(Fonte: Inviatospeciale.com/)
L’abitudine a dichiarare una cosa e poi fare il contrario e’ praticamente una prassi in Italia. Nelle Marche, Regione governata da un’alleanza tra Partito Democratico e Udc, durante l’ultima campagna elettorale si e’ a lungo sbandierata la volonta’ di salvaguardare i beni comuni, in particolare l’acqua, tenendo lontani tutti quei soggetti privati interessati a produrre una feroce speculazione.
Il candidato governatore Gian Mario Spacca annunciava di voler ‘promuovere e tutelare la gestione pubblica dei beni primari, quali ad esempio l’acqua’, facendo finta di non sapere che il suo principale alleato, l’Udc, era di avviso completamente opposto: si annunciava infatti subdolamente una ‘collaborazione tra soggetti pubblici e privati nei servizi di pubblica utilita”.
Evidentemente con il passare dei mesi qualcosa deve essere cambiato ed il ‘principale partito di opposizione’ ha aderito totalmente ai principi del decreto Ronchi, contro il quale nei mesi scorsi e’ stata effettuata una grande campagna referendaria che ha portato alla raccolta di quasi un milione e mezzo di firme.
Ma cosa e’ successo in particolare nelle Marche? L’assessore al bilancio Pietro Marcolini (tecnico di area Pd) ha avanzato una proposta di legge (la numero 42) nella quale si legge: ‘L’art.38 ha l’obiettivo di permettere, in modo non traumatico, il passaggio della gestione dei servizi pubblici locali a soggetti privati o a societa’ miste il cui socio privato sia individuato mediante procedure di evidenzia pubblica. Tale passaggio e’ previsto dall’articolo 23 bis del d.l. 112/2008 con un termine temporale del 31/12!2011′. Di fatto, dunque, appare chiaro come le promesse riguardanti la gestione pubblica dell’acqua fatte in campagna elettorale siano state tradite da un atto scritto che spiana la strada alla gestione privata.
Non si e’ fatta attendere la replica di Massimo Rossi, componente del tavolo Piceno per l’Acqua e consigliere provinciale di Ascoli Piceno di Rifondazione Comunista: ‘Infischiandosene del milione e 400mila firme recentemente raccolte contro la privatizzazione dell’acqua, di cui oltre 44mila nella nostra Regione, si vuole procedere spediti nella direzione voluta dai grandi gruppi economici e finanziari nazionali e multinazionali (con i relativi sponsor di vario colore anche nelle Marche) che, incapaci di attuare qualsiasi politica economica ed industriale sostenibile e competitiva, vogliono trasformare in monopoli privati i servizi pubblici indispensabili per la stessa sopravvivenza dei cittadini. Tutto cio’ – ha aggiunto Rossi – mentre ‘fioccano’ ogni giorno autorevoli pareri, norme regionali e sentenze che affermano la competenza dei Governi Regionali e Locali nell’esclusione o l’inclusione nel mercato di un servizio pubblico. Cio’ sulla base della natura, del fine, del destinatario del servizio stesso e non certo dell’entita’ dei suoi costi e dei suoi ricavi! E’ ovvio pertanto che un servizio come quello idrico, finalizzato ad assicurare un diritto umano, non puo’ che essere privo di rilevanza economica’.
Eppure e’ ben nota la posizione del Pd sul tema in questione: il ‘principale partito di opposizione’ ha presentato in parlamento una proposta di legge sul governo della risorsa idrica e la gestione del servizio idrico integrato: ‘L’acqua e’ un bene pubblico ”’ si legge sul sito del Partito Democratico – e sono beni pubblici anche le strutture del servizio idrico integrato. Al centro della nostra proposta politica c’e’ l’istituzione di un’Autorita’ di regolazione indipendente, l’introduzione di un fondo nazionale per il riequilibrio territoriale e di una tariffa sociale a vantaggio dei nuclei familiari piu’ numerosi e delle fasce meno abbienti’. In nessun modo, dunque, sembra intravedersi la possibilita’ di un ‘passaggio della gestione dei servizi pubblici locali a soggetti privati’, come si legge nella proposta di legge della giunta marchigiana.
Cosa e’ successo dunque? Come mai nelle Marche, nonostante le promesse della campagna elettorale, si e’ deciso di seguire una strada completamente diversa, assecondando le richieste dell’Udc?
Davide Falcioni
(Tratto da: http://www.inviatospeciale.com/)
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