Iraq: truppe americane massacrano una famiglia

E’ stato comunicato ieri (20 marzo 2006, ndr) che la polizia irachena ha accusato soldati americani di aver giustiziato 11 civili iracheni, inclusi 4 bambini e un  neonato di 6 mesi, in un raid mercoledì nella città di Balad. Le accuse sono contenute in un rapporto della polizia irachena su  queste uccisioni, ottenuto e pubblicato dalla agenzia di stampa Knight Ridder. Il rapporto è emerso in un momento in cui si sta svolgendo un’indagine criminale della marina USA riguardante un evento precedente, in  novembre, per il quale i Marines sono accusati di aver giustiziato 15  civili iracheni ad Haditha come rappresaglia per un attacco dinamitardo  contro una pattuglia USA [Julian Borger, The Guardian].

L’incidente della scorsa settimana nel villaggio di Abu Sifa, vicino a  Balad, è di particolare rilievo a causa della serietà delle accuse ed  il fatto che queste accuse compaiono in un rapporto ufficiale di polizia  firmato da ufficiali iracheni.

Dopo aver fatto una lista di altri incidenti nell’area, il rapporto  datato 15 marzo dichiara: “Forze americane hanno utilizzato elicotteri per  fare scendere delle truppe sulla casa di Faiz Harat Khalaf situata nel  villaggio di Abu Sifa nel distretto di Ishaqi. Le forze americane hanno  riunito i membri della famiglia in una stanza ed hanno giustiziato 11 persone, incluso cinque bambini, quattro donne e due uomini, poi hanno  fatto esplodere la casa, bruciato tre veicoli ed ucciso i loro animali.”  Tra le vittime che il rapporto elenca vi sono due bambini di cinque  anni, due di tre anni e un noeonato di 6 mesi.

L’esercito USA ha dichiarato che le morti sono occorse quando le truppe  USA hanno eseguito un raid in una abitazione per inseguire un sospetto  di al-Qaida e che solo quattro persone sono state uccise. Il Maggiore  Tim Keefe, un portavoce dell’esercito americano a Baghdad ha detto: “In  una stima del danno da combattimento, i rapporti inizialmente pervenuti, hanno detto che quello che hanno visto [i Marines NDT] erano quattro  persone uccise – una donna e due bambini e un nemico – e che hanno arrestato un nemico.”

Il Brigadiere Generale Issa al-Juboori, che comanda il centro di  coordinamento comune a Tikrit, si è schierato al lato del rapporto della  polizia irachena e ha detto che conosce l’ufficiale di polizia che sta  portando avanti le indagini. “E’ un poliziotto pieno di dedizione, e un  buon agente. ” Ha detto il Generale Juboori a Knight Ridder. “Io gli  credo.”

Entrambe le versioni dell’accaduto sono daccordo sul fato che vi è  stato uno scontro a fuoco durante le prime ore della mattinata quando le  truppe USA hanno eseguito un raid in una abitazione all’interno della quale si credeva stesse facendo visita un sospetto militante di al-Qaeda. La versione dell’accaduto americana sostiene che l’abitazione è collassata come risultato dello scontro a fuoco, uccidendo due donne, un  bambino e un uomo sospettato di avere legami con al-Qaeda. Il sospettato è sopravvissuto ed è stato catturato. Ma il rapporto della polizia  irachena suggerisce che le uccisioni sono state eseguite mentre l’abitazione  era ancora integra. Un comandante di polizia locale, il Tenente  Colonnello Farooq Hussain, ha detto che le autopsie dell’ospedale “hanno rivelato che tutte le vittime presentavano fori da proiettile nella testa e che i loro corpi erano stati ammanettati “.

Il Maggiore Keefe ha dichiarato: “Ho visto quelle foto [dell’autopsia]  e non sembrava che vi fossero tracce di manette.”

Nell’incidente dello scorso anno a Haditha, Le truppe americane sono  state accusate di aver ucciso dei civili dopo un attacco dinamitardo. Un  rapporto iniziale dei Marine sull’accaduto sostiene che una bomba  sistemata sulla strada il 19 di novembre dello scorso anno a ucciso un  caporale maggiore e 15 civili iracheni. Ma ulteriori indagini hanno rivelato  che i civili sono stati colpiti da armi da fuoco dei Marine dopo il  verificarsi dell’esplosione.

Una bambinoa di nove anni che è sopravvissuta, Eman Waleed, e che  viveva in una casa a 150 metri dal lugo in cui è avvenuto l’attacco ha  dichiarato al settimanale Time che dopo l’esplosione suo padre iniziò a  leggere il Corano. “Prima sono entrati nella stanza di mio padre, dove stava leggendo il Corano, e poi abbiamo sentito degli spari,” ha detto la bambina. “Io non potevo vedere i loro volti molto bene, solo i loro fucili che spuntavano dalla porta. Li ho visti sparare a mio nonno prima
sul torace e poi in testa. Poi hanno ucciso mia nonna.”

Time ha citato degli ufficiali che hanno familiarità con le indagini in  corso che hanno sostenuto che i Marine avevano pensato di aver sentito  il rumore di un fucile che veniva scarrellato dentro la casa e che  questi per paura di essere vittima di un’imboscata hanno fatto irruzione da  due porte simultaneamente aprendo il fuoco.

Note:
traduzione per Peacelink di Tom Corradini (www.tomcorradini.it)

Articolo originale:
http://www.guardian.co.uk/Iraq/Story/0,,1735748,00.html

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