Un colossale Piano di sviluppo turistico della Regione Veneto minaccia Caorle e Bibione con un milione e mezzo di metri cubi di cemento e sette nuovi porti turistici.La Regione Veneto, in sintonia con quasi tutti i comuni interessati, ha elaborato e si appresta ad approvare entro le prossime settimane un colossale piano urbanistico, conosciuto come PALALVO (Piano di area delle lagune e dell'area litorale del Veneto Orientale), che produrràƒ effetti devastanti sulla costa del Veneto Orientale e sui valori ambientali che ancora essa conserva.
OASI NATURALISTICHE – Questo tratto di costa veneta vede la presenza di due importanti stazioni del turismo balneare, Bibione e Caorle, rispettivamente con 4,5 e 3,5 milioni di presenze turistiche annuali. A pagare il prezzo di questa fiorente economia turistica è stato soprattutto il territorio, che ha dovuto sopportare, dagli anni '60 ad oggi, il peso di imponenti urbanizzazioni. Tuttavia si conservano importanti oasi naturalistiche, quali la piccola e preziosa Laguna di Caorle resa famosa da Hemingway, il selvaggio litorale di Valle Vecchia, le valli arginate di Bibione e quel prodigioso serbatoio di biodiversitàƒ che è la foce del Tagliamento.
Tutte queste aree sono state designate dall'Unione Europea zone SIC (Siti di Importanza Comunitaria), ZPS (Zone di Protezione Speciale) e IBA (Important Bird Areas) ai sensi delle direttive “Habitat” 92/43/CEE ed “Uccelli” 79/409/CEE, per il valore degli habitat e la loro ricchezza floro-faunistica. Ora su questo territorio sta per calare il piano d'area della Regione, il PALALVO, il quale, benchàƒÂ© sia stato presentato come piano per la salvaguardia delle emergenze ambientali delle aree lagunari, in realtàƒ è stato concepito per dare un nuovo impulso all'edilizia turistica e ultimare l'opera di cementificazione del territorio.
IL PIANO – A Caorle il PALALVO prevede una sconcertante costellazione fatta di 7 nuovi porti turistici, per un totale di 3.500 posti barca (che si sommano ai 1.200 attuali), con annessi volumi di edificazioni turistiche pari a 1.500.000 metri cubi per 18.000 posti letto su 450 ettari di superficie. A Bibione, localitàƒ che ha ottenuto la certificazione ambientale EMAS, è in arrivo un altro milione di metri cubi di seconde case, un contestatissimo porto con villaggio turistico nel bel mezzo dell'oasi di foce Tagliamento e il raddoppio dei posti barca nel porto lagunare di Baseleghe.
LO SCENARIO FUTURO – Lo scenario che si profila desta fortissime preoccupazioni tanto rispetto alle questioni ambientali, se si pensa che i canali lagunari saranno ridotti a banali super-strade per migliaia di motoscafi (con impatti da inquinamento, erosione per moto ondoso, ecc.), quanto rispetto a considerazioni socio-economiche, dato che continuare a perseguire un modello di sviluppo aggressivo, ancora fatto di metri cubi, in queste realtàƒ a à‚«turismo maturoà‚», ormai giunte all'apice della crescita quantitativa, puàƒÂ² innescare fatali effetti boomerang legati al sovraffollamento, alla perdita di identitàƒ dei luoghi, al collasso della viabilitàƒ , con un generale degrado della qualitàƒ della vacanza per i turisti e della vita per i residenti.
L'INTERVENTO DEL COMMISSARIO EUROPEO – Recentemente sulla travagliata vicenda PALALVO si è registrato l'intervento del Commissario Europeo per l'Ambiente, Margot WallstràƒÂ¶m, che ha diffidato la Regione Veneto a rispettare le normative comunitarie per le aree SIC delle lagune, pena la procedura d'infrazione, che comporta la sospensione dei finanziamenti comunitari. I comitati e le associazioni (tra cui WWF, Legambiente e VAS), che da tempo si sono attivati per contrastare il PALALVO, hanno ottenuto il rinvio dell'approvazione del piano, e l'appoggio e il consenso della popolazione e delle stesse categorie economiche, come gli albergatori. Si chiede una revisione generale del piano, con il drastico ridimensionamento delle previsioni urbanistiche, lo stralcio dei progetti che producono effetti su laguna e foce Tagliamento, la prioritaria riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, e l'istituzione del Parco Naturale della Laguna, unica garanzia di lungo termine per la conservazione e la corretta gestione, anche in chiave eco-turistica, di questo fondamentale patrimonio ambientale.
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