Le borse mondiali in caduta libera, tanto che qualche economista ha accostato queste giornate nere per l´economia mondiale al crack del 1929, mentre altri negano in assoluto che l´allarme sia così alto. E anzi, lo portano come dimostrazione del fatto che il sistema si sia vaccinato fino al punto di reggere colpi del genere, attraverso gli interventi delle banche centrali [Diego Barsotti, Greereport.it].
E dal nostro punto di vista la crisi attuale innescata dei mutui statunitensi non fa altro che dimostrare come la finanziarizzazione dell´economia agisca ignorando del tutto il nodo della sostenibilità e perciò della riproducibilità delle risorse che pure stanno alla sua base. Tanto che anche le materie prime sono crollate: se nei giorni scorsi era stato soprattutto il bisogno di liquidità a generare vendite sulle materie prime, ora cresce la preoccupazione che questo protrarsi della crisi possa avere ripercussioni anche sul “mondo reale”, ovvero sulla crescita economica, e quindi sui consumi di materia prima, che stanno alla base della catena.
E in effetti sebbene il segretario al Tesoro Usa Henry Paulson si sia sgolato per convincere gli americani che non ci sono rischi di recessione, il luglio appena trascorso ha segnato il record negativo ‘esemplare’: quello delle case in costruzione, il più basso degli ultimi dieci anni, con un calo del 6,1% rispetto a giugno ma soprattutto con la conferma di una tendenza al ribasso che ha contraddistinto tutto il 2007.
Forse potrebbe apparire paradossale dunque, ma in realtà questo sistema ormai totalmente finanziarizzato costituisce una minaccia grave e sempre più pressante anche per chi detiene il potere economico: la svalutazione massiccia del capitale è un rischio reale, a meno che non si cominci a pensare a regole che vadano in direzione della riproducibilità delle risorse, ovvero a una riconversione ecologica dell´economia.
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