Italia in crisi: niente vacanze per il 46 per cento dei cittadini

(Fonte: Inviatospeciale.com/)

I dati diffusi da Federalberghi confermano un quadro generale allarmante sulla situazione economica del Paese.

Ha detto Bernabo’ Bocca, presidente di Federalberghi: “La netta divisione tra chi puo’ permettersi almeno un pernottamento fuori casa per vacanza durante il periodo estivo e chi no, e’ caratterizzato dal fatto che ben un italiano su quattro non fa vacanza per mancanza di soldi, sancendo la nascita di una nuova malattia del nostro sistema economico, definibile sinteticamente come poverta’ turistica”.

Ma come stanno le cose? Secondo i dati di Federalberghi il 46,3 per cento delle popolazione restera’ a casa, mostrando una crescita di 2,5 punti in piu’ rispetto all’anno scorso.

Il motivo principale della rinuncia a partire nel 54,9 per cento dei casi sono le difficolta’ economiche generali delle famiglie, mentre la mancanza vera e propria di denaro riguarda il 46,8 di quelli che rimarranno forzatamente a casa.

Il 51,3 per cento degli italiani partira’ comunque, anche se forse l’aumento dei prezzi dei trasporti ha fatto aumentare anche la spesa media stimata per andare in ferie, che cresce del 20 per cento, arrivando ad 853 euro a persona dai 710 dell’anno scorso.

Bocca ha spiegato: “Si accresce purtroppo il solco tra chi puo’ permettersi un periodo di vacanza estiva e chi no e seppure il giro d’affari si accresce del 20 per cento, esso e’ semplicemente dovuto da un lato alla fiammata inflazionistica di tutto cio’ che consente la movimentazione turistica e dall’altro all’incremento (da 10 a 12) dei giorni di permanenza fuori casa”.

“Da gennaio a giugno – ha proseguito il presidente di Federalberghi  – l’Istat ha infatti rilevato incrementi significativi di tutto cio’ che consente la movimentazione dei turisti all’interno del nostro Paese: dalle autostrade (piu’ 5,5 per cento) alle ferrovie (piu’ 12,7), dalle benzine (piu’ 14,8) agli altri carburanti (piu’ 13,3), a fronte di una diminuzione dei prezzi degli alberghi nazionali mediamente dell’1 per cento”.

Per chi ha la fortuna di poterselo permettere, le partenze saranno orientate per il 74,6 per cento verso il mare (rispetto al 73,6 del 2009), il 17,4 per cento andra’ in montagna mentre solo l’!,9 scegliera’ le localita’ d’arte, in diminuzione per altro rispetto al 2009 dello 0,6 per cento. Gli amanti del lago e delle terme invece resteranno stabili.

“A questo punto -ha concluso Bocca- dopo i dati dei primi sei mesi che indicano una crescita zero nelle presenze alberghiere ed un andamento similare anche dei mesi estivi nei quali 6 turisti su 10 sono italiani, riteniamo che l’Italia non possa permettersi il lusso di non cogliere quei segnali di ripresa economica che pur a livello mondiale cominciano a registrarsi, analizzando a livello politico le ragioni che ci vedono ancora al palo, quando Paesi come la Francia e la Spagna dichiarano di avere al contrario gia’ avviato l’inversione di tendenza”.

Forse Federalberghi dovrebbe riflettere sulla situazione politica generale del Paese per comprendere i motivi per i quali la realta’ italiana e’ peggiore di quella di altri partner europei. Anche se difficilmente avra’ risposte da governo.

(Tratto da: http://www.inviatospeciale.com/)

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