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Potrei chiederle una dichiarazione sull’attacco di Israele di questa settimana alla Freedom Flotilla mentre si trovava in acque internazionali verso Gaza? Sequestrare navi in acque internazionali e uccidere passeggeri e’, senza dubbio, un crimine molto grave. Gli editori delGuardiandi Londra hanno ragione quando dicono:’Se un gruppo armato di pirati somali avesse preso ieri sei navi in alto mare, uccidendo almeno 10 passeggeri e ferendone molti altri, una forza della NATO gia’ oggi si dirigerebbe verso le coste somale’. E ‘opportuno ricordarechequesto crimine non e’ per nulla nuovo. Israele da decenni sequestra navi in acque internazionali tra il Cipro e il Libano, uccidendo o sequestrando passeggeri, portandoseli molte voltenei carceri israeliani che hanno prigioni segrete o camere di tortura,tenuti in ostaggio in alcuni casi per molti anni.Israele ha ben chiaro che puo’ commettere questi crimini impunemente perche’ gli USA lo tollerano ed anchel’Europa fa, in generale, quello che dicono gli USA. Lo stesso succede con il pretesto usato da Israele per il suo ultimo crimine: laFreedom Flotillaportava materiali che potrebbero essere usati per costruire armi. Lasciando da parte l’assurdita’ di questa affermazione, se Israele fosse interessato in frenare le armi di Hamas, sa molto bene come farlo: accettando le offerte di Hamas di un cessate il fuoco. A giugno del 2008, Israele e Hamas hanno raggiunto un accordo per un cessate il fuoco. Il governo israeliano sa perfettamente che finche’ Israele non ha rotto l’accordo il 4 novembre invadendo Gaza e uccidendo mezza dozzna di attivisti di Hamas, questi non aveva sparato un solo colpo.Hamas ha offerto di rinnovare il cessate il fuoco.Il Gabinetto israeliano ha esaminato e respinto l’offerta, preferendo lanciare il 27 dicembre, la distruttiva e mortale operazione Piombo fuso.Ovviamente non puo’ essere giustificato in alcun modo l’uso della forza come ‘autodifesa’ se non hai esaurito tutti i mezzi pacifici.In questo caso, non ha nemmeno provato, anche se, o forse perche’, c’erano molte ragioni per pensare che avrebbe avuto successo.Pertanto, l’ Operazione Piombo e’ stata piu’ di una semplice aggressione criminale, senza alcun pretesto credibile, e lo stesso succede con l’attuale uso della forza da parte di Israele.L’assedio a Gaza non ha il benche’ minimo pretesto credibile.E’ stato imposto dagli USA e da Israelea gennaio del 2006 per castigare i palestinesi per aver votato’in modo sbagliato’durante elezioni libere, e si e’ intensificato a luglio del 2007 quando Hamas ha bloccato un tentativo israeliano-statunitense di far cadere il governo eletto attraverso un colpo militare che pretendeva di installare li l’ uomo forte diFatah, Muhammed Dahlan.L’assedio e’ selvaggio e crudele, e’ disegnato per mantenere animali ingabbiatiappena in vita col fine di evitare le proteste internazionali, appena qualcosa piu’ di questo. E’ l’ultima fase dei piani a lungo termine di Israele, sostenuti dagli USA, per separare Gaza dalla Cisjordania.Queste sono le linee pure e dure di queste politiche miserabili e impresentabili. Recentemente gli e’ stata negata l’entrata in Israele. Come vede la situazione nei Territori occupati ed a Gaza? Bene, mi permetta una piccola correzione, mi e’ stata negata l’entrata nei Territori Occupati, non in Israele. In realta’, se fossi andato in Israele mi avrebbero accolto e dopo sarei potuto andare nei Territori Occupati. Il motivo che hanno dato e’ che sarei andato solo a Bir Zeita’ e non ad un’universita’ israeliana.Dal mio punto di vista, Israele sta diventando estremamente paranoico, stracolmo di sentimenti ultranazionalisti agendo in modo completamente irrazionale. Sta danneggiando i suoi propri interessi. Il rifiuto alla mia entrata e’ un piccolo esempio di questo. Se mi avessero permesso di dare una conferenza a Bir Zeit, questo sarebbe stato la fine della storia. In realta’ non avrei parlato di Medio Oriente. Avrei parlato degli Stati Uniti e loro lo sapevano perfettamente.Nel caso di Gaza, si tratta di una situazione di brutale