L’addio di Kofi Annan

“I diritti umani e i principi di legalità sono vitali per la sicurezza globale e la prosperità. Come disse Truman: “Dobbiamo, una volta e per sempre, dimostrare definitivamente con le nostre azioni che il diritto ha potere””. Con l’esortazione agli Stati Uniti a “rimanere fedeli ai “propri ideali e obiettivi” nel segno della difesa dei diritti umani e del multilateralismo” e la menzione delle “cinque lezioni” apprese nei dieci anni trascorsi alla guida dell’Onu, Kofi Annan ha salutato la comunità internazionale, rivolgendosi in modo particolare al popolo statunitense [Cinzia Agostini].

Il segretario generale delle Nazioni Unite, che alla fine del mese verrà succeduto dal sudcoreano Ban Ki-Moon, ha pronunciato il suo discorso di commiato presso il Museo e Biblioteca presidenziale Harry Truman, a Indipendence nel Missouri, nel segno del ricordo del 33° presidente degli Stati Uniti, “capomastro e leale sostenitore” dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.

“Gli Stati Uniti – ha dichiarato il Segretario generale, secondo fonti Misna – sono stati storicamente all’avanguardia nel movimento globale di difesa dei diritti umani, ma questo primato può essere mantenuto solo se l’America rimane fedele a questi principi, anche nella lotta al terrorismo. Se invece sembra abbandonare i propri ideali e obiettivi, è naturale che i loro amici all’estero restino preoccupati e confusi”. Annan ha quindi letto alcuni passi di un discorso pronunciato da Truman il  25 aprile del 1945 all’apertura della conferenza di fondazione dell’Onu di San Francisco: “Nessun paese può legittimarsi da solo agli occhi degli altri. Quando la potenza, specialmente la forza militare, viene utilizzata, il mondo la considererà legittima solo se si convincerà che viene usata per giusti scopi, per propositi condivisi largamente, in accordo con le norme accettate generalmente”.

Cinque principi ha poi affermato di aver imparato in questi dieci anni di lavoro nel Palazzo di vetro:  “Ognuno di noi è responsabile della sicurezza altrui”; “Possiamo e dobbiamo dare a ognuno la possibilità di beneficiare del benessere globale”; “Sicurezza e benessere dipendono dal rispetto dei diritti umani e dei principi di legalità”; “Gli Stati devono essere responsabili delle loro azioni nell’arena internazionale come in quella nazionale”; “Possiamo realizzare tutte queste cose solo lavorando insieme attraverso un sistema multilaterale e usando nel miglior modo possibile l’unico strumento lasciatoci in eredità da Harry Truman e dai suoi contemporanei: le Nazioni Unite”.

Nella sua conclusione Annan ha ribadito l’importanza che tutti gli attuali membri del Consiglio “accettino la speciale responsabilità che accompagna il loro privilegio”, mentre “per offrire una maggiore rappresentatività alle parti del mondo che oggi hanno voce limitata” ha sottolineato la necessità dell’inserimento di nuovi membri, su base permanente o a lungo termine.

Cinzia Agostini 

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