Il piacere di mangiare ‘locale’

Che senso ha promuovere pratiche di scala locale in tema di cibo, in un mondo caratterizzato da un modello alimentare omologato con cibi slegati dal contesto culturale e territoriale di produzione?
Secondo noi e’ l’unica cosa logica da fare. Siamo esseri sociali che vivono delle relazioni con gli altri e con l’ambiente che ci circonda, della curiosita’ di scoprire luoghi e del piacere di condividere volti e esperienze. In tal senso il cibo e’ un ottimo catalizzatore. Scegliere cosa e dove mangiare e’ un’azione quotidiana che ha mille implicazioni, dalla cura della nostra salute, del corpo e dello spirito, a quella dei nostri commensali e dell’ambiente; al riconoscimento del lavoro dei produttori. Mangiare locale, scegliendo cibo di stagione e del territorio significa dunque occuparsi delle comunita’ in cui viviamo e attivare un’economia locale. L’unica economia di cui beneficiamo direttamente, perche’ valorizza i luoghi e le persone che frequentiamo. Ma come riappropriarci di queste conoscenze e di questo piacere? Per esempio, promuovendo occasioni di studio e confronto sul territorio. Come quella che si e’ svolta questo fine settimana a Chiusa Pesio (CN), grazie alla collaborazione fra Comune, Parco Naturale Alta Valle Pesio e Tanaro e Slow Food. Una formazione volta a creare figure che mettano in relazione le scuole: insegnanti, genitori, nonni ortolani e ragazzi con i principali attori del territorio: produttori, cuochi, cittadini, ecomusei, enti, per accompagnarci nella riscoperta di una comunita’ locale e nella valorizzazione dei suoi prodotti.

(Tratto da: http://www.ariannaeditrice.it)

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