tortura. Stanno mantenendo la popolazione appena in vita perche’ non vogliono essere accusati di genocidio,ma questo e’ quello che e’, un genocidio.Si limitano a sopravvivere. Non e’ la peggior atrocita’ nel mondo ma una delle piu’ selvagge. L’Egitto sta cooperando con tutto questo costruendo un muro e negando il permesso perche’ entri cemento e cose del genere, per questo si tratta di un’ operazione congiunta israelo-egiziana chesta letteralmente torturando il popolo di Gaza in un modo che non credo abbia dei precedentie che e’ sempre peggio.In Cisgiordania, non si tratta solo di Israele ma degli USA e Israele. Gli USA fissano i limiti di cio’ che possono fare e cooperano con loro. E’ un’ operazione congiunta, allo stesso modo come lo e’ stato l’attacco a Gaza. E cosiIsraele continua ad imporre il suo dominio e ad appropriarsi di cio’ che vuole.La terra all’interno del muro di separazione, che e’ in realta’ un muro di annessione, se la prendono. Prenderanno la Valle del Giordano e prenderanno cio’ che si chiamava Gerusalemme, che e’ molto piu’ di quello che e’ stato Gerusalemme, dato che e’ un’immensa zona che si amplia verso la Cisgiordania.E dopo abbiamo i corridoi che vanno verso l’est, c’e’ un corridoio che va da Gerusalemme attraverso Maal Adumin verso Gerico. Se questo si sviluppa totalmente, spacchera’ la Cisgiordania. Curiosamente, gli USA hanno bloccato fino ad ora i loro sforzi per sviluppare completamente questo corridoio.Qualche anno fa, gli industriali israeliani hanno consigliato il governo dicendo che la Cisgiordania si doveva evolvere, secondo le loro parole, dal ‘colonialismo’ al ‘neocolonialismo’. Cioe’, che dovrebbero costruire strutture neocoloniali in Cisgiordania.Ora sappiamo che cosa significa: Prendere qualunque ex-colonia, che consiste tipicamente in una zona di estrema ricchezza e privilegio, in collaborazione con l’ex potenza coloniale e una massa immensa di miseria e di orrore che la circonda.E questo e’ cio’ che suggeriscono. E questo e’ quello che stanno facendo. Per questo se lei va aRamallah- io volevo andarci per vederlo di persona ma non ci sono riuscito- e’ una specie di Parigi, trovera’ che la vita molto gradevole, ristoranti di lusso ed altro,ma all’interno del paese e’ tutto molto diverso, tutto e’ pieno di posti di blocco e la vita diventa impossibile.Bene, questo e’ il neocolonialismo. Puo’ esserci solo uno sviluppo totalmente dipendente e non permetteranno nessuno sviluppo indipendente, estanno cercando di imporre un accordo permanente di quest’Ordine. Salam Fayyad, con cui speravo d’incontrarmi aRamallah- abbiamo parlato al telefono- ha descritto i suoi programmi in un modo che mi sembra sensato. Prima di tutto, chiede che si boicotti la produzione degli insediamenti,penso che e’ molto sensato e penso che tutti dovrebbero sostenerla, pur cercando di ottenere che i palestinesi abbiano altre forme di occupazione per lavorare negli insediamenti,in modo da non contribuire alla crescita degli stessi: partecipando in forme di resistenza non violente di fronte all’espansione e facendo qualsiasi costruzione che possano controllare nel constesto israeliano, forse anche nell’Area C, la zona controllata da Israele e continuando a fare piccoli passi per cercare di stabilire la base di una futura entita’ indipendente palestinese. Questa e’ una questione molto delicata perche’ Israele potrebbe accettare molto bene questo piano. In realta’ credo che il vicepremier ministro israeliano Silvan Shalom, ha tenuto un’intervista dove gli chiedevano come avrebbe reagito a qualcosa del genere e ha detto:’Se vogliono chiamare cantoni lo stato che gli abbiamo lasciato, va bene, ma sara’ uno stato senza frontiere’.’E questo servira’ per impiantare essenzialmente una struttura neocoloniale. C’e’ un altro elemento relazionato, che e’ la forza militare.C’e’ un esercito guidato da un generale statunitense, Keith Dayton,che viene addestrato in Giordania con la cooperazione di Israele, e che ha suscitato molto entusiasmo negli USA. John Kerry, il presidente del comitato delle relazioni estere del Senato, ha offerto un discorso importante su