Nel 1982, grazie a libere elezioni, Siles Zuazo instauràƒÂ² in Bolivia un governo democratico. La prime riforme riguardarono il passaggio dellà¢â‚¬â„¢amministrazione delle miniere ai sindacati, là¢â‚¬â„¢annuncio che il debito estero non sarebbe stato pagato e, su pressioni di operai e contadini, là¢â‚¬â„¢approvazione di leggi che permettevano là¢â‚¬â„¢inserimento di queste categorie nella gestione dellà¢â‚¬â„¢economica, delle imprese statali, dei mercati, della salute e dellà¢â‚¬â„¢educazione [Antonio Graziano e Lorenzo Leonelli] Gli aggiustamenti strutturali e lo sfruttamento delle risorse
La Banca Mondiale (BM) ed il Fondo Monetario Internazionale (FMI) decisero, per tutta risposta, di bloccare i crediti ed il commercio internazionale. Si generàƒÂ² unà¢â‚¬â„¢iperinflazione con un tasso che superàƒÂ² il 30.000% annuo ed il salario medio scese a circa dieci dollari al mese. Il governo, non potendo sostenere le proteste popolari, dovette abbandonare il suo mandato e nel 1985 fu eletto VàƒÂctorio Paz Estenssoro (lo stesso della rivoluzione del à¢â‚¬â„¢52) che inauguràƒÂ² una politica neoliberale e trasformàƒÂ² la Bolivia in un precursore degli aggiustamenti strutturali. Fu varato il tristemente famoso Decreto 21060, che impose di fatto il libero commercio. Le miniere vennero chiuse in maniera da togliere forza al movimento operaio. Le riforme contemplavano, in aggiunta, là¢â‚¬â„¢eliminazione del controllo sui prezzi, la soppressione dei sussidi, la privatizzazione, la riduzione del deficit fiscale e dei salari.
Nel frattempo una parte del movimento operaio utilizzàƒÂ² la propria esperienza di organizzazione e di lotta in supporto al nascente movimento di coltivatori di coca, i cocaleros. Parallelamente un movimento indigeno, rappresentato per la maggior parte da Aymaras e Quechuas, ma anche da GuaranàƒÂ¬, prendeva forza e rivendicava il possesso della terra ed il recupero delle tradizioni. Nel 1991, con là¢â‚¬â„¢obiettivo non dichiarato di zittire i Cocaleros e le loro rivendicazioni sociali, il Parlamento autorizzàƒÂ² là¢â‚¬â„¢ingresso di militari statunitensi perchàƒÂ© partecipassero alla campagna di eliminazione delle coltivazioni di coca.
In questo contesto nacque il Movimento al Socialismo (MAS) espressione della convergenza delle lotte Indigene e Contadine, rappresentato da migliaia di comunitàƒ che, in opposizione alla distruzione delle diversitàƒ culturali, al predominio dei mercati e della logica capitalista semplicemente si limitavano ad à¢â‚¬Å“Esistereà¢â‚¬?. La vecchia logica dellà¢â‚¬â„¢Essere fu opposta a quella del Possedere.
Evo Morales, un indigeno di origine Aymara, rappresentava il volto del MAS, sebbene egli stesso dichiarasse che à¢â‚¬Å“il MAS non possiede capià¢â‚¬?. Effettivamente il nuovo movimento si presentava come una novitàƒ rispetto ai vecchi partiti tradizionali della sinistra Boliviana, con uno stile che tentava di eliminare ogni forma di autoritarismo e con là¢â‚¬â„¢obiettivo di ascoltare direttamente la voce dei movimenti di base e le loro rivendicazioni sociali. Morales, candidato alle elezioni, non riuscàƒÂ¬ ad arrivare al governo, che nel 1993 fu affidato a Gonzalo Sanchez de Losada. Losada continuàƒÂ² sulla strada delle riforme neoliberiste.
