L’uscita dell’edizione 2009 dell’agile volume “I tributi nell’economia italiana” (il Mulino, pp. 256, € 19,00), è sicuramente un’occasione utile per ripensare all’imposizione fiscale e al suo ruolo nel nostro aggregato economico. Il testo presenta in modo abbastanza immediato lo stato dell’arte del prelievo e della gestione tributaria nel nostro paese, fornendo un quadro esaustivo e completo, ma, ancora di più, aggiornato con puntualità rispetto alle novità via via introdotte.
Alberto Leoncini
In questo solco si inserisce la particolare attenzione degli autori rispetto ai principi di equità ed efficienza che costituiscono i due aspetti di fondo sui quali si concentra l’analisi del testo.
Effettivamente tale tema è pregnante proprio per il fatto che lo Stato, o meglio la finanza pubblica allargata, per essere precisi, è unanimemente invocato a risollevare le sorti di uno scenario assai compromesso sotto il profilo occupazionale e industriale, prima che bancario- finanziario. Nel testo in oggetto troviamo una limpida e sintetica descrizione della macchina fiscale ad uso di chi voglia averne un’idea di massima. La brevità del testo, e ciò depone senza alcun dubbio a suo favore, non scade quasi mai nell’aproblematicità, anzi riesce a delineare la ben precisa politica economica perseguita dai vari governi succedutisi alla guida del Paese segnalandone le tappe, i passi in avanti e, più spesso, quelli indietro.
Ed in effetti è questo l’aspetto più importante, perché è proprio tramite l’analisi della politica tributaria che emerge l’idea di Stato e di società che sta dietro alle decisioni e chiarifica quale sia la linea di indirizzo impressa dalla classe politica detentrice del potere. Con buona pace di chi pensa che il primo punto nell’agenda istituzionale del paese debbano essere le vicissitudini sentimentali del capo del Governo.
Scritto da Paolo Bosi e Maria Cecilia Guerra, entrambi docenti universitari e collaboratori del sito lavoce.info, questo testo si caratterizza anche per quell’attenzione “accademica” che risulta di sicuro un aspetto utile per legittimarne le analisi.
Ad avviso di chi scrive la generazione di risorse mediante prelievi coattivi su capacità reddituali genericamente intese è senz’altro una leva da sfruttare nel modo più efficiente possibile per l’uscita dalla crisi, unitamente all’implementazione di forme di scambio governato da monete locali, complementari o, in senso più ampio, di diretto controllo pubblico, senza le quali l’autorità politica si ritrova in una posizione strutturalmente rinunciataria rispetto a prerogative che le sarebbero indissolubilmente proprie, facendo in tal modo venir meno anche l’autorità per imporre alla società i sacrifici patrimoniali che si rendono necessari.
Alberto Leoncini
albertoleoncini AT libero.it
Be the first to comment on "Tasse e tributi, in un libro il quadro d’insieme"