Toglietemi tutto, ma non il mio proporzionale!

Sta giungendo al rush finale la raccolta firme per il referendum sulla riforma della legge elettorale. I big della politica nazionale sono scesi in campo ormai da tempo, da ultimo Veltroni si è accodato docilmente al gregge. La coerenza, si sa, non è cosa comune, però suscita una qualche ironia vedere tra le fila dei referendari esponenti della ex maggioranza di governo che quella legge hanno votato [Alberto Leoncini]. 

Dicevo, appunto, dei big nazionali che si sono ricordati di avere un elettorato e di necessitare di qualcuno che li sostenga, al momento del bisogno. In tutti i modi i grandi partiti escludono il “popolo” dalle decisioni, incitano all’astensionismo sui referendum fintanto che questo può favorire lo status quo. E’ stato un pietoso spettacolo al quale abbiamo assistito durante le campagne sull’articolo 18 e la servitù degli elettrodotti, come sull’abrogazione della legge 40 sulla Procreazione Medicalmente Assistita, per non parlare di un referendum sul cambio di moneta (lira/euro) che, seppur non previsto dalla Costituzione mi sembra ben più cruciale dell’abolizione dell’Ordine Giornalisti, eppure nessuno lo ha minimamente proposto. Ora invece dobbiamo andare in massa a votare e firmare? Tutto disinteressato….??

Al di là del costo materiale del referendum (istituzione di seggi, presidenti e scrutatori, schede, trasporto di verbali e documenti…) appare chiaro che l’interesse sia rivolto non tanto a dare una miglior legge elettorale al Paese quanto a  spostare il dibattito della politica su temi non così centrali. Vorrei che i referendari andassero a spiegare le loro ragioni fra i cittadini napoletani sommersi dai rifiuti, dai cassintegrati e da chi non riesce a mettere insieme il pranzo con la cena! La riforma elettorale è fondamentale per tutti costoro!

Ritornare a cittadini di serie A e cittadini di serie B, cosa che avviene con il maggioritario che costringe a votare i grandi partiti a scapito dei piccoli, che in realtà sono sovente più battaglieri ed incisivi, è una vergogna perché si contravviene al principio costituzionale secondo cui la sovranità appartiene al popolo. Il bipartitismo in Italia è una candida utopia perché le tradizioni politiche sono troppe e stratificate, tra l’altro bisogna dire che nei paesi bipartitici o tendenzialmente tali la partecipazione politica è assai più bassa che da noi. Ma parliamo nel concreto: i referendari vogliono innalzare la soglia di sbarramento per i piccoli partiti che considerano una sorta di spina nel fianco: ipotizziamo che un determinato partito prenda l’1% che non gli permette di ottenere dei rappresentanti, si tratterebbe all’incirca di mezzo milione di voti che “sparirebbero”. Nei fatti vorrebbe dire che una città come Palermo non sarebbe minimamente rappresentata in Parlamento. Ci rendiamo conto di cosa significhi? Ah, certo, c’è la governabilità da tenere in conto, ma a questo punto perché non istituire di nuovo il Gran Consiglio del Fascismo? O magari il partito unico? Forse garantisce ancor più governabilità, e su questo sarà d’accordo anche il presidente Prodi, quando disse che un legge elettorale non deve “fotografare” l’elettorato. Aspetto di sapere cosa debba fare questa legge elettorale…

La ciliegina sulla torta, però è il terzo quesito, che vuole reintrodurre la preferenza per gli esponenti da votare. Sarebbe logico che, se una persona vota un partito, ne approva anche gli esponenti, o è forse un azzardo? Mi piacerebbe conoscere, magari, un sostenitore di Forza Italia che veda come negativo il fatto che Silvio Berlusconi sia capo lista a livello nazionale. Tra l’altro sarebbe ora di smetterla con i santini che ci arrivano per le elezioni, come le europee, dove si può esprimere la preferenza: improvvisamente tutti si fanno fotografare con la moglie, i figlioli, il cane, dicono che amano molto far volontariato in parrocchia, lo sport e le passeggiate all’aria aperta… Patetico! La politica dovrebbe tornare ad essere basata sui programmi, non sulla simpatia che un candidato suscita.

Il fatto che si mettano in lista gli amici degli amici e persone per meriti di clientela è una vergogna di cui si sono resi protagonisti proprio gli stessi partiti che ora appoggiano la raccolta firme. Abbiamo visto esponenti mai sentiti nominare andare qui o lì per farsi eleggere, specialmente nei grandi partiti, appunto. L’elettorato dunque vuole ancora farsi prendere in giro avvallando un referendum che, oltre ad essere l’ennesimo sperpero di danaro pubblico, non serve altro che a favorire un vergognoso gioco delle parti fra i partiti e le loro trame?

Alberto Leoncini

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