Celle a (bio)combustibile

Secondo alcuni ricercatori dell’Università di Oxford, è possibile sviluppare celle a biocombustibile più semplici ed economiche usando elettrodi ricoperti da un enzima batterico che ossida l’idrogeno. Le tradizionali “fuel cell” a idrogeno generano energia mediante reazioni chimiche che coinvolgono idrogeno e ossigeno, spesso usando metalli preziosi come catalizzatori per guidare le reazioni. I ricercatori hanno cercato più volte di sviluppare celle a combustibile che utilizzassero invece catalizzatori prodotti da organismi biologici, vale a dire enzimi. Tuttavia, la maggior parte dei microbi che utilizzano l’idrogeno vivono in ambienti poveri di ossigeno, e i loro enzimi non possono dunque tollerarlo. Inoltre, il monossido di carbonio è dannoso per questi enzimi e per le fuel cell tradizionali. Sfruttando un enzima batterico già studiato in precedenza, che tollera in parte l’ossigeno, Fraser Armstrong e colleghi hanno messo alla prova la sua attività catalitica in presenza di ossigeno e di monossido di carbonio. I ricercatori hanno creato una semplice cella a combustibile usando questo enzima come catalizzatore e la cella ha prodotto elettricità , anche senza una membrana per separare l’idrogeno e l’ossigeno e in presenza di livelli elevati di monossido di carbonio. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” (www.lescienze.it).

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