Noi e la Cina

Sembra strano ma negli ultimi tempi la Cina mi tiene parecchio occupata. Proprio adesso che la Cina, con la sua crescita spedita,  crea disoccupazione in Europa. Là¢â‚¬â„¢intero mondo occidentale ha scelto di flirtare col nemico, in un modo che non si era mai sognata di fare con Cuba o con la vecchia Unione Sovietica. Almeno non cosià¢â‚¬â„¢ apertamente. Questo eà¢â‚¬â„¢ per lo meno strano, visto che la Cina non eà¢â‚¬â„¢ meno à¢â‚¬Å“pericolosaà¢â‚¬? di quanto lo fosse là¢â‚¬â„¢URSS[Christina Pezzoli, WeMa].

 

Con la quantita’ enorme di abitanti, un esercito immenso e una capacitaà¢â‚¬â„¢ nucleare sia energetica (11 impianti ad energia nucleare secondo i dati della IAEA) che militare da fare impallidire Korea, Iran e compagnia bella messi insieme, à¢â‚¬Å“noià¢â‚¬? occidentali partiamo in quarta e facciamo chiasso soltanto quando si parla di atomica nelle mani dei cosiddetti à¢â‚¬Å“stati canagliaà¢â‚¬? del famoso à¢â‚¬Å“asse del maleà¢â‚¬? USA.

La Cina, che siede con diritto di veto nel club esclusivo dei magnifici cinque dellà¢â‚¬â„¢ONU (una organizzazione che dopo il caso Iraq ha perso la fiducia di molti), eà¢â‚¬â„¢ là¢â‚¬â„¢unica che puoà¢â‚¬â„¢ dire di no avvalendosi di questo diritto di veto senza timore di venire boicottata da rappresaglie USA di vario genere e natura.

In tutte le tempeste internazionali, la Cina, con la sua indiscussa dittatura, se ne sta placida e incontrastata sulla scena mondiale. Neanche gli USA che con la loro arroganza (di ex-potenza mondiale) danno calci negli stinchi a tutti hanno poi alla fine il coraggio di passare ad zioni concrete.

E quali potrebbero essere poi? Attaccare là¢â‚¬â„¢Iraq.  col suo esercito à¢â‚¬Å“da una scarpa e una ciavattaà¢â‚¬?, era relativamente facile. Meno facile lo saraà¢â‚¬â„¢ con altri paesi, ma si potrebbero almeno usare, invece del rullo dei tamburi di guerra, grandi azioni di boicottaggio.

SàƒÂ¬ certo, ci sono gli embarghi. Come là¢â‚¬â„¢embargo di armi. La versione ufficiale eà¢â‚¬â„¢ che siccome al governo in Cina ci sono dei à¢â‚¬Å“brutti cattivià¢â‚¬? che non vogliono bene al popolo cinese  e li priva dei suoi diritti umani, gli facciamo un bellà¢â‚¬â„¢embargo di armi. Non possiamo vendere armi alla Cina. Percheà¢â‚¬â„¢ esiste anche un commercio à¢â‚¬Å“legaleà¢â‚¬? di armi. Ora questo embargo, per quello che ne so dai media ufficiali, che ogni tanto si prendono la briga di riportare trasgressioni piuà¢â‚¬â„¢ o meno palesi, eà¢â‚¬â„¢ una farsa. Come tutti gli embarghi di armi. Le aziende belliche, quando non possono vendere legalmente, possono sempre appoggiarsi ad un ampio circuito semi legale. La vendita di armi rende, eà¢â‚¬â„¢ un grosso giro. Non come gli embarghi totali tipo Iraq, che hanno provocato la morte di centinaia di migliaia di persone, alleviati da programmi scandalo-ONU quali il à¢â‚¬Å“food for oilà¢â‚¬?. In realtaà¢â‚¬â„¢ un modo come un altro per arrivare al petrolio iracheno con una pellicola di umanitarismo appiccicata sopra.

Con la Cina la faccenda eà¢â‚¬â„¢ diversa. Là¢â‚¬â„¢apertura di carattere economico al mondo esterno da parte di Pechino fa gola allà¢â‚¬â„¢occidente. Là¢â‚¬â„¢idea di un mercato quasi vergine ed inesplorato. Che importanza ha che non abbiano diritti e per la maggior parte non hanno da mangiare? Noi gli rifiliamo la telefonia cellulare, possiamo vendergli le automobili che nel resto del mondo, anche visto il costo del carburante,  non non si comprano piuà¢â‚¬â„¢. Tutti i beni di consumo insomma su cui si basano le borse e gli indici dellà¢â‚¬â„¢economia mondiale, li andiamo a vendere in Cina. Gli italiani, per esempio, sono stati fra i primi ad andarei a vendere le assicurazioni. In un paese senza garanzie di nessun tipo, per i propri cittadini, noi vendiamo le assicurazioni.

