Il governo della Colombia e quello degli Stati Uniti hanno sottoscritto ieri un accordo bilaterale per evitare che i cittadini statunitensi presenti nel Paese sudamericano siano condotti davanti al Tribunale penale internazionale (Tpi), che ha giurisdizione contro crimini di guerra e contro l”umanità , senza il consenso di Washington.
L”accordo si applica ai circa 1500 soldati statunitensi, incluse le forze speciali che collaborano nell”addestramento dell”esercito sudamericano, attivi in Colombia nell”ambito di accordi militari bilaterali che vedono la cooperazione degli Stati Uniti alla lotta al narcotraffico. A luglio la Casa Bianca aveva annunciato il congelamento di aiuti militari per 48 milioni di dollari a 35 nazioni in Africa, Europa, Asia e Certo e Sud America – tra cui la Colombia – per la loro reticenza a sottoscrive una deroga sul Tpi. Nei confronti di Bogotà¡ era stato dunque sospeso il versamento di 5 milioni di dollari e messo in discussione l”esborso dell”intera cifra promessa al Paese sudamericano per il 2003, corrispondente a 600 milioni di dollari. Negli ultimi tre anni gli Stati Uniti hanno corrisposto alla Colombia circa 2,5 miliardi di dollari in aiuti, utilizzati nella lotta contro il traffico di droga e per combattere i gruppi ribelli di estrema sinistra nella decennale guerra civile. La Casa Bianca ha sempre spiegato la sua opposizione alla giurisdizione universale del Tpi con la preoccupazione che i suoi soldati, anche quelli in missione di peacekeeping, possano essere perseguiti per ragioni politiche se giudicati da una Corte non statunitense. Nato nel 1998 dalla Conferenza di Roma, il Tribunale penale internazionale è stato insediato quest”anno a l”Aja con lo scopo di avviare un sistema giudico penale contro i peggiori crimini che abbia una giurisdizione soprannazionale. Il Tpi è stato sottoscritto da 92 nazioni, ma fino ad oggi sono una quarantina gli accordi bilaterali firmati con gli Usa per escludere i soldati statunitensi dalla giurisdizione della corte.
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