Referendum e astensione

Ad una settimana di distanza, con i risultati sotto gli occhi di tutti e placate le polemiche dei vari comitati per il si o il no la redazione di Criticamente propone una breve analisi con alcune considerazioni sul  significato dell'ultima esperienza referendaria. Prescindendo -in parte- dai contenuti, pone all'attenzione del cittadino l'esame delle possibili ragioni che hanno decretato l'invaliditàƒ dell'espressione di volontàƒ popolare.


Sia chiaro che in questa sede non si intende screditare il referendum come forma di partecipazione: tutt'altro! Ne auspichiamo di nuove. Tuttavia, coloro che hanno promosso e sostenuto referendum che poi non hanno raggiunto il quorum, un esame di coscienza se lo dovrebbero pur fare se le intenzioni erano di favorire l'espressione della volontàƒ e del sentimento popolare con lo strumento di partecipazione per eccellenza che la nostra Costituzione offre. Piuttosto che condannare gli astensionisti come nemici del referendum -o addirittura della democrazia- sarebbe più interessante coglierne le ragioni e le motivazioni. Questa è una forma di partecipazione reale.

Tra le accuse mosse con più frequenza agli astensionisti vi è quella che assume come categoricamente fondato l'assioma che “votare nel referendum sia indispensabile”. Questa tesi pecca di eccessiva sfiducia nel legislatore e nella sua capacitàƒ di rappresentare le istanze popolari. Le opzioni offerte nel referendum sono state riconosciute incapaci di soddisfare ed esprimere la reale volontàƒ degli aventi diritto al voto i quali – colti nelle forche caudine della scelta tra ciàƒÂ² che riteneveno “male e peggio”- hanno preferito mandare a monte il gioco.

Se il quorum non è raggiunto forse le istanze mosse dai comitati non erano cosàƒÂ¬ sentite o piuttosto avrebbero dovuto essere altre le strade da percorrere per modificare leggi e consuetudini che, come dimostrato, alcuni tollerano e altri tentano di migliorare in modo più discreto ma -forse- più efficace solcando rotte diverse.

La Redazione di Criticamente

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