Risultati eclatanti per il sistema di raccolta dei rifiuti urbani “Porta a portaâ€� sperimentato a Capannori, in provincia di Lucca. In pochissime settimane la raccolta differenziata dei rifiuti, nelle frazioni coinvolte dalla raccolta domiciliare, é schizzata dal 38 ad oltre l’80%. Un risultato importantissimo, tra i più alti in tutta Italia ma non solo [Alessio Ciacci]. Come é nato il progetto
Marlia, Lammari e Guamo sono le tre frazioni coinvolte nel progetto, per un totale di oltre 10 mila cittadini coinvolti, ovvero oltre il 20% della popolazione del comune. La sperimentazione, avviata nel 2005 nel piccolo paese di Guamo, aveva dato risultati già molto buoni: venivano differenziati il 77% dei rifiuti. Ma con l’ampliamento del sistema a Marlia e Lammari, i due paesi più popolosi del comune, il risultato é stato ancor più eclatante.
Negli stessi mesi, la raccolta porta a porta sperimentata nel centro storico di Lucca ha ottenuto risultati deprimenti, addirittura inferiori a quelli del precedente sistema a cassonetti. Dov’é, allora, la chiave per comprendere il successo di Capannori?
Una buona progettazione e, soprattutto, grande partecipazione dei cittadini!
Nei mesi precedenti all’avvio del nuovo sistema di raccolta si sono moltiplicate assemblee pubbliche, incontri con la cittadinanza, le associazioni ed i comitati cittadini. La partecipazione degli abitanti alla fase di progettazione ed ideazione di questa rivoluzione ambientale ha dato una spinta in più alla raccolta “Porta a portaâ€�.
Le associazioni locali sono state coinvolte direttamente nell’informazione capillare alle famiglie realizzata per ogni nucleo abitato, con tanto di calendario dei giorni di raccolta, sacchetti e bidoncini colorati. l’azienda pubblica Ascit [1] ed il Comune di Capannori[2] hanno messo in campo tutto l’impegno possibile per coinvolgere ed informare i cittadini; ed i risultati non si sono fatti attendere.
I primi risultati
I risultati, fin dai primi giorni, parlano da soli. Nel mese di febbraio 80,13% di raccolta differenziata, 82,80% a marzo ed 81,54% ad aprile.
In soli due mesi oltre 600 tonnellate di rifiuti sono stati risparmiati alle discariche, ovvero oltre 3.600 tonnellate ogni anno: montagne di inquinanti re-immessi nel ciclo produttivo, attraverso il recupero ed il riciclaggio. In due mesi 165 tonnellate di umido, 170 di carta, 106 di multimateriale (vetro, plastica e lattine) sono stati risparmiati ai cassonetti.
“Siamo molto soddisfatti -commenta il presidente di Ascit, Carlo Pierotti- e sentiamo di dover ringraziare gli abitanti delle due frazioni, che si stanno impegnando molto e stanno rispondendo nel migliore dei modi.
“Il comune di Capannori –afferma l’Assessore Regionale all’Ambiente Marino Artusa- ha dimostrato che con il coraggio e l’inventiva si può fare moltissimo. La raccolta porta a porta dei rifiuti che coinvolge cittadini ed aziende va nella direzione, di fondamentale importanza, di una progressiva diminuzione del quantitativo dei rifiutiâ€�
Il “porta a porta� come alternativa agli inceneritori
In queste ultime settimane, specialmente in Toscana ma non solo, é forte la mobilitazione di comitati e movimenti contro la costruzione di nuovi grandi impianti di incenerimento (detti anche di “termovalorizzazioneâ€�). Studi specializzati dimostrano la rilevante incidenza di malattie tumorali nelle località adiacenti a questo tipo di impianti che arrivano a bruciare anche centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti ogni anno, con la conseguente produzione di ulteriore inquinamento attraverso acqua, aria e ceneri pericolose.
Lo scorso 24 Aprile, assieme a centinaia di persone, in un convegno organizzato a Firenze, c’erano anche Beppe Grillo ed il Dott. Montanari, Direttore Scientifico del laboratorio Nanodiagnostics di Modena. Tema del convegno la pericolosità delle nanoparticelle (quelle più piccole delle famose PM10) che si sprigionano con l’incenerimento dei rifiuti e che sono dannose per l’uomo e fonte di gravi patologie.
Il Progetto del “Porta a portaâ€� avviato a Capannori dimostra che é possibile e vantaggiosa una diversa gestione dei rifiuti urbani, che non punti al loro incenerimento, bensì, al recupero e al riciclaggio della materia.
I vantaggi sono anche economici
I vantaggi del “Porta a portaâ€� sono anche economici ed occupazionali. Infatti, sebbene siano stati assunti nuovi operatori ecologici per la raccolta domiciliare dei rifiuti, il mancato conferimento di grandi quantità di rifiuti in discarica (o peggio ancora presso gli impianti di incenerimento) ha comportato evidenti benefici economici anche per l’azienda municipalizzata.
Con risultati così eccellenti, annuncia il Sindaco Giorgio del Ghingaro, il sistema sarà presto esteso anche a molte altre frazioni del comune di Capannori.
l’importanza della riduzione e della prevenzione dei rifiuti
Ma i grandi risultati non si fermano qui. Oltre ad una quasi totalità di differenziazione e di recupero dei rifiuti a Capannori si assiste anche ad una notevole riduzione dei rifiuti.
Merito del sistema “Porta a portaâ€�, che educa la cittadinanza ad avere un rapporto più attento ai rifiuti, ma anche di un’iniziativa partita da due anni che punta all’autocompostaggio domestico della frazione organica. Ogni famiglia può usufruire della riduzione del 10% dalla tassa se smaltisce autonomamente, nel proprio spazio verde, scarti alimentari e da giardino. Così, ogni mese, diverse tonnellate di organico spariscono dal ciclo dei rifiuti e diventano risorsa per le famiglie che così possono autoprodursi naturalmente il proprio compost.
Non bastano, però, questi risultati ad Eugenio Baronti, Assessore all’Ambiente del Comune di Capannori, che già sta progettando nuove e coraggiose iniziative per la riduzione dei rifiuti.
Una di queste, ad esempio, prevede la realizzazione di una “Via della buona Acquaâ€�, un modo per far conoscere meglio a tutti i cittadini che vivono o attraversano il comune, la presenza di fonti da cui sgorga una buona ed ottima acqua. Ad ogni capofamiglia sarà inoltre consegnata una brocca con il logo della “Via della buona Acquaâ€�. Obiettivo del progetto é soprattutto ridurre il consumo dell’acqua in bottiglia, fonte rilevante di rifiuti ed inquinamento.
Ma anche l’ATO [3] non é rimasto insensibile ed ha avviato una ricerca per monitorare tutte le principali esperienze in campo nazionale ed internazionale sulle principali esperienze di riduzione dei rifiuti.
Cambiare si può!
Marlia e Lammari dimostrano che la cittadinanza é felice di poter contribuire a ridurre l’impatto ambientale dei propri stili di vita e cercare di chiudere il cerchio dello spreco di risorse che si perpetua nel nostro paese. Cambiare si può, le alternative esistono, basta volerle!
Alessio Ciacci
Per contatti ciacci@lillinet.org
[2] www.comune.capannori.lu.it
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