Israele-Palestina- e’ una specie di uomo chiave di Obama per il Medio Oriente- dicendo che e’ la prima volta che Israele ha un partner legittimo per negoziare. Perche’? Perche’durante l’attacco a Gaza, l’esercito di Dayton e’ riuscito ad impedire le proteste, e Kerry ha pensato che questo era stupendo ed anche la stampa lo ha pensato e risulta che ora e’ un partner legittimo. Se Lei legge lo stesso Dayton, dice che sono stati cosi efficaci durante l’attacco a Gaza che Israele aveva potuto inviare rinforzi dalla Cisgiordania a Gaza per ampliare l’attacco, e Kerry e Obama credono che questo fosse stupendo, quindi, qui avete qualcosa del piu’ tradizionale modello neocoloniale, conforze paramilitari dominate dalla potenza coloniale che mantengono la popolazione sotto controllo.Questi sono passi molto ambivalenti’.A meno che gli USA non cambino atteggiamento e si uniscano al mondo in un accordo politico’.penso che il panorama e’ veramente oscuro e non credo che la posizione egiziana aiuti per nulla. Si produrra’ il cambiamento come conseguenza del ruolo giocato dall’opinione pubblica mondiale, forse allo stesso modo in cui accade in Sudafrica? Il Sudafrica e’ un caso interessante, e merita la pena di guardare attentamente la storia. Intorno al 1960, il Sudafrica stava cominciando a rendersi conto che si stava trasformando in unostato-paria, e il ministro degli esteri sudafricano chiamo’ l’ambasciatore statunitense- abbiamo adesso le registrazioni della sua telefonata- e ha detto: ‘Siamo coscienti del fatto che stiamo diventando uno stato-paria, e tutto il mondo vota contro di noi alle Nazioni Unite, ma Voi ed io comprendiamo che c’e’ solo un voto che conta nelle Nazioni Unite: il suo, che significa che mentre lei ci sostiene, non ci interessa cio’ che il resto del mondo dice’. E questo risulto’ essere esatto. Nei decenni seguenti, sono aumentate le proteste contro il Sudafrica e alla fine del 1970 ci sono state sanzioni, e le aziende erano in ritirata. Il Congresso statunitense stava approvando delle risoluzioni che includevano sanzioni, che Reagan aveva cercato di evitare per continuare ad appoggiare il Sudafrica, come ha fatto fino alla fine del decennio del 1980, momento nel quale si sono perpetuate le peggiori atrocita’, come le guerre in Angola e Mozambico, uccidendo centinaia di migliaia di persone, e tutto questo si e’ fatto nel quadro della guerra contro il terrorismo.Washington condanno’ il Congresso Nazionale africano nel 1988 come uno dei piu’ infami gruppi terroristici del mondo, e fino al 2008 non ha tolto Mandela della sua lista di terroristi. Il Sudafrica sembrava inattaccabile: il mondo era contro di loroma loro stavano vincendo tutto e sentivano bene.Questo e’ successo, nel 1990, quando gli USA hanno cambiato la loro politica. Si e’ permesso a Mandela di usciee della prigione e l’apartheid crollo’ in pochi anni, per questo il ministro sudafricanoe’ stato corretto nella sua valutazione. Credo che Israele stia percorrendo la stessa strada. Non importa quanto il mondo sia contro, mentre gli USA lo sostengono. Ma stanno calpestando terreno pericoloso: gli USA possono decidere che i loro interessi sono altrove. Ritornando alla sua domanda sul ruolo dell’opinione pubblica mondiale, l’opinione in Europa e in Medio Oriente influisce sostanzialmente sulle cose. Gli Usa non possono vivere soli nel mondo.Ci sono politici che pensano che dovremmo entrare in una gabbia e non preoccuparti di cio’ che accade nel mondo…che questo sarebbe come costruire un muro intorno al paese, uscire dalle Nazioni Unite e non tener conto di qualunque cosa si dica. C’e’ una certa tendenza in questo nella politica statunitense ma i dirigenti ele corporazioni multinazionali non possono accettare questo, si preoccupano di quello che pensa il resto del mondo anche in funzione dei loro interessi.L’Europanon sta aiutando molto. Il fatto di aver ammesso Israele nella OCDEafferma la legittimita’ dell’occupazione.L’Europa sta finanziando lasopravvivenzadei Territori Occupati, ma non sta facendo nulla per far si che gli USA accettino l’opinione internazionale, e potrebbe