Le famiglie italiane si indebitano sempre di più. A dispetto delle aspettative degli operatori, la corsa al prestito continua con un ritmo a due cifre e un trend addirittura in aumento rispetto all'anno precedente. Secondo i dati che presentati il 9 giugno a Milano da Assofin, Crif e Prometeia, al 31 dicembre 2004 il credito al consumo risultava in progressione, in termini di consistenze, del + 15,1%, rispetto al + 13,5% fatto segnare a fine 2003 (Il sole 24 ore, 9 giugno 2005).
Un'accelerazione, questa, che secondo gli autori dell'Osservatorio (giunto alla diciottesima edizione) è stata generata dall'attività ƒ di intermediazione delle istituzioni finanziarie e banche specializzate e da un complessivo maggior ricorso al credito da parte delle famiglie: il rapporto tra passività ƒ finanziarie e reddito disponibile lordo si è portato al 39,3% circa rispetto al 36,3% del 2003.
Nonostante questo, il ricorso al credito delle famiglie è ancora contenuto rispetto agli altri Paesi industrializzati, visto che in Italia il rapporto tra debiti finanziari complessivi e Pil è stato nel 2004 pari al 28%, contro il 54% nell'area dell'euro e oltre l' 80% negli Stati Uniti e nel Regno Unito.
A trainare l'indebitamento sono stati, anche nel corso del 2004, i mutui per l'acquisto o la ristrutturazione della casa, cresciuti a un ritmo (+ 18% circa) più vivace rispetto alle altre forme di credito offerte alle famiglie. Ma, oltre alla casa, hanno contribuito le auto e i gli arredamenti.
A fine dicembre 2004 le consistenze totali di credito al consumo si sono attestate intorno ai 63,3 miliardi di euro; le banche generaliste rappresentano oltre 16,3 miliardi (con un tasso di crescita del 5,4%), mentre le istituzioni finanziarie e le banche specializzate hanno sfiorato i 47 miliardi di euro (+ 18,7% rispetto allo stesso periodo del 2003). Dal 2001 a fine 2004 la crescita complessiva delle consistenze è pari al 47,7 per cento.
A caratterizzare la continua crescita dei finanziamenti alla famiglie è la richiesta di prestiti non finalizzati, cioè non rivolti a un utilizzo particolare bensà ƒÂ¬ generici: sono quindi in crescita i prestiti personali, le carte di credito revolving e la cessione del quinto dello stipendio.
Tuttavia, se si esamina il credito erogato dalle banche specializzate e dalle finanziarie i finanziamenti finalizzati pesano ancora per il 60,5% del totale; ma sale la quota dei prestiti generici, che passa dal 15,4% del 2003 al 23% di fine 2004: probabilmente un segnale del fatto che le famiglie italiane non si indebitano più solo per uno specifico acquisto, ma proprio per una più generica necessità ƒ di capitali da spendere. Ne è un indice la forma della cessione del quinto dello stipendio, che aumenta del 46,5% rispetto all'anno precedente.
Tra i prestiti finalizzati, sono in aumento quelli per l'acquisto dell'auto nuova (+ 5,5%), per l'arredamento (+ 12,3%), per viaggi e benessere.
A passo di gambero invece i finanziamenti per l'acquisto di elettronica ed elettrodomestici, che diminuiscono del 10,3%. Nonostante il continuo aumento delle erogazioni, il sistema finanziario si dimostra in grado di controllare la rischiosità ƒ dei prestiti, che si posiziona ai livelli più bassi dell'ultimo triennio. Il tasso di sofferenza è in riduzione di mezzo punto percentuale, attestandosi al 4%. E il futuro? Secondo gli autori dell'Osservatorio il 2005 dovrebbe vedere una riduzione del tasso di crescita al 13,4%, che passerebbe poi al 13,2% e al 12,1% nel 2006 e nel 2007.
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