Lo scorso 10 luglio, alla Corte Suprema di Cassazione di Roma, Beppe Grillo ha depositato una richiesta di legge popolare per un Parlamento Pulito. I tre punti della proposta: no ai parlamentari condannati, no ai parlamentari di professione (solo due legislature), no ai parlamentari scelti dai segretari di partito. I tre punti della proposta sono:
1- NO AI PARLAMENTARI CONDANNATI. No ai 25 parlamentari condannati in Parlamento – Nessun cittadino italiano può candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva, o in primo e secondo grado e in attesa di giudizio finale.
2- DUE LEGISLATURE. No ai parlamentari di professione da 20 e 30 anni in Parlamento – Nessun cittadino italiano può essere eletto in parlamento per più di due legislature. La regola è valida retroattivamente.
3- ELEZIONE DIRETTA. No ai parlamentari scelti dai segretari di partito – I candidati al parlamento devono essere votati dai cittadini con la preferenza diretta.
Dalla Gazzetta Ufficiale:
“Ai sensi degli articoli 7 e 48 della legge 25 maggio 1970, n. 352, si annuncia che la Cancelleria della Corte Suprema di Cassazione, in data 10 luglio 2007 ha raccolto a verbale e dato atto della dichiarazione resa da dieci cittadini italiani, muniti dei prescritti certificati di iscrizione nelle liste elettorali, di voler promuovere una proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo: “Riforma della legge elettorale della Camera e del Senato riguardante i criteri di candidabilita’ ed eleggibilita’, i casi di revoca e decadenza del mandato e le modalita’ di espressione della preferenza da parte degli elettori”.
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