Il capitalismo è malato?


‘Il capitalismo è malato?’ chiede in maniera provocatoria un articolo del Sunday Times. La risposta, in un gran numero di paragrafi, è no. Il capitalismo, rivela l’articolo, è in perfetta forma. L’unica cosa che non va sono gli occasionali capitalisti corrotti o avidi.

Hank Paulson, amministratore delegato di Goldman Sachs, la scorsa settimana aveva avvertito il National Press Club [Club Nazionale della Stampa, n.d.t.]: ‘Il mondo degli affari non è mai stato sottoposto ad un simile scrutinio. Ad essere franchi, molto di questo è meritata.’ Il Sunday Times ha passato in rassegna con tono lamentevole una litania di recenti scandali.

In principio c’era Enron, il cui disgraziato amministratore delegato Kenneth Lay è un caro amico del Presidente Bush, ed il cui comitato di revisione contabile era presieduto dall’ex ministro dei Tories Lord Wakeman. Uno dei consulenti della Enron di più marcato orientamento ideologico, Irwin Stelzer, ha ancora una rubrica settimanale sul Sunday Times.

Adesso c’è Tyco — presumibilmente l’abbreviazione di tycoon [magnate, n.d.t.], il cui ex presidente, Dennis Kozlowsky, è accusato di evasione fiscale ed il cui direttore, Lord Ashcroft, è un ex ministro delle finanze dei Tories ed un generoso benefattore dell’istruzione pubblica britannica. L’ADT College, così chiamato dal nome della società di Ashcroft, insegna ancora ai bambini dei quartieri del sud di Londra. Forse adesso dovrebbe cambiare nome, dal momento che ADT è stata inglobata da Tyco nel 1997.

La settimana scorsa ci sono stati grandi notizie per un’altra grande ‘A’: Bill Allan, amministratore delegato di una società di telecomunicazioni dal nome ridicolo di Thus. Allan ed i suoi colleghi direttori hanno guadagnato dei bonus pari al 70% del proprio salario, a seguito di una ‘eccezionale performance negli affari’, presumibilmente in riferimento alla diminuzione del valore della azioni della società pari al 72%.

La scorsa settimana, queste ‘A’ eroiche sono state battute da una ‘B’ sensazionale – Sir Bonfield, l’ex amministratore delegato della British Telecom, che, in un momento di crisi economica, ha cessato lo schema pensionistico con trattamento di fine rapporto per gli impiegati, ma è riuscita a trovare alcuni milioni di sterline per integrare la già lauta pensione di Sir Peter con altre 2000 sterline alla settimana.

Bonfield ha un altro lavoro perfettamente normale da un’altra parte, ma quando si è dimesso da British Telecom ha intascato un anno di salario [820 mila sterline] ed un bonus di 615 mila sterline, senza dubbio un segno di rispetto per il suo ruolo di ‘mente’ dietro una delle più disastrose privatizzazioni dei tempi moderni.

Queste società e questi individui, sosteneva Paulson, stanno tradendo il sistema. Stanno dando una brutta fama al capitalismo. Se solo i singoli capitalisti non mentissero, imbrogliassero, commettessero spergiuro nelle cause di diffamazione; se non si riempissero le tasche di guadagni immeritati, se non evadessero le tasse comprando quadri costosi con i soldi altrui e poi appendendoli in casa loro; se solo i loro contabili non spendessero il loro tempo, estremamente costoso, a studiare sistemi complicati per evadere le tasse, distruggendo poi i documenti rilevanti; allora la meravigliosa simmetria del sistema capitalistico brillerebbe in tutta la sua bellezza. Se solo le mele marce potessero essere eliminate dal barile capitalista, allora sarebbe possibile apprezzare la bontà del frutto in tutta la sua gloria.

Il problema con questo tipo di ragionamento è che trascura la caratteristica principale del capitalismo: la divisione della razza umana in chi trae profitto dallo sforzo umano e chi no. Questa divisione richiede libertà per i datori di lavoro, e disciplina per i lavoratori; salari elevati e benefici extra-salariali per i capi, e salari più bassi per le masse; ricchezza per una minoranza, povertà per la maggioranza.

Nel sistema capitalistico il divario tra ricchi e poveri diventa sempre più marcato. àˆ nella natura stessa del sistema opporsi all’uguaglianza, alla cooperazione. Bloccare, insultare e criminalizzare i poveri; glorificare, coccolare e perdonare i ricchi. Ogni forma di vita umana viene corrotta in questo processo. Così, anche se fosse possibile punire tutti i colpevoli, mandare in prigione tutti i consulenti finanziari del Presidente americano, escludere dalla vita pubblica tutti gli ex vice presidenti dei Tories, anche se i direttori delle società spendessero un anno in prigione per ogni bonus che rubano, non sarebbe possibile sfuggire al capitalismo. Le mele marce sono il barile.

Leggendo il sermone di Paulson della scorsa settimana, mi sono ricordato di un paio di titoli molto provocatori apparsi sul Guardian il 10 Dicembre 1993. Questi articoli facevano notare la differenza tra un gruppo di 26 milioni di persone che condividevano 2.2 miliardi di dollari, ed un gruppo di sole 161 che condividevano 2.6 miliardi di dollari. Il primo gruppo era l’intera popolazione della Tanzania, il secondo i partners di Goldman Sachs, la società diretta da Paulson. E per quanto egli possa dare lezioni ai suoi colleghi capitalisti sulla loro cattiva condotta a livello individuale, non può e non correggerà il difetto intrinseco del sistema economico che rappresenta, perfettamente rappresentato dall’avidità delle persone che gestiscono la sua banca.

Il capitalismo è malato? Si, in maniera disgustosa. àˆ una malattia terminale, ed il sistema ha urgentemente bisogno di essere sostituito.

Paul Foot
The Guardian

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