Il governo di Pechino apre alle aziende estere, offrendo un mercato del lavoro senza diritti e quindi anche per questo estremamente a basso costo. Vuoi fare affari e piazzare fabbriche in Cina, nessun problema, basta non fare domande.

Il mio manager eà¢â‚¬â„¢ stato in Cina lo scorso anno per un corso di à¢â‚¬Å“nuovo managementà¢â‚¬?. Fra le altre cose eà¢â‚¬â„¢ stata visitata una fabbrica di palloni per lo sport. Quei palloni in cuoio che qui costano svariate decine di euro, vengono fabbricati in Cina da gente che per la maggior parte viene dalle zone agricole. Unà¢â‚¬â„¢agricoltura minima senza prospettiva. I giovani preferiscono quindi lavorare in queste fabbriche, Vivono in queste fabbriche, ci sono i dormitori e le mense, per potere lavorare 16 ore al giorno. Le condizioni della sicurezza e la prevenzione contro l’esposizione a sostanze tossiche: inesistenti. Cassa malattia, liquidazione, vacanze, pensione: mai sentiti nominare. 

Ed e’ questo che, qui in occidente, ci rimprovera “il capitale”: siamo troppo cari, dobbiamo competere con l’irresistibile ascesa del mostro cinese, che ha un incremento annuo del pil del 10%!! Roba da collasso.

Guardavo, la settimana scorsa, il video dello spettacolo di Beppe Grillo a Roma dell’aprile del 2005. Grillo giustamente faceva notare che e’ impossibile competere ad armi pari con la Cina. Non ci puo’ essere competizione fra gli esseri umani e le bestie. I diritti dei lavoratori, guadagnati nel mondo occidentale nel corso di 250 anni dall’inizio dell’industrializzazione, e i diritti umani e civili di cui godiamo costituiscono una differenza che non permette paragoni.

Il “problema cinese”, a mio avviso sta proprio qui. Per la politica e l’economia la Cina e’ fonte di guadagno (leggi sfruttamento) e alla mancanza di diritti umani e civili non viene dato il peso che invece e’ giusto esigere. Non si va piu’ in la’ dall’esprimere il rammarico di circostanza che e’ di dovere nelle esternazioni ufficiali. Non si usa il linguaggio che invece si applica senza troppi giri di parole con paesi come l’Iran o la Korea.

Lo sfruttamento dell’individuo in Cina poi ha travalicato il limite dell’etica, quando i suoi organi vengono messi in vendita per i trapianti su internet. Non nel circuito illegale, ma sui siti di ospedali specializzati situati in Cina. La vita e’ sicuramente uno dei diritti umani che per il governo di Pechino ha meno valore.

Il sistema dei trapianti, riportava questa settimana il programma di informazione Netwerk alla TV olandese, funziona in questo modo. Il soggetto in attesa di trapianto si iscrive ad uno di questi ospedali ed essi cercano un soggetto compatibile nelle carceri cinesi. Quando il soggetto e’ stato trovato, il paziente va in Cina e viene preparato per l’operazione, viene “giustiziato” il soggetto compatibile, e viene effettuato il trapianto. Quando il paziente occidentale e’ in grado di viaggiare viene rimandato a casa. Il soggetto cinese, che tanto e’ un vuoto a perdere perche’ viene ammazzato comunque, non ci scordiamo che anche solo per frode in Cina la pena e’ un colpo di pistola in testa, rende in questo modo parecchi soldi al suo governo.

Intervistato da Netwerk un familiare di un paziente in attesa di trapianto ha ammesso che inizialmente si era spaventato trovando le informazioni e i siti su internet, poi ha ammesso che l’opzione cinese non gli sembrava impensabile. Calcolando che se hai bisogno di un trapianto di reni, il rene trapiantato al di fuori del “contenitore originario” ha una durata limitata, significa che un soggetto si trova davanti alla prospettiva, per allungare la sua probabilita’ di vita, ad un trapianto ogni 7/8 anni. Se hai ventà¢â‚¬â„¢anni e ne vuoi vivere altri 20 circa, una opzione e’ quella di prenotare almeno altre tre esecuzioni in Cina.

Se si mettono in sieme tutti questi elementi, alla fine da una democratizzazione della Cina non ci guadagna nessuno: non i governi, non le aziende e, a quanto pare, neanche noi comuni mortali.

Per dirla con Grillo, non solo abbiamo toccato il fondo, ma quando lo abbiamo raggiunto abbiamo cominciato a scavare.

NdA: Per chi invece ancora pensa che valga comunque la pena di farsi sentire, workingforchange.com ha iniziato unà¢â‚¬â„¢azione per inviare una e-mail di protesta a Google che ha accettato di à¢â‚¬Å“censurareà¢â‚¬? il proprio motore di ricerca in favore di un accesso al mercato internet cinese.

Tutti possono contribuire e mandare una e-mail. WFC vi chiede anche di personalizzare il messaggio standardizzato prima di inviarlo.

http://www.workingforchange.com/activism/action.cfm?itemid=20282&afccode=wfchsa

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