Il fatto stesso che uno Stato (per definizione sovrano) possa fallire come un volgare correntista bancario per mancanza di moneta o per un debito in mano a un cartello di usurai, e’ un’aberrazione contro qualsiasi costituzione e carta dei diritti dell’uomo oltre che contro qualsiasi fondamento umano. EnnediEffe
Jean Claude Trichet
I politici si ostinano a tacere sui veri problemi dell’economia. Nessuno, ne’ nei partiti di governo ne’ in quelli di opposizione, si riferisce mai, neanche per negarne l’esistenza o l’importanza, alle questioni sollevate ormai da anni da studiosi ed economisti italiani, tedeschi, francesi, americani, che riguardano la sovranita’ monetaria, l’adesione all’euro, le basi dei sistemi di mercato. Questo silenzio, al quale si attengono anche tutti i giornalisti, e’ di per se’ la prova piu’ significativa della sopraffazione e della dittatura europea.
In questi giorni il governo Berlusconi si appresta a presentare l’ennesima ‘riforma dell’economia’ basata, come tutte le precedenti, sull’ossequio alle direttive dei Banchieri che sono gli unici, i veri governanti dell’Unione europea: ridurre il piu’ possibile e al piu’ presto possibile, il ‘debito’ al fine di rientrare nei parametri di Maastricht, legge salvifica inderogabile. Inutile aggiungere che, per quanti espedienti Berlusconi possa inventarsi, le tasse aumenteranno e il ‘debito’ pure per due motivi fondamentali: la mancanza della sovranita’ monetaria con l’accumulo degli interessi sul ‘debito’ e il fondamentalismo di un mercato basato sul circolo perverso del piu’ consumo piu’ produzione.
Come tutti sappiamo, l’Italia non e’ una nazione libera e indipendente, perche’ ha ceduto il diritto sovrano di creare la propria moneta ai banchieri della BCE. La moneta e’ fabbricata (‘emessa’) dai banchieri della BCE i quali ne sono gli azionisti, ossia dei proprietari privati. A costoro, persone ricchissime, azioniste delle piu’ importanti banche d’Europa e d’America (Rockfeller, Rothschild, Beatrice Regina d’Olanda, Sofia Regina di Spagna, e per l’Italia gli azionisti della banca d’Italia compresa l’Unicredit, Draghi ecc.) che siamo ‘debitori’. Per avere la quantita’ di denaro necessario alle spese di bilancio, l’Italia lo prende a debito dai banchieri della BCE pagandovi l’interesse fissato dagli stessi banchieri e mettendo in cambio sul mercato il corrispondente quantitativo di titoli. In sintesi, dunque, il nostro ‘debito’ e’ cio’ che ‘dobbiamo’ restituire ai banchieri cui e’ stato ceduto dai nostri governanti il diritto a creare la moneta. Tutto questo e’ naturalmente talmente assurdo da apparire addirittura paradossale, o meglio folle, ma i politici vi hanno fondato il loro vero potere, il ‘sistema del potere’, da cui discende quello ‘politico’, il governo degli Stati. Tutti i politici sanno, com’e’ ovvio, che non potremo mai restituire un debito che non deve essere restituito: e’ forse interesse dell’usuraio che un debito venga estinto? Per averne una prova e’ sufficiente guardare a quanto si sono dati da fare banchieri e politici, riuniti in quell’orrido nido del malaffare che e’ Bruxelles, per convincere gli Stati piu’ debitori a farsi ‘aiutare’, accollandosi un enorme prestito carico di interessi che non potranno, appunto, mai restituire. ‘Lacrime e sangue’ per i popoli cosi amorosamente beneficiati dall’animo generoso dei banchieri. Soprattutto pero’ che non vi venga in mente di uscire dall’euro, come qualcuno ha ventilato. Non pensiate di poterci sfuggire: noi abbiamo spinto la nostra generosita’ fino al punto di comprare i vostri titoli e di controllare preventivamente le vostre leggi di bilancio: dunque ormai ci appartenete.
Rientrare dal debito e’ la parola d’ordine di Tremonti e di Berlusconi; rientrare dal debito e’ la parola d’ordine degli usurai-traditori della sinistra (gli Amato, i Prodi, i Ciampi, i Monti) che ci hanno portato vittoriosamente a questo approdo. Il programma economico di Berlusconi e’ supportato dal suo abituale ottimismo: niente patrimoniale, per carita’. Ma vendiamo quel poco di patrimonio che ancora possiede lo Stato perche’ e’ l’Italia, la nazione Italia che deve sparire. Insieme al federalismo, non ci vorra’ nulla a cancellarla e, pensate: risparmieremo! Rimettiamo in marcia i consumi e vedrete: in tre anni il ‘debito’ rientrera’, l’Europa battera’ le mani davanti ai nostri miracoli. Povero Berlusconi, ci crede soltanto lui. Il ‘consumo’ e’ la droga che si sono inventati quegli stessi che ci hanno espropriato della moneta per possederci: spendi, spendi, non risparmiare nulla. Adesso l’effetto-droga e’ finito e i popoli hanno recuperato il buon senso. Se le immatricolazioni delle auto sono diminuite del 20% rispetto al gennaio dell’anno scorso, e’ perche’ nessuno cambia piu’ l’auto quando funziona ancora bene soltanto perche’ gli piace un modello diverso. Il mercato vero e’ questo, fondato sul bisogno e sulla ragione, non sull’avidita’ dei banchieri. Non dimentichiamocelo mai: i banchieri sono quelli che ci hanno portato al disastro; sono quelli che, chiamando ‘gioco’ la propria cupidigia, si sono impadroniti del mondo.
Ida Magli
Roma, 03/02/2011
www.italianiliberi.ita’ posta@italianiliberi.it
(Tratto da: http://www.stampalibera.com)
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