De brevitate vitae

altLa vita è lunga abbastanza e ci è stata data con larghezza per la realizzazione delle più grandi imprese, se fosse impiegata tutta con diligenza; ma quando essa trascorre nello spreco e nell’indifferenza, quando non viene spesa per nulla di buono, spinti alla fine dall’estrema necessità, ci accorgiamo che essa è passata e non ci siamo accorti del suo trascorrere.  SENECA: De brevitate vitae

L’Italia rischia di essere un vaso di coccio per la debolezza strutturale del suo sistema energetico, ma soprattutto per l’incertezza delle regole e l’assenza di visione strategica dei problemi dell’energia.

La situazione energetica italiana, europea (e mondiale) e le relazioni con l’ambiente e la salute sono state analizzate  in moltissime conferenze  e rapporti di varie Istituzioni  Nazionali  ed Internazionali.

Le necessità energetiche dovrebbero essere affrontate con programmi realistici sia per  il  medio  che  per  il  lungo  termine.

Non  esiste  una  sorgente  unica  di energia  che  risolva  il problema  energetico; dobbiamo  usare tutte le fonti  energetiche  a  disposizione  ed  eventualmente “inventarne” delle nuove.

In maggior dettaglio:

1. Sviluppare  programmi  energetici  nazionali nell’ambito  dei  problemi  di  ecosostenibilità e  di fattibilità.

2. Potenziare  i programmi di miglioramento dell’efficienza di  qualsiasi  forma  di  energia. In molti casi  una migliore efficienza può essere considerata una nuova risorsa energetica.

3. Potenziare ed incentivare l’attività di ricerca energetica.

4. Utilizzare  tutte  le  forme  di energia  disponibili, economicamente  valide.

5. Ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.

Questi programmi dovrebbero essere legati all’aumento demografico e alla  richiesta delle parti più deboli della popolazione di ottenere un maggior benessere.

Dovrebbero anche essere legati ai costi  economici  di  ogni  fonte  energetica; tale legame  può da  un lato  portare  a  dei risparmi, ma potrebbe portare a dei problemi per i nostri discendenti se non vengono collegati con appropriate forme di incentivazione per i programmi a lungo termine.

In Italia ci sono molte attività di ricerca in tutti i campi; ma non c’è un vero piano energetico nazionale; si può dire che poco è stato fatto e del poco programmato poco è stato rispettato.

Ora vediamo come stiamo affrontando o come bisognerebbe affrontare la transizione

Riti, relazioni e simboli nell’uso dell’energia Giorgio Osti Università di Trieste

L’efficienza energetica è oltre il 50 % della della soluzione.

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Come mai non è fortemente implementata?

L’ultimo Studio di Confindustria

Efficienza energetica il peggior nemico di Tremonti:

• salasso per incentivi da pagare

• salasso  per  minori  tasse da idrocarburi, ecc  per minori consumi indotti da efficienza.

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Appare chiaro che nella situazione attuale, con un debito pubblico stratosferico e un apparato pubblico che continua ad alimentarsi di tasse e accise varie, difficilmente possiamo attenderci una politica energetica virtuosa.

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Ritorniamo all’introduzione di questo articolo per trovare ulteriore risposta di perchè questo accade:

La vita è lunga abbastanza e ci è stata data con larghezza per la realizzazione delle più grandi imprese, se fosse impiegata tutta con diligenza; ma quando essa trascorre nello spreco e nell’indifferenza, quando non viene spesa per nulla di buono, spinti alla fine dall’estrema necessità, ci accorgiamo che essa è passata e non ci siamo accorti del suo trascorrere.

SENECA: De brevitate vitae

Che può fare la società civile, quella che non vive nello spreco e nella indifferenza ? Qualche indicazione in questo sito la potete trovare, il resto dipende da voi: amministratori, professionisti, cittadini, studenti,…..


Augusto Anselmo – Sargo Consulenze It

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