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Durante una conferenza stampa, svoltasi, il 4 febbraio presso la sede della Fao Jacques Dious, direttore generale della Fao e Bruno Le Maire, il Ministro francese dell’Agricoltura hanno sottolineato la necessità di attuare misure e politiche volte a evitare una crisi alimentare mondiale, una realtà che rischia di concretizzarsi a breve.
Il 4 febbraio presso la sede della Fao si è svolta una conferenza stampa sulla volatilità dei prezzi alimentari. Erano presenti Jacques Dious, direttore generale della Fao e Bruno Le Maire, il Ministro francese dell’Agricoltura.
Il filo conduttore di entrambi gli interventi è stata la necessità di attuare misure e politiche volte a evitare una crisi alimentare mondiale, una realtà che rischia di concretizzarsi a breve.
Sia Diouf, ma più specificatamente Le Maire, hanno parlato esplicitamente di quello che andrebbe fatto.
La crisi alimentare c’è, le sue cause sono molteplici (carestia, cambiamento climatico, mancanza di spartizione equa delle risorse) ma di fatto la speculazione sulle commodities alimentari acuisce, e di molto, il problema.
Nel suo intervento Jacques Diouf, ha sottolineato la gravità del fatto che vi sia stato un aumento del 37% dei prezzi alimentari, un aumento che riguarda in particolare gli zuccheri e gli oli vegetali, i cereali, invece, hanno registrato un calo dell’11% rispetto al picco raggiunto ad aprile 2008.
Questo enorme aumento dei prezzi influenza negativamente la sicurezza alimentare di tutti i paesi del mondo. Secondo quanto affermato da Diouf, infatti, la situazione attuale rischia di peggiorare e c’è il serio pericolo che i paesi produttori di derrate alimentari rafforzino le proprie politiche protezionistiche (come è già accaduto con la produzione di grano in Russia).
Il problema è a livello globale: la Fao, le Ong, i governi si trovano, di anno in anno, a dover gestire le crisi ma occorre mettere in atto delle situazioni politiche strutturate.
Secondo il Direttore generale della Fao, sono tre i problemi fondamentali. In primo luogo gli investimenti agricoli che sono scesi dal 19% del 1994 al 5% attuale. Occorre quindi che aumentare queste percentuali, è necessario in particolare che i governi nei Paesi in via di sviluppo (Pvs) investano almeno il 5% dei loro budget in interventi nel settore agricolo.
Il secondo problema è il commercio internazionale dei prodotti alimentari. Occorre, secondo Diouf, organizzare un ciclo di negoziazioni con vari paesi per incrementare il commercio ed assicurarsi che esso sia, non solo più libero, ma anche più focalizzato sulla sicurezza alimentare.
Il terzo problema è rappresentato dalle speculazioni: occorre, secondo Diouf, che i mercati agricoli siano disciplinati da un quadro regolamentare più efficace in grado di evitare speculazioni eccessive. E’ infatti inaccettabile, secondo il Direttore generale della Fao, che gli operatori comprino stock alimentari per farne aumentare i l prezzo; creando così dei rialzi che nulla hanno a che fare con la reale produzione mondiale di cibo.
Occorre, ha concluso Diouf, mettere in atto delle politiche ed attivare tutti gli strumenti per permettere a tutti i contadini del mondo (siano essi dei Pvs o dei paesi industrializzati) di avere guadagli dignitosi. “Questi uomini e queste donne devono poter continuare il proprio lavoro per assicurare che ci sia da mangiare per una popolazione mondiale in constante aumento”, ha dichiarato.
La parola è poi passata al Ministro francese Le Maire che ha
tenuto a sottolineare che esiste, ad oggi, un rischio reale di una crisi alimentare globale.
Le Maire ha, quindi, fatto appello a tutti i paesi affinché ognuno “prenda coscienza della necessità di reinvestire nella propria agricoltura”.
La prima soluzione proposta dalla presidenza francese dei G20 alla situazione è assicurare la trasparenza delle produzioni e degli stock agricoli: ossia fare in modo che si sappia, in maniera ufficiale, quante e quali sono le derrate alimentari a disposizione a livello mondiale.
Le altre soluzioni presentate da Le Maire rispecchiano quelle offerte dalla Fao: un coordinamento con i paesi produttori per evitare che, come è successo ultimamente, alcuni paesi blocchino il commercio con misure eccessivamente protezionistiche.
Esiste poi la necessità di condurre una vera e propria lotta contro la speculazioni finanziarie che è, secondo il Ministro francese, “moralmente inaccettabile”.
“Non bisogna lottare contro il mercato, ha spiegato Le Maire, ma lavorare, tutti, per migliorarlo”.
Il problema degli stock alimentari è una costante di tutte le crisi e fare in modo che vi sia una trasparenza della produzione a livello mondiale è sicuramente una delle soluzioni più interessanti. Se ogni governo, infatti, si impegnasse a rendere noto, secondo standard internazionali ad oggi inesistenti, quanto produce, questo aiuterebbe a bilanciare il mercato e potrebbe evitare inutile e dannose speculazioni.
Articolo tratto da Newsletter AIOL – Agricoltura Italiana On Line
04.02.11
Natalie Nicora
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