Chi comanda il pianeta? Nel suo ultimo libro Giulietto Chiesa illustra, con dovizia di dati, nomi e cognomi, la sua teoria del Superclan. E a Volontari per lo Sviluppo la spiega così…
di Tiziana Montaldo
Chi sta al ponte di comando del potere mondiale? Chi decide le sorti di miliardi di abitanti del pianeta? ‘Una superclasse al potere che ha dimostrato di possedere una grande abilità : quella di saper manipolare conti, bilanci e coscienze’. Non usa mezzi termini Giulietto Chiesa, giornalista de La Stampa, nell’ultimo libro ‘Superclan’ [Feltrinelli, 2003] scritto con Marcello Villari, giornalista del Tg5. Tra i più accreditati esperti della Russia, dove ha lavorato come corrispondente, Chiesa è anche autore di ‘Guerra infinita’, un caso editoriale con 70 mila copie vendute e nessuna [o quasi] recensione nemmeno del quotidiano per cui lavora. Un personaggio che divide, tra chi affolla le sue conferenze, chi lo insigne di due premi nazionali per la Pace e chi, come Giuliano Ferrara, lo accusa di essere un ‘uomo dell’apparato con i baffi’ [Il Foglio, 13 febbraio] o di ‘pessimismo sconfinato’ come Sandro Iacometti [Sole 24 ore, 12 aprile]. Ma nessuno contesta i dati, i nomi e cognomi, le affermazioni dei politici, le ricostruzioni, le citazioni [numerose] dei suoi testi.
Come funziona il superclan? Lei scrive che l’ideologia è un prodotto necessario per le classi dominanti, è una falsa coscienza. E che il problema nasce quando diventa soverchiante, una lente che deforma la realtà ….
L’attuale crisi del capitalismo è l’effetto della falsa coscienza che le nuove classi dominanti hanno di sé e del mondo che li circonda. Perché non lo vedono più. […] Quello che si chiama pensiero unico è, come ha definito Luciano Gallino, la ragion pratica tradotta in pratica economica. […] I portatori di questa ideologia sono i bolscevichi’. Ciò che li differenzia dai predecessori è avere come unico progetto il denaro, ciò che li accomuna è demolire gli Stati nazionali. Dalle fondamenta. E senza istituzioni alternative. Che i nuovi bolscevichi non hanno saputo creare.
Perché?
La nuova superclasse ha trovato la sua limpida incarnazione nelle élite economiche statunitensi, la cui percezione della storia è, per usare un eufemismo, decisamente più sintetica e schematica di quanto non sia in altre parti dell’Occidente. Con l’idea che, superata la vecchia democrazia, bastasse sostituire i parlamenti con i consigli d’amministrazione delle corporation. Nel libro cito Thomas Frank quando scrive: ‘I mercati oltre a luoghi di scambio sono ormai strumenti di consenso, amici del cittadino, protettori dei nostri interessi’. Milioni di risparmiatori sono azionisti. Negli anni ’90 si è affermata la concezione dei mercati come seggi elettorali permanenti. A ogni istante, giorno e notte, nel mondo registrano il parere collettivo di centinaia di milioni di investitori e di piccoli risparmiatori. Ecco il nuovo governo mondiale. La sfera di autonomia della politica è così compressa che i parlamenti sono ridotti ad ancelle dell’esecutivo. I candidati dei sistemi maggioritari sono ormai solo personaggi con volti magari molto espressivi ma che non esprimono né programmi né idee. Negli Usa e in Italia.
Ma chi sono questi bolscevichi a capo del mondo?
Sono uomini con enormi ricchezze o che operano per conto di terzi. Le dinastie del denaro, come i petrolieri, Bush o Berlusconi, l’uomo più ricco d’Europa. Padrone di un impero mediatico economico e finanziario. Fra élite finanziarie, mediatiche e politiche non c’è alcuna differenza: ragionano nello stesso modo, provengono dagli stessi consigli di amministrazione.
