Acqua: da Caracas al Messico

I primi mesi del 2006 sono stati mesi caldi in relazione alla problematica delle gestione delle risorse idriche a livello internazionale da parte dei movimenti. Da un lato la presenza di coalizioni globali per la gestione delle risorse idriche a livello internazionale. Tra queste figurano il Partenariato Globale dell”Acqua (GWP, dall”inglese Global Water Partnership) ed il Consiglio Mondiale dell”Acqua che, costituiti da rappresentanti di governi, multinazionali, agenzie intergovernative ed alcune grandi ONG, si presentano come strumenti per garantire, a livello mondiale, la corretta gestione delle risorse idriche. L”ultimo atto di queste organizzazioni è stato il 4° Foro Mondiale dell”Acqua (WWF), svoltosi a Città del Messico dal 16 al 22 marzo [Antonio Graziano].


Dall”altro lato si trova un movimento, costituito da ONG, associazioni della società civile e singoli cittadini che si oppongono a tutte le forme di gestione e controllo dell”oro blu da parte di privati e guardano alle coalizioni istituzionali che hanno promosso il 4° WWF come portatori degli interessi delle multinazionali. In quest”ambito nascono nuove forme di organizzazione per la costruzione di alternative.

Da sottolineare alcuni eventi fulcro avvenuti nei primi tre mesi del 2006:
– La vittoria del popolo di Cochabamba in Bolivia, con la definitiva uscita di scena della Bechtel, che ha rinunciato a chiedere indennizzi per mancato lucro dopo aver dovuto abbandonare la gestione dei servizi idrici della città .
 – Il 6° Foro Mondiale in Venezuela lo scorso gennaio, durante il quale è stata prodotta la dichiarazione di Caracas, firmata da un grosso numero di organizzazioni soprattutto Europee e Latino Americane, ma anche del resto del Mondo, e che rappresenta il principio di una coalizione globale delle società civile.
– L”abbandono da parte di Agua de Barcelona (propietà azionaria della Suez) della gestione dei servizi idrici della costa dell”Uruguay, evento che va a riempire di senso la riforma costituzionale avvenuta con referendum popolare nell”ottobre 2004.
– Il primo Forum Italiano dei Movimenti per l”Acqua, che riaffermano il no contro qualsiasi forma di privatizzazione dee risorse idriche sia su scala nazionale che internazionale.
– Il Foro Alternativo al 4° WWF, concluso da pochi giorni, nella quale di fatto si affermano le idee e le proposte emerse negli incontri precedenti. Si esclude qualsiasi forma di privatizzazione, compreso il partenariato pubblico-privato. Si rifiutano le richieste di indennizzo a parte di imprese internazionali, i trattati commerciali, gli accordi nell”ambito dell”Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) in relazione all”acqua. Si chiede l”abolizione del Centro Internazionale di Dispute Relativo agli Investimenti (CIADI) della Banca Mondiale.

In quest”ambito nascono alcune proposte concrete, che si riaffermano e si rafforzano tra un evento e l”altro. La crescita di una piattaforma mondiale dei movimenti, la partecipazione di tutti i settori della società , includendo i più marginali, nella gestione delle risorse idriche, la creazione di osservatori internazionali, che includano anche i parlamenti, i governi locali e le altre istituzioni democratiche.

Mentre il 4° WWF è culminato con la giornata mondiale dell”acqua del 22 marzo, i movimenti già si preparano ai prossimi appuntamenti inseriti nell”agenda del 2006. A maggio a Vienna vi sarà il 2° incontro Europa – America Latina, a Settembre in Bolivia la Riunione della Comunità Sudamericana di Nazioni, a Dicembre a Bruxelles l”assemblea dei cittadini per l”acqua. Questi eventi saranno occasioni per valutar definitivamente la possibilità di organizzazione a livello globale e la creazione di una cultura dell”acqua, in modo che possa divenire il principio cardine che anima le decisioni dei politici dei nostri governi.

Antonio Graziano, Montevideo

20 marzo 2005

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