farlo. Proprio adesso, ad esempio, ci sono negoziazioni indirette tra i palestinesi e israeliani con gli USA come intermediario onesto. L’Europa puo’ segnalare che questa e’ una farsa: quello che dovrebbe esserci sono conversazioni indirette tra gli USA ed il resto del mondo,magari con le Nazioni Unite come un intermediario neutrale,mentre gli USA stanno rimanendo da soli nel bloccare un opprimente consenso internazionale, e finche’ questo non cambia, non succedera’ nulla, ed e’ su questo che conta Israele. Nel suo discorso al Cairo a giugno del 2009, il Presidente Obama ha detto che avrebbe conformato la politica statunitense con nuove basi riguardo il Medio Oriente e il mondo musulmano. Lei ha qualche prova che stia succedendo? Ci sono piccole differenze. Le prime differenze si sono prodotte tra i due mandati di Bush. Il primo mandato di Bush e’ stato estremamente arrogante, abrasivo e aggressivo. Gli USA si dirigevano alle Nazioni Unite e dicevano apertamente:’O fate quello che vi diciamo o facciamo a meno di voi’. E questo ha causato molto antagonismo, anche tra gli alleati. Alla gente non piace essere insultata in faccia. Ha prodotto molte critiche ed il prestigio degli USA nel mondo e’ arrivato al suo punto piu’ basso nelle inchieste internazionali e ci sono state molte proteste anche in casa, anche nell’establishment, perche’ questo danneggiava gli interessi statunitensi. Il secondo mandato di Bush e’ stato qualcosa di compiacente, in un certo modo ha tenuto conto di piu’ delle norme ed e’ riuscito ad avere una specie di appoggio dal centro. Obama e’ un po’ li,per questo e’ un’amplificazione del secondo mandato di Bush. La retorica e’ piu’ moderata e la posizione piu’ amichevolema le politiche non sono cambiate in nulla.Consideriamo il discorso a El Cairo. La cosa fondamentale e’ stata che il suo discorso aveva molto poco contenuto: si e’ limitato a dire qualcosa cosi come:amiamoci gli uni e gli altri. Ma sulla strada a El Cairo ha dato una conferenza stampa ed un giornalista gli ha chiesto:’Dira’ qualcosa sul regime autoritario di Mubarak?’Ed ha risposto, le sue parole precise sono state:’Non mi piace usare etichette con le persone. Sta facendo cose buone. Quindi, e’ un amico’. Non devo raccontarvi com’ e’ la situazione dei diritti umani in Egitto’.la gente del Medio Oriente, se fosse dipeso da quel momento, avrebbe compreso che nulla sarebbe cambiato. E lo stesso succede con le politiche in relazione ad Israele. Le sue politiche sono anche piu’ dure delle due di Bush, il primo ed il secondo.Adesso, per esempio, c’e’ una controversia riguardo l’espansione degli insediamenti.E’ molto simile alla controversia che e’ sorta 20 anni fa quando il primo ministro George Bush e quando James Baker, il segretario di Stato, era al potere. Potete ricordare che c’e’ stato un tempo in cui ogni volta che Baker andava a Gerusalemme, il primo ministro, Yitzhak Shamir, approfittava dell’occasione per annunciare un nuovo insediamento, era come insultare Baker- a lui, che era un patrizio, non piaceva per nulla che Israele lo insultasse- ma Bush appena penalizzo’ Israele. Impose leggere sanzioni sotto forma di restrizioni nelle garanzie dei crediti che si supponeva coprissero le spese degli insediamenti, ma e’ bastato ed Israele ha cambiato velocemente politica. Bene, questo e’ quello che sta succedendo ora, con una differenza.Obama ha detto che non avrebbe imposto nessuna sanzionee che le sue proteste sono puramente simboliche, e’ stata la sua portavoce a dirlo in una risposta ad una domanda. Inoltre, tutto il parlottare sull’espansione degli insediamenti e’ veramente una nota a pie’ di pagina:il problema sono gli insediamenti, non l’espansione degli insediamenti.La posizione di Obama e’ stata quella di ripetere quello che George W.Bush ha dettocio’ che e’ nella tabella di marcia, le parole della tabella di marcia, dicono, in primo luogo,che non ci deve essere nessun’altra espansione, neanche come crescita naturale. Questo lo ha ripetuto Obama, ma lo ha fatto in modo tale da lasciare in chiaro che non avrebbe fatto nulla in particolare, e lo stesso succede con