Gas e Acqua: la storia recente di sfruttamento delle risorse
Nel 2000 la Banca Interamericana di Sviluppo (BID) obbligàƒÂ² il governo del paese a privatizzare il sistema dellà¢â‚¬â„¢acqua potabile di Cochabamba, la terza cittàƒ del paese in quanto a numero di abitanti. Là¢â‚¬â„¢impresa statunitense Bechtel compràƒÂ² il sistema idrico di Cochabamba e là¢â‚¬â„¢aumento improvviso ed insostenibile del prezzo dellà¢â‚¬â„¢acqua fece sàƒÂ¬ che molte persone si vedessero sospendere il servizio, impossibilitate a pagarne le tariffe. Dopo una serie di proteste popolari, grazie alla mobilitazione delle campagne e delle cittàƒ e con una violenta risposta governativa a suon di proiettili e gas lacrimogeni, la morte di un manifestante ed il ferimento di diverse centinaia, la Bechtel fu costretta ad uscire dal paese. Là¢â‚¬â„¢impresa oggi si consola grazie alla concessione di contratti miliardari in Iraq.
Il caso di Cochabamba fu il primo al mondo in cui la volontàƒ popolare portava alla de-privatizzazione dellà¢â‚¬â„¢acqua. Qualcosa di simile avvenne lo scorso 31 ottobre, in Uruguay, quando un referendum popolare impose una modifica costituzionale secondo la quale le risorse idriche sarebberto state gestite come un bene pubblico.
Nel 2003 fu la volta delle imposte sui salari ordinate dal FMI. Il 10 di febbraio il governo boliviano annunciàƒÂ² il varo di una nuova tassa (el impuestazo) per ridurre il deficit fiscale. La perdita salariale sarebbe stata del 12,5% in media. La misura ricevette le critiche sia da parte dell’opposizione politico-sociale sia da parte imprenditoriale. L’11 febbraio i sottufficiali di polizia denunciavano il fatto che non avessero ancora ricevuto il salario di gennaio. I membri del Grupo Especial de Seguridad, il reparto antisommossa, si rifiutarono di lavorare chiudendosi in caserma.
Il 12 febbraio vi furono le prime vittime di fronte al Palacio de Gobierno a La Paz, durante il primo di una serie di scontri tra la guardia militare da una parte e poliziotti e studenti dallà¢â‚¬â„¢altra che manifestavano contro la riforma fiscale. Gonzalo SàƒÂ¡nchez de Lozada ritiràƒÂ² precipitosamente il suo piano con le seguenti parole: “Sono rattristato nel vedere come si scontrano membri delle istituzioni fondamentali della nostra democrazia. Questa situazione deve finire.” La metàƒ dei poliziotti del paese si erano uniti allo sciopero. Alla fine di 3 giorni di tensioni si contavano 33 morti e più di 150 feriti.
La à¢â‚¬Å“prima guerra del gasà¢â‚¬?
Il rieletto Gonzalo Sanchez de Lozada, prima di perdere la presidenza e fuggire allà¢â‚¬â„¢estero, fece massacrare dalle forze dellà¢â‚¬â„¢ordine 80 manifestanti che si opponevano alla cosiddetta capitalizzazione, mal dissimulato termine con cui veniva chiamata la privatizzazione del gas.
Occorre ricordare unà¢â‚¬â„¢altra à¢â‚¬Å“Guerra dellà¢â‚¬â„¢Acquaà¢â‚¬? che ebbe come protagonisti, questa volta, le cittàƒ di La Paz, la capitale amministrativa, e di El Alto. Nel 1997 là¢â‚¬â„¢impresa Aguas de Illimani (AISA), il cui principale socio è la multinazionale francese che controlla la maggior parte dellà¢â‚¬â„¢acqua nel Mondo, la Suez Lyonise des Aux, si aggiudicàƒÂ² il contratto di concessione per la gestione dellà¢â‚¬â„¢acqua potabile e dei servizi fognari delle due cittàƒ . La gestione del servizio non rappresentava esattamente quello che si puàƒÂ² definire una gestione efficiente: copertura parziale delle due cittàƒ , con molte famiglie che rimanevano à¢â‚¬Å“a seccoà¢â‚¬?, pagamento delle tariffe in dollari ed innalzamento delle stesse, bassa qualitàƒ di acqua potabile ed un elevato livello di contaminazione ambientale, rappresentavano i principali effetti della cattiva gestione dellà¢â‚¬â„¢acqua. Il malcontento alimentàƒÂ² una serie di proteste fino a quando il governo, nel gennaio 2005, si vide costretto a promettere la sospensione del contratto di gestione dellà¢â‚¬â„¢acqua con la multinazionale. Dopo cinque mesi là¢â‚¬â„¢impresa continua a gestire i servizi idrici delle due cittàƒ boliviane.
Antonio Graziano (Montevideo), Lorenzo Leonelli (La Paz)
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