In questi giorni in risposta agli accadimenti relativi alla questione Tav in Val di Susa, è sorto nel Comune di Erto e Casso (PN), tristemente noto per la tragedia del Vajont, un comitato spontaneo ed informale che ha deciso di stringersi in solidarietàƒ con il comitato NOTAV. non è possibile, abitando nella valle del Vajont, dimenticare la ferita profonda avvenuta in seguito alla realizzazione del progetto: “Grande Vajont”. Questa vicenda fa memoria di una delle prime “grandi opere” realizzate in Italia. A partire dalla fine degli anni cinquanta infatti, nella nostra valle si costruàƒÂ¬ la diga più alta del mondo finalizzata allo sfruttamento delle ricche risorse idriche in chiave idroelettrica. Anche allora i dirigenti dell’impresa (SADE) e lo Stato sentivano questo progetto come un trampolino di lancio per lo sviluppo. Anche allora si determinarono in fase di progettazione e di realizzazione:
– una spinta prevalente verso gli interessi economici;
– una sottovalutazione delle problematiche idrogeologiche ed ambientali;
– un tentativo strategico di zittire e sedare qualunque volontàƒ di protesta e/o di corretta informazione.
– una spinta prevalente verso gli interessi economici;
– una sottovalutazione delle problematiche idrogeologiche ed ambientali;
– un tentativo strategico di zittire e sedare qualunque volontàƒ di protesta e/o di corretta informazione.
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