In America questa nuova classe ha una sigla: Ceo, Chief executive officers, che ha commesso la più gigantesca truffa mai immaginata ai danni di milioni di risparmiatori americani, violando le leggi e le regole del mercato mentre ne esaltavano le virtù, usando nel modo più spregiudicato i sistemi d’informazione e di comunicazione resi disponibili dalle nuove tecnologie per trarre in inganno cittadini, utenti inconsapevoli del sistema mediatico, consumatori indifesi, risparmiatori ciechi. E nel testo si ripercorrono gli scandali della bancarotta fraudolenta della Enron Corp e di WorldCom. Di analisti e consulenti che hanno venduto impunemente azioni di aziende fino un minuto prima dell’annuncio della bancarotta. [ricordiamo da noi il crollo delle azioni tecnologiche, Tiscali in testa. ndr].
In questo contesto qual è il ruolo della’grancassa mediatica’?
Analizzando la situazione geopolitica mi sono accorto di raccontare come questi fatti sono stati comunicati dai media. La grancassa mediatica può influenzare la vita collettiva al di fuori di ogni controllo. Senza democrazia nella comunicazione e nell’informazione non può esservi società democratica. Inoltre una società civile con una grande tradizione democratica [come quella europea] può opporre molta più resistenza delle società deboli dove i messaggi ingannevoli si insinuano in modo più facile. L’Albania ad esempio. La tv italiana con le reti Mediaset è stata in quel paese dalla società civile debole come il coltello caldo nel burro. E molti albanesi sono venuti in Italia convinti di arrivare nel paese-telequiz. Ci vuole una svolta.
Con la controinformazione?
Senza. Se partiamo da quest’idea abbiamo già perso. Non è la società orwelliana dell’oppressione, il modello se mai è quello di Asterix, che ti fa amare il condizionamento. Ci saranno sempre aree di pluralismo dove si potrà dire qua e là ciò che è vero, ma questo non intaccherà il rumore di fondo, dobbiamo costringere chi sta al potere a cambiare registro». E a non promuovere ‘assenteismo ed evasione, figli dell’individualismo più sfrenato. La strada è organizzare i cittadini in una grande riforma morale del paese. E occorre più responsabilità civile. Ci dicono che gli Usa sono la più grande democrazia mondiale, in realtà è diventato uno Stato totalitario. E il superclan è infastidito. Non ha gradito le manifestazioni contro la guerra.
Il movimento è meraviglioso, ed è un’esperienza da difendere. Perché è fragile. Per colpirlo basterebbe un attentato terroristico in qualche città europea».
Colin Powell, segretario Usa, ha affermato: ‘Perdoneremo la Russia, ma puniremo la Francia’, una frase sinistra…
Se fossi un cattolico avrei un brivido, perché solo Dio ha questo potere. Gli Usa si sono eretti a giudici morali del mondo stabilendo una nuova gerarchia di buono e cattivo. Si sentono investiti da una missione divina. Per me, l’Impero è comandato da una banda di criminali che massacrano innocenti per mantenere il tenore di vita americano. La Francia non si è opposta alla guerra irachena per interessi economici, ma perché, con Germania, Canada e Russia ha capito che rischiamo di uscire dalla democrazia occidentale. àˆ il rifiuto di questo progetto che fa paura agli Usa. Non ci saranno ricuciture con la Francia ma attacchi economici e militari. Individui e gruppi dirigenti saranno attaccati, minacciati e perseguiti. àˆ già successo. Basta registrare i conti bancari, le telefonate che mettono in evidenza amanti e vizi… con un dossier possono essere distrutti [ad esempio con Echelon, il grande orecchio informatico per registrare telefonate, e-mail, fax e telex nella telecomunicazione mondiale, ndr]. La Russia sarà perdonata perché il presidente Putin è ricattabile 100 volte più di ogni altro dirigente europeo: per la Cecenia, per i modi con cui è asceso al potere.
Progetti per il futuro?
Sto scrivendo un libro sulla comunicazione proprio per organizzare il movimento di lotta di cui parlavo. Con MegaChip [www.megachip.info], il progetto editoriale multimediale di cui sono cofondatore, e che conduce una battaglia democratica per la comunicazione, è nata una collaborazione con gli Editori Riuniti. Abbiamo creato una collana dentro ‘Black Box’. Il primo titolo sarà : ‘L’arbitro è il Venduto’ di Dulio Gargia.
[L’intervista è stata integrata da alcuni brani tratti dal saggio]
Be the first to comment on "Al timone del mondo"