il resto delle questioni. Quando ha annunciato la nomina di George Mitchell ha tenuto una conferenza sul Medio Oriente.In sostanza ha detto: ‘C’e’ buona speranza per la pace, vi e’ un disegno costruttivo sul tavolo’e dopo si e’ diretto ai paesi arabi e ha detto che dovevano onorare cio’ che dicevano e andare avanti verso la normalizzazione delle relazioni con Israele.La proposta e’ di istituire una soluzione di due stati in questo contesto avanzando verso la standardizzazione, cosi molro studiatamente ha ignorato il contenuto della proposta concentrandosi sul corollario, che e’ come un modo per dire che non cambiera’posizione e non si unira’ al resto del mondo a sostegno dell ‘accordo dei due Stati, e cosi continua ad essere per sempre. Al momento delle elezioni, la gente era piena di speranza di vedere un nuovo presidente degli Stati Uniti, soprattutto dopo gli otto anni di Bush.Nel suo nuovo libro descrive Obama come una pagina bianca, dove la gente puo’ scrivere quello che vuole.Come fa Obama? Ho scritto questo prima delle elezioni, prima ancora che le primarie, e non cambierei nulla di cio’ che ho detto.Se avete guardato il programma, s’incontrava con la tipica retorica democratica centrista gradevole, buon venditore … Come sapete, ha ottenuto un premio del settore propaganda per la migliore campagna di marketing del 2008, quindi … E’ educato, intelligente,sa scrivere bene, e’ affabile e si comporta come se gli piacesse la gente.Ma che cosa era tutta questo richiamo al cambiamento?Era vuoto.In realta’ non era altro che una pagina vuota: si puo’ scrivere come si desidera.Nulla ha detto su cosa consisteva il cambiamento, o quello che era la speranza.E ‘stato solo e soltanto ‘Sara’ un cambiamento’. McCain aveva gli stessi slogan, il motivo e’ ovvio. Negli USA, e’ l’industria propagandistica che guida le elezioni ed i dirigenti dei partiti leggevano le inchieste e sapevano che queste mostravano che l’80% della popolazione pensava che il paese era sulla strada sbagliata. Per questo, la piattaforma della tua campagna deve riflettere ‘speranzae cambiamento’ e questo ha fatto Obama. E lo ha fatto in modo incantevole ed ha stimolato molta gente affinche’ si sentisse entusiasta e si emozionasse, ma la realta’ e’ che la ragione principale per cui ha vinto e’ stato l’appoggio delle istituzioni finanziarie. Lo preferivano a McCain e gli hanno dato il finanziamento necessario e questo ha fatto si che vincesse le elezioni. Aveva l’appoggio popolare, ma e’ stato grazie alle istituzioni finanziarie, che speravano gli restituisse il favore – e’ cosi come funziona la politica- e non si vedono tradite. Ci sono stati enormi piani di salvataggio bancari e la grande banca e’ piu’ ricca e potente di prima e, infine, quando Obama ha cominciato a reagire di fronte alla furia popolare ed ha cominciato a parlare degli ‘avidi banchieri’, gli hanno detto velocemente: ‘Hai superato, e di molto, il limite’, ed hanno cominciato a finanziare i repubblicani, che favoriscono molto piu’ le grandi aziende rispetto ad Obama. Questa e’ la natura della politica statunitense. Durante la presidenza Bush, abbiamo visto come gli USA usavano la tortura in Iraq, le straordinarie consegne e la forza delle relazioni internazionali, schivando l’ONU nonostante le proteste internazionali. Gli USA si sforzeranno di restaurare la loro immagine di fronte all’opinione pubblica mondiale, vista la deludente esperienza con Obama? Piu’ di questo, non si e’ fatto quasi nulla e in realta’, sotto alcuni aspetti, e’ peggio di Bush. Lo espongo in modo dettagliato nel mio libro. C’e’ stato un caso nel Tribunale Supremo, che ha determinato che i prigionieri di Guantanamo avevano diritto all’ habeas corpus, e l’amministrazione di Bush l’accetto’ ma dichiaro’ che non l’avrebbe applicata a Bagram. Questo ritorno’ ai tribunali ed un giudice in prima istanza, che era nominato da Bush, un giudice di destra di un tribunale di prima istanza, lo annullo’ e dichiaro’ che si doveva applicare anche a Bagram. Il dipartimento di giustizia di Obama sta cercando di cambiare questo in modo che non possa essere applicato a