‘Il piano di budget contiene un segnale chiaro e di lungo termine per gli investitori nel settore dell’energia: una Green Investment Bank con piu’ capitali e capacita’ di prestito e un prezzo della CO2 piu’ forte e stabile mettono gli investiventi in tecnologie verdi al cuore della strategia della coalizione, per una crescita economica sostenibile e bilanciata.’
Queste le parole di Chris Huhne, a capo del Ministero per l’Energia e i Cambiamenti Climatici, sulle novita’ introdotte dal nuovo Budget, la “finanziaria” britannica.
Alcune nuove tasse, accesso al credito. Riguardo alla green economy, il governo britannico si muove in due direzioni: assicurare che chi vuole investire in tecnologie pulite abbia i capitali e dare un segnale duraturo alle scelte di investimento. La Green Investment Bank e’ una parte cruciale di questa strategia: nel nuovo budget figura una capitalizzazione iniziale di 3 miliardi di sterline, a cominciare dal 2012. Il contrario, a quanto pare, di quanto sta avvenendo in Italia, dove il recente decreto sulle rinnovabili ha messo in crisi l’industria del fotovoltaico.
Inoltre, il governo ha introdotto un prezzo minimo della CO2 derivante dalla produzione di energia, in vigore dall’aprile 2013, in concomitanza con il III periodo di applicazione dell’Emission Trading Scheme: inizialmente il costo minimo sara’ di 16 sterline per tonnellata di anidride carbonica, fino ad arrivare a ben 30 sterline nel 2020. Le aziende energetiche britanniche quindi, se emetteranno piu’ del loro limite, non solo dovranno acquistare crediti di CO2, i cui ricavati vanno alle imprese virtuose; ma se il prezzo dei crediti risulta inferiore al limite stabilito, dovranno pagare la tassa al governo. Gia’ al secondo anno di applicazione, con la nuova tassa il Ministero incassera’ 1 miliardo di sterline, che saranno riutilizzati per diffondere tecnologie low-carbon.
Nelle nuove disposizioni ci sono tuttavia alcuni punti ancora irrisolti: primo fra tutti l’incognita sa’quali delle nuove tecnologie avranno accesso ai fondi messi a disposizione. Alcuni temono che il ricavato della nuova tassa ssra’ interamente devoluto a impianti per la cattura e stoccaggio della CO2 (CCS), non trasformando quindi il sistema di produzione dell’energia. Secondo il WWF, le misure contenute nel nuovo budget sono ancora troppo poco per un governo che aveva annunciato di voler diventare ‘the Greenest Government ever’, il governo piu’ verde della storia: non solo la Green Investment Bank iniziera’ a dare credito solo nel 2015, ma nel nuovo Budget non ci sono misure sufficienti per realizzare il piano ‘zero carbon houses’ nel 2016.
Viste con gli occhi italiani (ormai abituati al buio), le iniziative britanniche sembrano comunque di lungo periodo e di entita’ importante. Nel nostro paese siamo infatti regrediti a una dimensione ben piu’ primordiale: si tratta ancora di capire come, se e quando evolvera’ la green economy italiana.
Veronica Caciagli
(Tratto da: http://www.greenews.info)
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