E” notizia di questi giorni l”impegno di governi africani e grandi donatori contro la desertificazione dell”Africa. Un piano da 4 miliardi di dollari. Ma Wangari Maathai, l”ecologista ex viceministro dell”ambiente del Kenya, prima donna africana a vincere il Nobel per la pace per le sue battaglie in favore dell”ambiente, avverte: qualsiasi progetto fallisce se non coivolge direttamente la popolazione [Cinzia Agostini].
Da contraltare, dallo stesso Kenya, giunge la segnalazione della Total Eco Challenge, progetto ambientale della compagnia petrolifera Total Limited: tra 1200 progetti pervenuti da tutto il mondo, il vincitore della categoria organizzazioni non governative è risultato Tree is life – Albero è vita, un programma di riforestazione nella zona di Nyahururu, ai piedi del monte Kenya e poco distante dalla Rift Valley. Un riconoscimento quantomeno curioso, quello che una compagnia petrolifera tributa a un”iniziativa di riforestazione: segno di una maggiore sensibilità verso l”ambiente e la popolazione, secondo gli organizzatori. In Kenya chi fa il pieno alla Total riceve un albero da frutto.
Un microprogetto, Tree is life, ma che ha sempre contato sull”approvazione del ministro Maathai, per il coinvolgimento attivo e la responsabilizzazione delle comunità che ne stanno alla base. Oggi, nella zona di Nyahururu, ciascun villaggio possiede un vivaio in comune, e nella realizzazione del rimboschimento si sono attivati 60 gruppi e 60 scuole, per un totale di 700mila alberi piantati nel solo 2005. Il progetto è ideato dalla Fondazione Fontana, una onlus italiana, e finanziato dalla provincia autonoma e dal comune di Trento.
Per maggiori info: http://www.treeislife.org
Cinzia Agostini
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