Si chiama Nerica (New Rice for Africa), è un nuovo tipo di riso, nato in Africa occidentale. Per gli esperti potrebbe avere un notevole impatto economico e sociale per tutto il continente. E non è un Ogm.
Di Pablo Trincia (peacereporter)
Una nuova coltura, sperimentata per la prima volta solo sette anni fa nelle piantagioni della Guinea, potrebbe essere una risposta a molti problemi economici, sociali e umanitari del continente africano. Eà ¢â‚¬â„¢ il Nerica (New Rice for Africa), il nuovo riso per là ¢â‚¬â„¢Africa, come lo hanno ambiziosamente ribattezzato i membri della Warda (o Adrao), là ¢â‚¬â„¢organizzazione dellà ¢â‚¬â„¢Africa occidentale che lo sponsorizza.
Nato nel 1996 dallà ¢â‚¬â„¢idea di uno scienziato sierraleonese, Monty Jones, il Nerica è la combinazione di due tipi di riso: quello africano e quello asiatico, entrambi molto usati nel continente nero e tuttavia, se presi singolarmente, inadeguati o insufficienti per la popolazione rurale. Perchà ƒÂ©? Lo abbiamo chiesto a Kanayo F. Nwanze, nigeriano, direttore della Warda.
à ¢â‚¬?Il riso africano è tipico del nostro continenteà ¢â‚¬?, spiega dal suo ufficio di Abidjan Nwanze. à ¢â‚¬Å“Eà ¢â‚¬â„¢ stato per secoli il principale nutrimento degli africani. Ma ha un difetto. Sebbene esso resista alle a volte drammatiche variazioni climatiche che avvengono nel nostro continente, la sua produttività ƒ è alquanto bassa e quindi non sufficiente, oggi, al fabbisogno di chi lo coltiva e chi lo compraà ¢â‚¬?.
Per supplire a questa mancanza gli africani accolsero di buon grado, circa mezzo millennio fa, il riso che i mercanti indiani, cinesi e indonesiani introdussero in Africa. à ¢â‚¬?Di contro à ¢â‚¬ continua Nwanze à ¢â‚¬ il riso asiatico è sempre stato molto più produttivo di quello africano, ma allo stesso tempo meno resistente alla siccità ƒ e alla temperature secche di molte zone dellà ¢â‚¬â„¢Africa. Questa sua vulnerabilità ƒ ha richiesto là ¢â‚¬â„¢utilizzo di fertilizzanti che un contadino africano non sempre si poteva permettereà ¢â‚¬?.
Là ¢â‚¬â„¢inadeguatezza delle due specie ha comportato negli ultimi anni una forte esigenza, da parte di molti paesi africani, di importare riso per miliardi di dollari. Uno schiaffo allà ¢â‚¬â„¢economia, insomma, ma anche un peso necessario, considerando che il riso è alla base dellà ¢â‚¬â„¢alimentazione dellà ¢â‚¬â„¢80 per cento dei Paesi poveri, tra i quali abbondano quelli africani. A tentare di risolvere questo grattacapo è arrivato il Nerica, che – ci tengono a specificarlo – pur essendo figlio della biotecnologia non è un organismo geneticamente modificato (ogm). In esso sono inglobati gli elementi migliori della specie asiatica e di quella africana, con lo scopo di aumentare la produttività ƒ e diminuire le importazioni. Inoltre, sostiene Nwanze, il riso Nerica è più nutritivo per i bambini, poichà ƒÂ© contiene valori proteinici più alti. Ma non solo.
à ¢â‚¬Å“I benefici di questa coltivazione à ¢â‚¬ promette il direttore del Warda à ¢â‚¬ si estendono anche allà ¢â‚¬â„¢ambito sociale. Il Nerica cresce e si sviluppa tra i 30 e i 60 giorni prima dei predecessori che là ¢â‚¬â„¢hanno generato. Questo permette ad agricoltori e contadini di raccogliere in anticipo rispetto ai tempi. E raccogliere in anticipo significa completare il lavoro entro settembre, che è il mese in cui molti bambini cominciano ad andare a scuola. Cosà ƒÂ¬ i genitori non li obbligheranno a lavorare nei campi, ma li faranno studiareà ¢â‚¬?.
La scommessa finora ha convinto i governi di molti paesi dellà ¢â‚¬â„¢Africa occidentale e ora si sta espandendo anche in Uganda e Kenya, a est. Intanto dai quartieri generali del Warda arrivano le prime rassicurazioni. In Guinea, Paese che per primo ha sperimentato questa nuova coltivazione, le importazioni di riso dallà ¢â‚¬â„¢estero sarebbero diminuite del 50 per cento.
Una buona notizia, soprattutto se con essa arriveranno anche i dati dellà ¢â‚¬â„¢aumento del numero di studenti nelle scuole elementari guineane.
Il nuovo riso per là ¢â‚¬â„¢Africa ha conquistato anche gli esperti della Fao, che ha ribattezzato il 2004 come là ¢â‚¬â„¢anno internazionale del riso. à ¢â‚¬Å“Il Nerica ha sicuramente un potenziale di cui là ¢â‚¬â„¢Africa puà ƒÂ² beneficiare à ¢â‚¬ commenta dagli uffici romani della Food and Agricolture Organisation, Eric Kuneman à ¢â‚¬ e la Warda sta lavorando per creare diversi tipi di riso che si adattino il meglio possibile alle rispettive zone e aree climaticheà ¢â‚¬?.
Se, a dispetto degli scettici, i semi di questa nuova coltura diventassero in futuro accessibili a tutte le aree rurali dellà ¢â‚¬â„¢Africa sub-sahariana, questà ¢â‚¬â„¢ultima potrebbe vivere una nuova rivoluzione alimentare, economica e sociale. Un bel risultato, per un continente che ha vissuto carestie dal Biafra allà ¢â‚¬â„¢Etiopia, che è entrato nel terzo millennio con milioni di bambini-lavoratori e in cui la fornitura di scorte alimentari viene usata à ¢â‚¬ come nello Zimbabwe di oggi à ¢â‚¬ come mezzo per ricattare le comunità ƒ in dissenso con il governo.
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