Bagram. Su questo sta andando piu’ lontano di Bush. Se io fossi avvocato dell’amministrazione Bush, indicherei che le accuse contro Bush per le torture non possono in realta’ aver luogo sotto la legge statunitense. Quasi tutto quello che fece Bush e’ stato approvato nell’ambito della legge degli Stati Uniti. Gli USA non hanno firmato il Convenzione contro la Tortura, o lo hanno firmato con delle riserve. E’ stato riscritto con molta cautela per escludere le modalita’ di tortura che la CIA aveva sviluppato ed introdotto nei suoi manuali di tortura. La cosiddetta ‘tortura che non lascia tracce’, la tortura psicologica, la tortura mentale. La CIA si e’ ispirata ai manuali del KGB ed hanno scoperto che i modi piu’ efficaci per trasformare una persona in un vegetale sono le torture psicologiche, come il totale isolamento, le umiliazioni e altre cose del genere. Se guardiamo i casi di Abu Ghraib e Guantanamo, applicavano questo tipo di torture, per lo piu’ ‘psicologiche’, non elettrodi ai genitali. Per questo, potevano sostenere che stavano agendo correttamente nel quadro della legge statunitense. In realta’, probabilmente, l’unica differenza tra l’amministrazione Bush e le anteriori e’ stato che, nel caso di Bush, la tortura l’hanno effettuata gli statunitensi. Abitualmente, gli USA la incaricano altri: la realizzano sud vietnamiti, guatemaltechi o egiziani. Questo e’ il significato delle ‘consegne straordinarie’ Invii le persone ad un altro paese affinche’ altri facciano le torture. Ma in questo caso si stavano facendo precisamente a Guantanamo. Attualmente, l’unica rivelazione realmente interessante dei memorandum sulla tortura, dei quali non si ha molta informazione, e’ che gli interrogatori hanno testimoniato che erano fatti sotto la pressione di Cheney e Rumsfeld perche’ ottenessero informazioni che vincolassero a Saddam Hussein ad Al-Qaida, che risulta un’affermazione alquanto ridicola. Ma questo sembra essere stato l’elemento che ha dato il via alla maggior parte delle torture. Il suo ultimo libro si chiama ‘Speranze e Prospettive’. Quali sono le speranze? La prima parte del libro parla di Sud America,e la’ abbiamo molti sviluppi molto incoraggianti. Per la prima volta in 500 anni, dall’epoca dei conquistatori, il Sud America sta cominciando ad ottenere un certo grado d’indipendenza ed integrazione e a riuscire ad affrontare almeno alcuni dei suoi piu’ gravi problemi interni. La struttura coloniale e’ estrema in Sud America, dove c’e’ una concentrazione molto intensa della ricchezza in mano ad un’elite europeizzata, di maggioranza bianca, circondata da un orribile situazione tragica e con la peggior disuguaglianza del mondo in una regione che ha moltissimi risorse e potenziale. E si stanno prendendo alcuni provvedimenti per correggere questo. Negli stessi USA si stanno producendo cambiamenti. Non so se sono sufficientemente veloci perche’ possano superare i principali problemi, ma prendiamo solo la questione Israele- Palestina. Non molti anni fa se volevo dare una conferenza su questo dovevo essere scortato dalla polizia nell’Universita’ perche’ gli incontri potevano concludersi violentemente. Posso ricordare un’occasione in cui la polizia ha insistito per accompagnare, me e mia moglie, fino alla nostra macchina dopo un incontro all’universita’. Questo aspetto non e’ cambiato completamente, ma si e’ evoluto con gli anni ed e’ cambiato molto dopo Gaza. Adesso mi ritrovo con un pubblico entusiasta, molto coinvolto, molto impegnato, che vuole cambiare le cose. Non ha avuto ripercussioni sui media e neanche sulla classe politica ne’ intellettuale, ma qualcosa sta cambiando in tutto il paese e presto o tardi queste cose hanno effetto. In qualche senso e’ dovuto al fenomeno Obama, perche’ ha seminato molte aspettative ed ha intrattenuto molto gli attivisti. Ma la delusione adesso e’ presente. Se questi cambiamenti continuano a svilupparsi, con il tempo si possono avere finalmente dei cambiamenti importanti, come e’ successo in Sudafrica. Gran parte del suo lavoro si e’ concentrato sul controllo dei mass media e nelle deficienze della classe intellettuale