L’orso Dino una ricchezza per il paese

fonte www.terranauta.it
L’orso ‘Dino’ non ha dimostrato finora seri segni di pericolosita’, ma un atteggiamento normale per la specie

u inaccettabile che mentre alla Conferenza nazionale sulla Biodiversita’ a Roma si e’ sottolineato il valore della biodiversita’ e la necessita’ di salvaguardare ogni singolo esemplare delle specie piu’ a rischio si pensi anche solo lontanamente di catturare e togliere la libera’ a un animale selvatico cosi raro e prezioso come l’orso bruno, specie simbolo dell’intero arco alpino che conta appena una trentina di esemplari, reintrodotti da pochi anni. Il tutto considerando che l’orso ‘Dino’ non ha dimostrato finora seri segni di pericolosita’, ma un atteggiamento normale per la specie. u il commento del WWF alle decisioni prese oggi ad Asiago sulla sorte dell’orso ‘Dino’ che si vuole catturare e rispedire in Slovenia.

La decisione di catturare l’orso per metterlo in cattivita’ o trasferirlo all’estero non rispetta il Protocollo del PACOBACE, ovvero il Piano di Azione per la Conservazione dell’Orso Bruno sulle Alpi Centro-Orientali, redatto in base alle indicazioni della scienza e sottoscritto anche dalla Regione Veneto, che prevede la cattura come misura estrema.

Oggi deve essere compiutamente rispettato l’impegno assunto dalle amministrazioni locali con la condivisione e la ratifica del Piano d’Azione per l’Orso, attraverso la messa in atto di tutte le necessarie misure di sensibilizzazione, informazione ed educazione per la comunita’ locale e contemporaneamente con specifici interventi – come l’installazione di recinti elettrificati – che possano dissuadere l’orso dal continuare a predare bestiame domestico o avvicinarsi alle zone abitate, cosa peraltro raramente accaduta.

Il WWF dichiara la sua piena disponibilita’ ad assistere le autorita’ locali e regionali per monitorare l’orso Dino e mettere in opera eventuali recinzioni elettrificate che possano favorire la convivenza tra uomo e grandi predatori, una tecnica gia’ sperimentata con successo dal WWF in Abruzzo (per l’orso bruno marsicano), in Lombardia e anche in Veneto, dove proprio un anno fa ad Asiago e’ stato installato il primo recinto elettrificato nella Regione.

La possibilita’ di espandersi sul territorio per una grande specie come l’orso e’ l’unica possibilita’ che ha di sopravvivere. Rispedire al mittente un animale simbolo come l’orso, vuol dire negare al nostro Paese quella ricchezza di biodiversita’ un tempo straordinaria, che oggi per alcune specie e’ ridotta al minimo vitale. Gli strumenti per creare la convivenza con l’uomo ci sono e hanno gia’ dimostrato di funzionare in diverse aree. Per tante comunita’, come in Abruzzo, l’orso e’ diventato un simbolo su cui fondare attivita’ economiche come il turismo. Facciamo lo stesso anche per Dino.

(Tratto da: http://www.stampalibera.com)

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