‘Parlamento svuotatodal governo Berlusconi’

Ancora un allarme di Gianfranco Fini sulla ‘settimana cortissima’ alla Camera. Per il presidente ‘non e’ normale che i lavori termineranno mercoledi’, il decreto del governo e’ previsto ma l’abuso e’ negativo’. Solo due giorni di lavoro per i deputati questa settimana, causa l’atteggiamento del governo. Ma Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl, non si piega neppure ai richiami di Fini: ‘Non e’ possibile legiferare in deficita’ – contrattacca Cicchitto – o con le coperture contestate dalla ragioneria generale dello Stato’. Quella del governo, invece, ‘e’ la scelta di farsi le leggi a casa propria, un atteggiamento molto grave’ per Roberto Zaccaria del Pd, l’ex presidente della Rai attualmente vicepresidente della commissione affari costituzionali: ‘Attraverso i decreti legge passa ormai circa il 75 per cento della legislazione primaria (larga parte della manovra finanziaria triennale) e attraverso le deleghe legislative, vengono demandate ormai al governo tutte le scelte nevralgiche’.

Ci dia un ordine di grandezza rispetto al governo Prodi

Sono piu’ di 200, contro le 150 dell’esecutivo precedente, le deleghe che danno al governo la possibilita’ di decidere in materie strategiche con semplici pareri parlamentari: federalismo, nucleare, riforma televisiva, processo amministrativo, carta delle autonomie, riforma della pubblica amministrazione. Attraverso le ordinanze di protezione civile, poi, il governo disciplina anche aree estranee all’emergenza, come quella dei grandi eventi: qui si contano piu’ di 150 ordinanze emanate in deroga a tutte le norme vigenti in solo due anni e con effetti devastanti, basta pensare ai Mondiali di nuoto a Roma e al G8. Inoltre, dove il parlamento potrebbe magari intervenire, in sede di conversione dei decreti-legge o di approvazione dei disegni di legge, c’e’ sempre la scure della questione di fiducia: ben 32 volte in questa legislatura.

Come se il governo avesse spinto l’intero Parlamento sull’Aventino?

E’ una cosa forse storicamente diversa, ma e’ cosi’ se l’immagine serve a evocare l’azione del governo Berlusconi tesa a svuotare il Parlamento dal suo ruolo principale, bruciandone l’attivita’ normativa. Le commissioni continuano a lavorare, ma manca del tutto l’impulso governativo che dovrebbe scegliere i provvedimenti da portare in discussione in aula.

Quali sono i motivi di questo modus operandi? Cicchitto ha provato a dare una spiegazione.

Prima di tutto un modo pasticciato e confuso di gestire l’attivita’ normativa. In secondo luogo il modo arbitrario e volontario di sottrarre al Parlamento l’attivita’ normativa. Poi c’e’ anche il discorso della copertura economica, con il ministro Giulio Tremonti che e’ padrone di scegliere le priorita’. Quello che forse non e’ chiaro e’ che tutto questo sta cominciando a rendere insofferenti anche i colleghi della maggioranza, i malumori sono davvero molti in questi giorni.

E il Paese rimane bloccato…

Si’, pensi al numero sterminato di questioni da dibattere arenate in commissione. Si va da cose simboliche, come il divieto dell’uso del burqa, di cui molto si e’ discusso nei parlamenti di tutta Europa, a provvedimenti che potrebbero essere molto concreti, come quello dell’estensione della cittadinanza ai minori.

La Costituzione e’ umiliata quanto il Parlamento?

La Costituzione indica qual e’ la strada da seguire (e non e’ questa), ma non puo’ arginare tutti i comportamenti sbagliati.

E il presidente della Repubblica puo’ intervenire?

Lo ha fatto, ma i suoi rilievi vengono sistematicamente ignorati, creando un cortocircuito continuo con le indicazioni del Quirinale.

Da il Fatto Quotidiano del 19 maggio

(Tratto da: http://antefatto.ilcannocchiale.it)

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