La crescita non e’ (piu) possibile: parola della New Economics Foundation

Dopo la realizzazione del rapporto “Happy Planet Index” (HPI) ovvero l'”Indice di felicita’ planetaria” (il quale piuttosto che misurare la crescita o meno del PIL, si e’ focalizzato sulle aspettative di vita, la felicita’ individuale e l’impatto ambientale), la “New Economics Foundation” (NEF) di Londra ha diffuso un suo nuovo lavoro, svolto in collaborazione con il celebre Schumacher College ed intitolato “La crescita non e’ possibile. Perche’ abbiamo bisogno di una nuova direzione economica”.

Crescita illimitata
La crescita economica illimitata in un pianeta limitato non e’ decisamente possibile.Si, ormai ne sono convinti anche in Inghilterra. La crescita economica illimitata in un pianeta limitato non e’ decisamente possibile. Anche li ci sono voluti degli anni, per accettare completamente questo dato di fatto, considerando che gia’ quattro anni fa lo stesso NEF pubblico’ un altro rapporto intitolato “Growth isn’t Working”, “La crescita non funziona”.

Questo nuovo studio d’oltremanica, quindi, non si limita piu’ a dire che la crescita non sta portando gli effetti sperati, ma che non e’ proprio una cosa fattibile. In un’ottica che calza perfettamente con la Decrescita, gli studiosi del NEF fanno presente che comunque vadano i travagliati negoziati per ridurre le emissioni di gas serra, cio’ di cui abbiamo bisogno e’ ben piu’ di questi ‘nobili’ (e vacui) propositi.

Serve, appunto, una nuova direzione, o come afferma da ancora piu’ anni il Movimento per la Decrescita Felice, un nuovo paradigma. Culturale, ma di conseguenza anche economico. Un modello di sviluppo che non sia basato solo su di una illimitata crescita dei consumi.

Quali argomenti si trattano in questa pubblicazione? Si passa dai cambiamenti climatici al picco del petrolio, del gas e del carbone; dai limiti del nucleare a quelli dell’idrogeno (che, giustamente, ricordano, non e’ una fonte di energia ma un vettore della stessa); si parla di biocarburanti (criticandone giustamente l’impatto che hanno o hanno avuto sull’uso delle colture e sull’ascesa dei prezzi dei beni alimentari), riflessioni sull’equita’, per poi arrivare a dare delle alternative a questo modello di sviluppo.

Ma quello in cui riescono meglio al NEF e’ probabilmente la capacita’ di comunicare, la utilissima abilita’ di andare a toccare tematiche cosi delicate e complesse senza renderle argomenti per pochi accademici.

Il criceto impossibile
Il criceto dalla nascita all’eta’ adulta raddoppia di peso e di dimensioni ogni settimana.Anche attraverso l’istituzione di un club chiamato ‘Il criceto impossibile’, presentato da un efficacissimo video (cartone animato) che, in un solo minuto di durata, spiega l’assurdita’ del concetto di crescita economica illimitata, ed alla fine del quale viene chiesto di aiutare il criceto protagonista del video a salvarsi da se stesso (leggendo il rapporto, unendosi alla campagna ‘100 months’ o scrivendo al primo ministro Gordon Brown).

Perche’ un criceto? Perche’, come spiegato nel video, questo piccolo roditore dalla nascita all’eta’ adulta raddoppia di peso e di dimensioni ogni settimana. Se pero’, una volta appunto raggiunta l’eta’ adulta, non si dovesse fermare, raddoppiando di settimana in settimana raggiungerebbe al suo primo compleanno un peso di circa nove miliardi di tonnellate, diventando un mostro capace di divorare in un solo giorno la produzione mondiale di mais di un intero anno.

C’e’ una ragione per cui in natura si cresce in dimensioni solo fino ad un certo punto. Quindi perche’, si chiede il narratore del video, economisti e politici pensano che l’economia possa crescere in eterno?

Forse perche’ economisti e politici e’ da due secoli che ripetono la stessa cosa, che bisogna costantemente crescere in dimensioni e quantita’ (ancor piu’ che in effettivo benessere), convincendo le collettivita’ che questo sia l’unico metodo per migliorare le nostre condizioni di vita.

Ma la rivoluzione industriale e’ lontana, e l’inerzia che caratterizza la forma mentis di coloro che si riempiono la bocca delle parole ‘sviluppo’, ‘progresso’ o ‘innovazione’ e’ difficile da combattere. Un nuovo paradigma culturale non solo e’ auspicabile da un giorno all’altro, ma e’ naturalmente guardato con scetticismo, soprattutto se le e’lite dominanti sono le stesse da numerosi decenni.

Arthur Schopenhauer
“Ogni verita’ passa attraverso tre fasi: all’inizio e’ ridicolizzata, poi e’ violentemente contrastata, infine la si accetta come evidente”. Arthur Schopenhauer.Per un economista o un politico di oggi, cosi come quelli degli ultimi due secoli, appunto, e’ molto difficile se non impossibile accettare cio’ che propongono (o anche solo di cui parlano) enti quali il NEF o veri e propri fenomeni quali il Movimento per la Decrescita Felice, i quali e’ come se provassero a dimostrare ad un ateo che Dio esiste.

Le semplici verita’ come quella che dice che ‘non e’ possibile una crescita infinita in un ambiente finito’ minano le fondamenta stessa delle argomentazioni economiche e politiche ancora oggi dominanti.

Ma non c’e’ da stupirsi, perche’ le grandi innovazioni, quelle vere, sono sempre state prese con scetticismo, e le grandi verita’ con estrema diffidenza. E’ caratteristica piu’ che umana ‘opporsi’ al cambiamento, soprattutto se questo puo’ compromettere il nostro status o la leadership di coloro che decidono anche per gli altri.

Ma e’ una questione di tempo dopodiche’ una verita’, se davvero tale (come l’impossibilita’ di una crescita infinita) si afferma da se’. Lo diceva anche Arthur Schopenhauer: “Ogni verita’ passa attraverso tre fasi: all’inizio e’ ridicolizzata, poi e’ violentemente contrastata, infine la si accetta come evidente“.

(Tratto da: http://www.ariannaeditrice.it)

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