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fonte:peacereporter.net
Nonostante le dichiarazioni ufficiali, la Casa Bianca non ha mai eliminato i sussidi per i coltivatori del cotone e il gigante sudamericano ha deciso di punirla con sanzioni commerciali contro un ampio ventaglio di prodotti made in Usa
Brasilia ha deciso: gli Stati Uniti non la passeranno ancora liscia. Nonostante le dichiarazioni ufficiali, la Casa Bianca non ha mai eliminato i sussidi illegali per i coltivatori del cotone e il gigante sudamericano ha quindi deciso di punirla. Come? Con sanzioni commerciali contro un ampio ventaglio di prodotti made in Usa, dalle auto agli orologi, dalla frutta fresca alla gomma da masticare, fino agli occhiali da sole.
Il tutto con l’ok dell’organizzazione mondiale del Commercio, che ha autorizzato il Brasile a imporre milioni di dollari in multe annuali come risposta a anni di sussidi anti-competitivi pagati ai coltivatori statunitensi. Una contromisura questa che pero’ non entrera’ in vigore prima di trenta giorni e intanto entrambe le parti affermano che c’e’ ancora un’opportunita’ di risolvere la disputa negoziando.
Intanto, pero’, il governo brasiliano ha gia’ scelto i prodotti da colpire per ottenere il massimo impatto possibile. Nella lista compaiono aumenti dal 35 percento al 50 percento per le automobili, e del 20 sul latte in polvere. Chiaramente, al primo posto di questa lista di rincari ci sara’ il cotone e derivati, i cui prezzi raddoppieranno.
“Sono sussidi arcaici”, ha tuonato il governo brasiliano apostrofando gli aiuti che la Casa Bianca continua a elargire imperterrita a chi coltiva la terra. Un giudizio condiviso anche da tutti i produttori di cotone dell’Africa occidentale, che lamentano da tempo immemore un forte calo delle vendite sul mercato internazionale.
“u chiaro che il Brasile si sta muovendo sul tema del cotone prevalentemente per dare voce proprio a questi paesi africani – ci spiega Alfredo Somoza – u da tempo che il paese di Lula sta tentando, cosi come fa la Cina, di rappresentare le esigenze dell’Africa nei consessi internazionali. Il tema del cotone, infatti, in Brasile e’ piuttosto marginale, mentre e’ fondamentale per paesi come il Senegal e il Mali, che hanno addirittura un Pil inferiore all’ammontare dei sussidi che la Casa Bianca elargisce sotto banco ai coltivatori del cotone. Una cosa di una gravita’ inaudita e che va contro ogni regola concorrenziale del mercato internazionale. I paesi africani sono almeno dieci anni che denunciano questa violazione, nel silenzio e nell’indifferenza del mondo. Finora. Perche’ la voce grossa del Brasile ha finalmente tutto un altro peso”.
Anche se Washington confida nella possibilita’ di un accordo. Si tratta di una disputa commerciale che dura da anni e che non ha finora prodotto nessun risultato se non la perpetrazione del sopruso Usa. “La Omc ha piu’ volte emesso sentenze a favore di paesi vittime dei piu’ grandi violatori degli accordi internazionali, che sono gli Usa e la Ue. Ci sono sempre state buone possibilita’ per questi paesi succubi di poter aver ragione. Il problema si presentava, pero’, nel trasformare tali sentenze in sanzioni. L’Omc non e’ un ente delle Nazioni Unite e’ un ente trasversale e le loro sentenze cadono spesso nel vuoto. Il Brasile invece sembra che non intenda mollare e appellandosi al diritto di reciprocita’ calpestato da Washington per anni agisce e continuera’ ad agire con vigore”.
(Tratto da: http://www.stampalibera.com)
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