negli USA, dove risulta difficile mantenersi al margine di uno stretto spettro di opinione. Come vede la sua propria posizione in questi momenti? In primo luogo non direi che gli USA siano molto diversi da altre societa’ su questo argomento. Possono esserci questioni diverse, ma non c’e’ molta differenza in relazione ad Inghilterra o Francia. In ogni societa’ c’e’ una frangia di dissidenti. Questo e’ stato cosi attraverso la storia. Come lo fanno? Perche’ si sentono impegnati in certi valori e ideali e decidono di non conformarsi. Normalmente non sono trattati molto bene e il modo in cui vengono trattati dipende dalla natura della societa’, che non agisce mai in modo cortese. In alcune societa’ puoi riuscire a far volare le tue idee, in altre ti portino nei Gulag, in altre essere diffamato. Ai sistemi del potere non piacciono i critici e usano qualsiasi tecnica per affondarti e condannarti. Ma quello che e’ sempre stato molto caratteristico, nella storia, e’ che le classi intellettuali si sono subordinate al potere, con pochissime eccezioni. Ma anche persone che non si sottomettono e continuano la loro strada indipendententemente. A questo riguardo, gli USA non sono molto duri, per questo una persona con una certa quantita’ di privilegi, come succede a molti, e certamente a me, sono abbastanza immuni di fronte ad una forte repressione. Avevo di fronte alla possibilita’ di una pena detentiva lunga, e quasi mi condannavano, ma e’ stato a causa di una resistenza aperta e chiara. Non potevo obiettare nulla perche’ ho fatto cose apertamente e coscientemente illegali nella resistenza contro la guerra, per questo se dovevo andare in prigione non potevo chiamarla repressione. Per parlare e scrivere e cose cosi, la punizione e’ l’ emarginazione e la diffamazione, ma puoi vivere con questo. Conto molto sul sostegno tra la gente. Il giornalista Chris Hedges sta investigando nel New York Times e poche settimane fa si e’ trovato con un memorandum del capo editore di quel giornale agli scrittori e giornalisti nel quale si diceva che non si poteva nominare il mio nome. La Radio Nazionale Pubblica ha manifestato che sono l’unica persona alla quale non permetteranno mai di apparire nelle notizie nell’orario centrale ne’ nei programmi di dibattito. Ma questa non e’ una punizione molto grande, e quando arrivero’ a casa avro’ centinaia di messaggi arrivati tramite posta, e tra questi ce ne saranno una decina di inviti per incontri in tutto il paese e in quasi tutti ci sara’ un pubblico importante di persone interessate e impegnate che sono ricettive e che vogliono fare qualcosa, e questo e’ piu’ che sufficiente per incoraggiarmi a continuare. Ho accesso sui mass media esteri in alcune occasioni, per esempio, se mi mostro critico verso gli USA, ho accesso nei media. Ma se critico i paesi che m’invitano, e’ finita, sistematicamente. L’ho notato anche in Canada. Se vado in Canada, hanno piacere di ascoltare come critico gli USA, ma se comincio a criticare il Canada, la porta si chiude e lo stesso succede in tutte le parti. Per ultimo, perche’ ha criticato la formula di ‘dire la verita’ al potere’, che il defunto Edward Said ha usato per descrivere il ruolo degli intellettuali? Questo e’ sicuramente uno slogan dei chiacchieroni, mi piacciono i quacqueri, e voglio fare cose con loro, ma non sono d’accordo con lo slogan. In primo luogo, non devi dire la verita’ al potere, perche’ sa bene qual e’. Ed in secondo luogo, tu non dici la verita’ a nessuno, questo e’ troppo arrogante. Quello che puoi fare e’ di unirti alle persone e cercare di trovare la verita’, per questo devi ascoltare e dire cio’ che pensi e cosi successivamente, cercare di dare animo alle persone perche’ pensino con la loro testa.Ci preoccupano le vittime, non i potenti, per questo lo slogan dovrebbe essere un impegno per i deboli, aiutarli e aiutare te stesso a trovare la verita’. Non e’ uno slogan facile da formulare in cinque parole, ma credo che sia quello giusto. Tradotto daVanesa, per Voci della Strada |
(Tratto da: http://www.ariannaeditrice.it)
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