occasione degli esodi,avvalorata dall’euro forte sul dollaro che dovrebbe al contrario ben ammortizzare l’aumento del brent”.
Per il Codacons il ribasso dell’inflazione a luglio appare poco credibile ed “è caratterizzato da aumenti consistenti nel settore alimentare, con i prodotti freschi aumentati del +3,1%, frutta +6,5%, pesce +3,4%”. “Tutti prodotti il cui consumo evidentemente cresce nel periodo estivo – afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – circostanza che spinge molti venditori ad aumentarne il prezzo, così da incrementare i guadagni grazie alla maggiore domanda da parte dei consumatori. Contro le speculazioni e gli aumenti ingiustificati dei prezzi dell’ortofritta e dei prodotti alimentari in genere servono più controlli e severe sanzioni – conclude Rienzi – soprattutto perché si tratta di beni primari di cui le famiglie italiane non possono fare a meno”.
Be the first to comment on "Dati Istat su inflazione a luglio. I commenti dei Consumatori"