Usa, la catastrofe del bilancio

(Fonte: altrenotizie.org)

La FEMA, oltretutto, e’ penalizzata da una cronica carenza di fondi e, alla luce del moltiplicarsi delle emergenze nell’ultimo periodo, il suo budget dovra’ con ogni probabilita’ essere nuovamente discusso dal Congresso a breve. La stessa Casa Bianca ha gia’ fatto sapere che la FEMA avra’ bisogno di almeno 4,6 miliardi di dollari nel prossimo anno fiscale, una cifra che in molti ritengono peraltro ben al di sotto delle reali necessita’ dell’agenzia.

Di fronte a situazioni drammatiche, con migliaia di persone senza un alloggio, servizi pubblici e infrastrutture da ricostruire, le vittime dei recenti terremoti, inondazioni, tornado e uragani sono dunque tenute in ostaggio dallo scontro politico sul debito in corso a Washington. Fino al recente passato, gli stanziamenti per le emergenze seguite ai disastri naturali – ancorche’ spesso insufficienti – venivano approvati dal Congresso senza impedimenti.

La febbre del debito che ha contagiato l’intero panorama politico americano, e in particolare quello repubblicano, sembra invece aver portato all’ordine del giorno la necessita’ di bilanciare le spese per l’assistenza alle vittime delle calamita’ con altri tagli alla spesa pubblica. Se questo principio non e’ stato per ora adottato, appare in ogni caso inevitabile che, visto il clima attuale, venga riproposto gia’ in occasione della prossima emergenza.

L’ennesima messa in scena di un Congresso che non sa dare risposte ne’ alle conseguenze della crisi economica ne’ a quelle delle catastrofi naturali, ha rappresentato una nuova occasione per mettere in atto ulteriori misure di austerity. Negli ultimi mesi, infatti, sono stati escogitati piu’ volte ultimatum e scadenze inderogabili, utilizzate per implementare tagli devastanti alla spesa federale, puntualmente presentati come inevitabili per la sopravvivenza stessa dei servizi garantiti dal governo.

Ad aprile, ad esempio, lo speaker repubblicano della Camera, John Boehner, e il presidente Obama trovarono un accordo sull’estensione del finanziamento della macchina federale addirittura a pochi minuti da un clamoroso shutdown. L’esempio piu’ eclatante di questa strategia, deliberatamente adottata per far digerire gli assalti alla spesa pubblica, e’ pero’ quello dello scorso agosto, quando venne raggiunto un accordo bipartisan in extremis per innalzare il tetto dell’indebitamento americano in cambio di colossali tagli.

Da quel patto tra repubblicani e democratici e’ uscita una speciale commissione incaricata di individuare e proporre al Congresso entro la fine dell’anno tagli alla spesa per almeno 1.500 miliardi di dollari. A cio’ va aggiunto poi il recente piano della Casa Bianca per ridurre la spesa federale di altri 4 mila miliardi di dollari nel prossimo decennio. Una proposta propagandata direttamente da Obama e che include anche tagli per oltre 4 miliardi di dollari al programma della FEMA per la copertura assicurativa dei danni causati dai disastri naturali.

(Tratto da: http://www.altrenotizie.org)

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