La propaganda e la realtà

Da quando ci siamo messi a fare le guerre per gli altri, lo stato della nostra conoscenza è una quotidiana accettazione della menzogna o del silenzio, una quotidiana condanna a prendere per vere notizie che sappiamo false o manipolate. Sappiamo che la verità grossomodo esiste, nelle sue grandi linee, nei suoi grandi dati di fatto e soprattutto nei suoi effetti, come esiste un'etica, uno stile, un buongusto, ma oggi stanno sempre in un luogo irraggiungibile. Si può al massimo rimpiangerli, evocarli, celebrarli fra pianti e sospiri ma non riportarli fra le normalità della vita. Se si tenta di farlo si finisce immediatamente in qualche infame “anti”. [Giorgio Bocca – La Repubblica – 7/3/2005]


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