Regalo da 407 milioni ai dipendenti del ministero

Chi urla scandalizzato contro i drastici tagli alle universitàƒ si tiri su con lo spirito: quella montagna di soldi risparmiati ha fatto felici tante famiglie. Sono finiti infatti sotto l’albero dei dipendenti del ministero dellà¢â‚¬â„¢Economia. Chiamati a spartirsi 407 milioni di euro e benedetti ciascuno, in media, da un à‚«premioà‚» di 6 mila. Che raddoppiano per centinaia di dirigenti e arrivano a punte, per i massimi vertici, di 55 mila euro. Cento milioni di lire. E poi dicono che lo Stato è povero e taccagno… [Gian Antonio Stella, Il Corriere della Sera].

Spiegano ora, al dicastero che gestisce le pubbliche casse, che è cosàƒÂ¬ anche da altre parti e che i premi di produttivitàƒ sono utili al buon funzionamento degli uffici e che è tutto regolare e sancito dalla legge eccetera eccetera. Certo, a prendere ad esempio quanto è stato recuperato dando la caccia agli evasori, i numeri denunciati da Beniamino Lapadula della Cgil sono (causa condoni) da brividi: 11 miliardi nel 2001 e 4,8 questà¢â‚¬â„¢anno. Con un crollo che, insieme con altri dati, non pare dimostrare una efficienza tale da meritare regalie a pioggia. Che tutte le carte siano formalmente a posto, peràƒÂ², è verissimo.

La prima è la legge 350 varata dal governo alla vigilia di Natale del 2003. Dove si diceva che il Ministero dellà¢â‚¬â„¢Economia, sulle somme riscosse con le à‚«attivitàƒ di controllo fiscaleà‚», le à‚«maggiori entrate realizzate con la vendita degli immobili dello Statoà‚», i à‚«risparmi di spesa per interessià‚» sul debito pubblico e à‚«là¢â‚¬â„¢attivitàƒ di controllo e di monitoraggio dellà¢â‚¬â„¢andamento della finanza pubblica e dei flussi di bilancioà‚», fissa una percentuale da spartire tra i dipendenti ministeriali degli uffici à‚«che hanno conseguito gli obiettivi di produttivitàƒ definiti, anche su base monetariaà‚». Quanti a Tizio e quanti a Caio? La decisione era demandata alla à‚«contrattazione integrativaà‚». Prova provata che il premio non sarebbe finito affatto a chi aveva aiutato lo Stato eliminando degli sprechi, promuovendo dei risparmi, lavorando il doppio o scovando evasori (come almeno in parte accadeva in passato) ma a tutti. Purosangue e somari, stakanovisti e lavativi.

E qualche giorno fa, ancora una volta proprio alla vigilia di Natale (quale momento migliore, per impacchettare un regalino?) è arrivato il via libera del governo a spartire la somma fissata: 407.100.000 euro.

Pari al taglio fatto nella Legge finanziaria a tutte le Province messe insieme invitate a tirare la cinghia. Oppure a quello alla sicurezza, con gratitudine dei delinquenti. O pari, come dicevamo, alla sforbiciata data alle Universitàƒ italiane che secondo Alessandro Bianchi, segretario della Conferenza dei rettori, ammontano appunto a 415 milioni di euro. Di cui 200 destinati agli aumenti di stipendio (spese fisse: inflazione, anzianitàƒ , contratti…) dei dipendenti, dai luminari ai bidelli. Scavalcati dal à‚«premioà‚» ai ministeriali dellà¢â‚¬â„¢Economia.

Oddio, non che sia là¢â‚¬â„¢unico. Nel silenzio pressochàƒÂ© totale e un poà¢â‚¬â„¢ omertoso, un bonus natalizio il nostro squattrinato Stato lo dona ad esempio (grazie allà¢â‚¬â„¢approvazione dà¢â‚¬â„¢un emendamento di pochi anni fa di Giuseppe Fioroni, della Margherita) anche ai 1800 dipendenti dellà¢â‚¬â„¢Istituto Superiore di sanitàƒ e ai 1200 dellà¢â‚¬â„¢Ispesl (là¢â‚¬â„¢Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro). Nei cui Consigli di amministrazione siede, senza imbarazzi di incompatibilitàƒ , lo stesso Fioroni. Il meccanismo qui è leggermente diverso. E nelle buste paga viene dirottata una quota delle somme che la nostra derelitta Sanitàƒ non è riuscita a utilizzare. Ma il premio, evidentemente guadagnato grazie al luccichio del nostro sistema sanitario, cà¢â‚¬â„¢è. E lussuoso.

Pochi esempi: 6.323 euro ai funzionari di quarto livello, 9.937 ai direttori di ricerca, 10.163 ai dirigenti di prima fascia. Per un totale, distribuito questà¢â‚¬â„¢anno, di 7 milioni di euro. Il costo di una quindicina di tac di ultimissima generazione. Indispensabili come là¢â‚¬â„¢aria a decine di ospedali del Sud che devono mandare i pazienti nelle cliniche private. Ma allà¢â‚¬â„¢Economia, accusa la deputata diessina Laura Pennacchi rilanciando le denunce di una parte degli stessi dipendenti bagnati dal felice acquazzone di denaro, la regalia (che la stessa Cgil ha di fatto approvato chiamandosi fuori dallà¢â‚¬â„¢accordo ma senza mettersi di traverso per non inimicarsi gli iscritti) è ancora più stupefacente. Basta consultare le tabelle riportate dal sito dei sindacati di base www.rdbcub.it . Tabelle che lasciano sconcertati, in questi anni di vacche magre in cui lo Stato va a tagliare anche sullà¢â‚¬â„¢assistenza ai disabili.

Dicono dunque queste tabelle che ai 203 dipendenti del Gabinetto del Ministro sono destinati pro-capite 5.911 euro di cadeau-premio. Ai 904 del Dipartimento del Tesoro 6.073. Ai 2.242 della sede centrale della Ragioneria Generale 13.679. Ai 462 del Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e Coesione 3.463. Ai 9.305 del Dipartimento Amministrazione Generale, Personale e Servizi del Tesoro 2.610. Ai 3.660 del Dipartimento per le Politiche Fiscali 9.224. E infine ai 109 della Scuola Superiore Economia e Finanze 8.330 euro. Ma questa è la media dei bonus per tutti. Coi dirigenti, abbiano o meno contribuito sul serio a fargli guadagnare o risparmiare dei soldi, lo Stato è stato infatti ancora più generoso.

Là¢â‚¬â„¢accordo del 15 novembre scorso tra il dipartimento generale e i sindacati, firmato da Unsa, Dirstat, Unadis ma anche dalla Cgil, stabilisce infatti che i dirigenti del Gabinetto di Giulio Tremonti si spartiscano 308 mila euro, quelli del Dipartimento del Tesoro (che sono un centinaio) un milione e 242 mila, quelli della Ragioneria Generale (mezzo migliaio) sette milioni e 204 mila, quelli del Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e Coesione 465 mila e quelli della Amministrazione Generale un milione e 702 mila. Per un totale da dividere, tra i soli dirigenti, di 10 milioni e 921 mila euro. Pari a quasi 23 miliardi di lire. Con una maggiorazione del 65% ai dipendenti dellà¢â‚¬â„¢ex-Tesoro. Fate i conti: circa 12 mila euro a un dirigente del Tesoro, circa 14 mila a quelli della Ragioneria. Con vette di 55 mila euro ai massimi responsabili dei dipartimenti. Le vacche saranno magre. Ma se le sai mungere…
 
CORRIERE DELLA SERA 29-12-05 

 

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