A Torino la prima Festa dell’Economia Solidale

Il 29 Novembre a Torino, si tiene la prima Festa dell'Economia Solidale, una giornata di presentazione che segna l'avvio del Distretto di Economia Solidale di Torino.
(Andrea Saroldi)


Durante la giornata si incontrano con la cittadinanza, attraverso le loro idee ed i loro prodotti, diverse realtàƒ che praticano forme di economia rispettose dell'uomo e dell'ambiente, e improntate alla cooperazione e alla solidarietàƒ . Tutte realtàƒ , botteghe del commercio equo e solidale, produttori biologici, finanza etica, gruppi di acquisto solidale, cooperative sociali, associazioni culturali, che sono da tempo attive sul territorio di Torino.

La Festa si tiene in Piazzetta delle Erbe (Piazza del Municipio) dalle 10
alle 18.

Per informazioni:  posta elettronica des.to@libero.it, tel. 011-450.12.50 (ore ufficio, AIAB)

PERCHE' UNA FIERA?

PerchàƒÂ© una fiera, con banchetti e punti informativi, per raccontare un progetto di economia alternativa e non, semplicemente, un convegno o una conferenza?

Innanzi tutto perchàƒÂ© la piazza è luogo di incontro aperto a tutti, in cui raccontare le nostre idee ma anche mostrare quello che produciamo, insomma presentare quello in cui crediamo e quello che, quindi, facciamo.  Come distretto vogliamo dare forza ad una nuova economia, in cui le idee e i valori determinano gli strumenti e il modo di operare, in cui i fini non giustificano i mezzi, in cui l'attivitàƒ economica e di scambio è solo una parte di un processo più grande e più complesso.

E crediamo in un mercato diverso da quello tradizionale, in cui le persone (produttori, lavoratori, consumatori) recuperano un ruolo centrale e vedono riconosciuta la propria dignitàƒ rispetto alla prepotenza del denaro. Un'alternativa all'economia capitalista basata sui principi della collaborazione solidale e sulla ricerca di una nuova prassi, di un “vivere bene” della societàƒ nel suo complesso.


LE RETI DI ECONOMIA SOLIDALE

Questo “nuovo benessere” è una teoria politica e sociale, ma insieme una pratica economica giàƒ in atto da tempo in Europa e nel mondo, soprattutto in Sud America, e che ha dato avvio alla strategia delle reti di economia solidale, circuiti in cui fluiscono beni e servizi ma anche conoscenze e informazioni.

In paesi come Brasile e Argentina questa nuova economia ha coinvolto innanzitutto le fasce povere, che si sono organizzate in cellule di  consumo e produzione e hanno dato vita a reti di economia solidale. Reti dove il lavoro non viene separato dall'uomo, le merci non sono separate dai bisogni, i lavoratori non sono alienati dalla produzione.

E la rete è una nozione fondamentale, perchàƒÂ© presuppone la volontàƒ di unirsi e di condividere capacitàƒ e conoscenze. Autogestione, cooperazione, partecipazione sono i legami che creano le reti: cosàƒÂ¬ le iniziative possono conoscersi e farsi conoscere, aiutare e farsi aiutare, innescare nuovi processi economici e migliorare il contesto sociale ed ecologico in cui operano. Sostenersi a vicenda permette di trovare sempre più spazi ed energie per soddisfare i propri bisogni e dare forza alle proprie idee.


LA RETE ITALIANA

Questi valori di democrazia, sostenibilitàƒ ecologica e attenzione alla persona sono la ragione per cui possiamo chiamare questa nuova economia “socio-economia”. E sono il vero valore differenziante da cui ha preso avvio l'esperienza dell'economia solidale nei nostri paesi, qui dove la povertàƒ e l'esclusione, il bisogno economico in senso stretto, non sono cosàƒÂ¬ primari ed impellenti.

Da noi la spinta fondamentale nasce dal desiderio di un'economia finalmente sostenibile e solidale, sensata ed umana, che ha come fine un consumo di benessere e non di spreco.

La creazione della rete di italiana economia solidale è stata promossa dalla Rete di Lilliput e si è sviluppata con il sostegno delle Botteghe del Mondo, dei Gruppi di Acquisto Solidali, delle Cooperative Sociali, della organizzazioni di finanza etica (MAG, Banca Etica), di turismo responsabile e dei produttori biologici.

Vuole essere un “laboratorio” di sperimentazione, una risposta ai processi disgregativi della globalizzazione, un modo di produrre ricchezza in condizioni di sostenibilitàƒ ambientale e sociale, e si rivolge alle molte realtàƒ italiane che giàƒ operano nell'economia solidale, ma anche a tutti i movimenti di cittadini e di consumatori che ricercano uno stile di vita a misura d'uomo ed ecologicamente armonico.


I DISTRETTI LOCALI.

Per attivare la rete è fondamentale la nascita dei distretti, reti locali in grado di collegare sul territorio le diverse esperienze presenti e che si basano sui principi fondamentali della dimensione locale e della sostenibilitàƒ sociale ed ecologica.  Attraverso i distretti vogliamo privilegiare la produzione locale e con essa i piccoli produttori, e dare valore alle caratteristiche del territorio (conoscenze e saperi tradizionali, peculiaritàƒ ambientali e sociali), che sono ricchezze da accrescere e non risorse da sfruttare.

La sostenibilitàƒ sociale richiede un'equa distribuzione dei proventi sia tra sia tra membri del distretto che fra le diverse aree del sistema economico, tanto al Nord quanto al Sud del Mondo, nell'ottica più generale di un benessere condiviso.

Per quanto riguarda la sostenibilitàƒ ecologica, infine, crediamo che sia strategica la chiusura locale dei cicli bio-economici: svolgere le proprie attivitàƒ in modo da ridurre l'impronta ecologica dei beni e servizi offerti permette non compromettere, nel lungo periodo, gli ecosistemi.

La realizzazione di questi principi presuppone anche la partecipazione ttiva e democratica alla gestione dei processi economici, l'impegno a destinare gli utili a scopi sociali e la disponibilitàƒ a confrontarsi e a condividere con altri idee e proposte.

Il distretto è formato dalle imprese dell'economia solidale (cooperative sociali, cooperative di produzione, piccoli produttori biologici, cooperative di servizio, organizzazioni di finanza etica, etc.), dai gruppi
di consumatori e da tutte le altre associazioni che vogliono favorire lo sviluppo dell'economia solidale sul proprio territorio.


IL DISTRETTO DI ECONOMIA SOLIDALE DI TORINO (DESTO)

Nel territorio della Provincia di Torino abbiamo quindi deciso di sperimentare la strategia delle reti, con un esperimento pilota di distretto, il D.E.S.TO, di cui la Festa del 29 novembre è il primo atto pubblico.

Tutti le diverse cellule del distretto, produttori, distributori, consumatori, si impegnano ad operare in mutua collaborazione nell'approvvigionamento di beni e servizi, considerando fornitori prioritari gli aderenti locali al distretto, e con il fine di attivare circuiti – sia
economici che di fiducia – che sappiano sostenere le realtàƒ partecipanti e sviluppare le potenzialitàƒ del distretto.

Inoltre, crediamo che sia fondamentale diffondere la cultura dell'economia solidale, con un investimento culturale sia tra gli appartenenti alla rete che verso l'esterno: in questo senso la prima necessitàƒ è l'azione informativa e formativa e proprio per questo, e per dare visibilitàƒ al distretto, abbiamo scelto di dare vita alla Festa dell'Economia Solidale.

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