Ulises Ruiz, governatore dello stato di Oaxaca in Messico, riconosce che l’80% degli arrestati in seguito agli scontri del 25 novembre sono innocenti. Intanto le Ong e diversi osservatori internazionali hanno evidenziato detenzioni arbitrarie e processi irregolari [Antonio Pagliula]. Non solo, una direttiva dei movimenti annuncia anche la convocazione di una assemblea popolare tra i diversi gruppi che possa permettere di “defender nuestros derechos ante la rapaz política neoliberal”, ossia difendere i loro diritti dalla spietata politica neoliberale.
Intanto proprio in concomitanza alla manifestazione torna a parlare il governatore Ulises Ruiz che a sorpresa ammette che “l’80% degli arrestati negli scontri del 25 novembre dal gruppo operativo guidato dalla polizia federale preventiva (PFP) non ha nessun vincolo con la APPO”. Questa situazione, avvertono gli avvocati dei detenuti e i difensori dei diritti umani, costituisce una esplicita privazione illegale della libertà. C’è da aggiungere che, per il momento, solo tre delle 214 persone arrestate sono state liberate, dopo aver pagato 108’000 pesos di cauzione (circa 13’000 euro), perché riuscite a dimostrare di non essere responsabili di alcun tipo di azione vandalica avvenuta quel giorno ma di essere solo osservatori internazionali, lì per la tutela dei diritti umani.
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